14 Ottobre 2021 News Commenti

Alunni parlano del Bullo in un Tema, Prof assolta

Sputi, calci e gesti osceni contro un compagno di classe disabile al 100%, in sedia a rotelle perché affetto da encefalomalacia. I compagni del bullo lo scrissero in un tema e per questo motivo due docenti di una scuola media di Torino furono denunciate per concorso in atti persecutori. Ora una delle due è stata assolta dal Tribunale perché secondo i giudici il fatto non sussiste.

Il fatto risale all'anno scolastico 2015-2016, quando in una seconda media dell'istituto torinese arriva la protagonista della vicenda, giovane professoressa chiamata per una supplenza. In classe con lei una insegnante di sostegno incaricata di aiutare il ragazzino disabile. Secondo quanto scritto dagli studenti nel tema, le docenti non proteggevano l'alunno più fragile dalle continue aggressioni fisiche e verbali del bullo.

Si sentiva il padrone della scuola. Ma si accaniva in particolare sul nostro amico. Perché disabile, in sedia a rotelle, non poteva difendersi'.
In particolare scrissero, a proposito dell'uguaglianza che era l'argomento sul quale erano chiamati a riflettere:
Dicono che siamo tutti uguali ma non è vero, c'è chi si approfitta di altri
Il riferimento era al compagno che si divertiva a tormentare il disabile durante l'intervallo. E gli insegnanti? Sempre secondo le testimonianze ‘lasciavano la classe o stavano al cellulare'. Per la Procura di Torino queste indicazioni sono state determinanti per accusare i due prof di omissione di vigilanza, un obbligo che invece ricade sui professori nei momenti di cambio dell'ora, della ricreazione e naturalmente durante le lezioni.

Il docente di sostegno ha scelto il patteggiamento ed stata condannata a un anno. L'insegnante di cattedra invece ha preferito andare a processo, il pm aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi per non aver fatto nulla in difesa del ragazzo bullizzato, ma è stata assolta.

Il suo avvocato difensore, Calogero Meli, ha convinto il giudice dimostrando che la giovane donna era arrivata nell'istituto con un progetto di educazione alla legalità per arricchire l'offerta formativa. Stava svolgendo l'anno di prova. Non aveva alcuna formazione sulla gestione dei disabili e contava invece sul ruolo dell'insegnante di sostegno, evidentemente lacunoso.
"Questa è una storia di cattiva gestione delle risorse umane. Sul banco degli imputati avrebbe dovuto esserci la scuola, non la mia assistita", ha spiegato Meli. Il giovane bullo non è mai stato imputato perché all'epoca dei fatti aveva meno di 14 anni. In aula ha chiesto scusa all'ex compagno disabile: "Ho fatto cose orrende".

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