15 Dicembre 2020 News Commenti

Il 7 gennaio si torna a scuola: la riapertura è sicura o si rischia la terza ondata?

Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, ha affermato che le scuole riapriranno il 7 gennaio, assicurando la didattica in presenza a tutti gli alunni di ogni grado e ordine scolastico, eccezione fatta solo per gli studenti della secondaria di secondo grado che svolgeranno le lezioni per il 75% in aula e per il 25% a distanza. La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, dal canto suo invita gli italiani a difendere il diritto allo studio dei nostri ragazzi, sottolineando che nel periodo natalizio è necessario fare dei sacrifici con il duplice scopo di evitare un secondo Lockdown e di consentire alla scuola di riprendere la sua attività nel modo più normale possibile.

Nell'aria, tuttavia, c'è un forte sentore di paura che le vacanze natalizie possano seguire l'andazzo di quelle estive, se non rivelarsi ancora più dannose.
Scuole chiuse, lavoratori a casa e famiglie che si riuniscono, "sarebbe il momento ideale", tanto per citare Crisanti, per abbassare la guardia e permettere al virus di colpirci nuovamente.

Si teme una terza ondata covid, dunque, che per molti esperti potrebbe coincidere proprio con la riapertura delle scuole. Uno di questi è il professor Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano che, intervistato da il Messaggero, ha affermato che la situazione epidemiologica con cui arriveremo al periodo Natalizio sarà ben più critica di quella che ha preceduto l'estate.

Abbiamo svolto un rapido confronto tra i dati del bollettino dei contagi rilevati in data 13 luglio 2020 confrontandoli con i dati del 13 dicembre 2020 ed ecco il grafico.
confronto nuovi contagi covid 13 luglio 2020 e 13 dicembre 2020Ben 17938 nuovi contagi rilevati con 491 vittime in data 13 dicembre 2020 contro gli appena 169 nuovi contagi e 13 vittime del 13 luglio.

Secondo Galli, la terza ondata è molto probabile, e la riapertura delle scuole sarà la data che fungerà da "cartina tornasole" dei contaggi avvenuti a Natale e Capodanno.

A lanciare l'allarme per la riapertura del 7 Gennaio è anche il il Dott. Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale di Milano il quale, però, prima di fare valutazioni attende i dati, ma ricorda a tutti che la situazione dopo le feste, al momento del ritorno a scuola, sarà una conseguenza dei comportamenti degli italiani nel periodo natalizio, in cui tutti affrontano le cose con più leggerezza "Ma quest'anno non possiamo permettercelo" a detta di Pregliasco.

Quali sono le soluzioni allora? come dobbiamo agire?

Secondo le dichiarazioni rilasciate in un'intervista a Open da Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia dell'Università di Padova, l'unico modo per fermare il Covid-19 è il lockdown totale nel periodo delle feste. La sua proposta è, dunque, un Natale in Zona Rossa e no, non è il titolo di un cinepanettone purtroppo.

Il ministro Roberto Speranza, dal canto suo, conferma la sua posizione, sottolineando la necessità di maggior rigore afferma che "allentare le misure sarebbe un grave errore" e loda la cancelliera tedesca Merkel per aver optato per il lockdown totale.

Dal mondo della scuola, intanto, non ci sono grandi sviluppi sul fronte trasporti e orari scaglionati, ma per la Azzolina è fondamentale far ripartire la scuola e far si che non venga richiusa qualche giorno dopo. La paura della terza ondata è forte e bisogna far si che non si ripetano gli stessi errori di Agosto.

Tutto dipenderà dal comportamento di un'intera nazione che sperava nelle vacanze Natalizie per scrollarsi di dosso lo stress di una pandemia che ormai imperversa da quasi un anno. Riusciremo a evitare che si diffonda maggiormente? Avremo la risposta il 7 gennaio 2020, alla riapertura delle scuole.

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