11 Ottobre 2021 News Commenti

11 ottobre 2021: il lunedì nero del sistema scolastico italiano

Si è avviata nella data odierna lo sciopero nazionale generale - con particolare riguardo al settore Istruzione e Ricerca - indetto dalle sigle sindacali Cobas (Confederazione Comitati di base).

Sciopero nazionale generale: il primo fermo è dei trasporti

Sviluppatosi a partire dalle numerose spinte di diverse frange sindacali del Cobas - Confederazione Comitati di base - e poi regolarmente sancite da nota ministeriale, è partito questa mattina, con grande fragore e partecipazione, il maxi sciopero generale nazionale di tutti i lavoratori dipendenti dei settori pubblici e privati.

Uno sciopero dalle proporzioni vaste e dalle altrettante conseguenze perché ad arrecare i primi disagi sono stati proprio i promotori dello sciopero - le sigle Cobas del settore trasporti - che, proclamando la propria astensione dal lavoro per 24 ore - hanno portato al blocco generale dei trasporti da nord a sud Italia. Un vero e proprio tilt per i numerosi pendolari del nostro Paese abituati a servirsi dei mezzi per recarsi presso i centri universitari o al lavoro, per le famiglie e per tutti quanti saranno costretti ad imbottigliarsi nel traffico per spostarsi da una parte all'altra della città. A braccia conserte sono anche i dipendenti di Trenitalia ed Italo, con relativo fermo delle tratte sia a media che a lunga percorrenza, ma con diverse fasce orarie di tutela (per informazioni dettagliate consultare i relativi siti). Anche l'Enac - l'Ente nazionale per l'aviazione civile - ha disposto delle garanzie per i propri voli.

Sciopero scuola: le ragioni

Scioperi, manifestazioni e cortei nelle principali piazze italiane anche per il settore scuola che, stanco, non esista a far sentire fieramente la propria voce e le proprie ragioni.

A meno di un mese dalla riapertura delle scuole e dopo i 18 lunghi mesi di Dad che hanno coinvolto il settore istruzione a causa dell'emergenza sanitaria, anche il personale docente ed Ata decide di aderire al maxi-sciopero indetto dai Cobas. L'obiettivo, come si legge sul portale ufficiale del sindacato, è di avviare una controtendenza rispetto quanto si afferma col governo Draghi. Più nello specifico, le ragioni che sottostanno lo sciopero del personale scolastico sono innumerevoli e riguardano:

  1. La riduzione del numero degli alunni in classe: i docenti, in particolare, esprimono il loro disappunto per le cosiddette "classi pollaio", tanto più nell'attuale contingenza sanitaria. È stato infatti recentemente stimato che in molte scuole presenti sul suolo italiano sarebbe stata legittimata la formazione di oltre 17.000 classi che vanno dai 26 ai 36 alunni.
  2. L'imposizione del Green Pass e la relativa sospensione dello stipendio per quanti sprovvisti.
  3. Lo sblocco dei licenziamenti.
  4. Il rinnovo del CCNL, scaduto da oltre 3 anni e il recupero del potere d'acquisto degli stipendi, calato di circa il 20 % negli ultimi decenni.
  5. La parità salariale per il personale femminile.
  6. La soppressione del sistema legato agli appalti e ai subappalti.
  7. La stipula del contratto a tempo indeterminato come regola generale.
  8. Riduzione del monte orario a condizioni di parità salariale.
  9. Abolizione del Jobs Act e della Legge Fornero.
  10. Rivalutazione delle pensioni.
  11. Un sistema sanzionatorio più puntuale per i datori di lavoro inadempienti.
  12. Il ricorso alla DAD quale elemento istruttivo strutturale.

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