11 Novembre 2020 Normative Commenti

App Immuni: cos'è, come funziona e chi la deve usare a scuola

All'interno della strategia messa in campo dal Governo per la lotta alla diffusione del Covid-19, l'app Immuni ricopre un ruolo importante per il tracciamento rapido dei contatti. In quest'articolo vediamo cos'è e come funziona l'app Immuni

cos'è l'app immuni

Immuni è un'app creata per il tracciamento dei contatti da Covid-19. L'applicazione è stata sviluppata dalla Bending Spoons, società milanese specializzata in svluppo di applicazione per il mobile, che ha iniziato a lavorare allo sviluppo dell'app Immuni a marzo 2020, durante l'esplosione della crisi sanitaria in Italia.
Come riportato sul sito di Immuni, l'app è "creata per aiutarci a combattere le epidemia, a partire da quella del Covid-19". Grazie alle sue funzionalità, Immuni permette di allertare in modo anonimo le persone con cui si è stato a stretto contatto,e che potrebbe quindi aver contagiato, nel caso un utente scopra di essere positivo al Covid-19. La velocità del tracciamento è una caratteristica dell'app. Venendo informate tempestivamente (potenzialmente ancor prima di sviluppare i sintomi del Covid-19), queste persone possono contattare il loro medico per approfondire la loro situazione clinica. Possono inoltre evitare di contagiare altri, contribuendo a ridurre la diffusione del coronavirus.

Come funziona Immuni

Per capire il funzionamento dell'app riportiamo quanto specificato sul sito del prodotto Immuni.italia.it

Come funziona il sistema di contact tracing di Immuni?

Immuni avverte gli utenti che sono stati a stretto contatto con una persona risultata poi positiva inviando loro un messaggio di allerta che include una serie di consigli su come affrontare la situazione.
Immuni riesce a determinare che è avvenuto un contatto a rischio fra due utenti senza sapere chi siano i due utenti o dove si siano incontrati. L'app non raccoglie dati che permettono di risalire all'identità di chi la usa. Non chiede, né è in grado di ottenere, dati sensibili come nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo e-mail. Inoltre, per determinare il contatto, Immuni sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del GPS.

Ecco un esempio semplificato di come funziona il sistema di contact tracing di Immuni.

Consideriamo Alice e Marco, due ipotetici utenti. Quando è installata sui loro smartphone, Immuni emette un segnale Bluetooth che include un codice casuale. Quando Alice si avvicina a Marco, i loro smartphone si scambiano questi codici e li registrano nella propria memoria, tenendo così traccia di quel contatto. Registrano anche quanto è durato il contatto e la potenza del segnale ricevuto, indicatore approssimativo della distanza tra i due smartphone.
I codici sono generati casualmente e non contengono alcuna informazione sul dispositivo o l'utente. Inoltre, cambiano diverse volte ogni ora, in modo da proteggere ulteriormente la privacy. Non è in alcun modo possibile risalire all'identità dell'utente a partire dai suoi codici casuali.
Supponiamo che, successivamente, Marco risulti positivo al coronavirus. Con l'aiuto dell'operatore sanitario che gli ha comunicato l'esito del test, Marco potrà segnalare la sua positività a Immuni, condividendo i suoi codici casuali e allertando le persone con cui è stato a stretto contatto.
Immuni scarica periodicamente i codici casuali condivisi dagli utenti che sono risultati positivi al virus. Così facendo può controllare se c'è una corrispondenza tra questi codici e quelli registrati nei giorni precedenti. Nel caso del nostro esempio, l'app di Alice troverà il codice casuale di Marco, verificherà se la durata e la distanza del contatto siano state tali da poterlo considerare a rischio e, se questo è il caso, avvertirà Alice.

Immuni e questione privacy

La tutela della privacy diventa questione fondamentale durante l'uso dell'app e a questa è stata dedicata grande attenzione. Ecco alcune delle misure adottate per proteggere la privacy degli utenti cos' come riportate sul sito dell'app:

  • L'app non raccoglie dati che permettono di risalire alla tua identità. Non chiede, né è in grado di ottenere, il tuo nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o e-mail
  • I tuoi spostamenti non sono tracciati né tracciabili in alcun modo
  • I codici casuali che gli smartphone si scambiano tramite Bluetooth non contengono né informazioni sul tuo dispositivo, né tanto meno su di te
  • Per maggior tutela della tua privacy questi codici casuali cambiano numerose volte ogni ora
  • I dati salvati sul tuo smartphone e le connessioni tra l'app e il server sono cifrati
  • Tutti i dati salvati sul dispositivo o sul server saranno cancellati quando non più necessari e in ogni caso prima del 31 dicembre 2020
  • I tuoi dati sono raccolti dal Ministero della Salute e verranno usati solo per contenere l'epidemia del Covid-19 o ai fini della ricerca scientifica
  • I dati sono salvati su server in Italia e gestiti da soggetti pubblici

scuola e app IMMUNI: chi la deve usare

L'utilizzo dell'app Immuni è stata fortemente consigliata agli alunni e al personale scolastico già durante i mesi estivi. Il Ministero dell'Istruzione ha ritenuto l'utilizzo dell'app una delle misure assolutamente opportune per l'anno scolastico 2020/2021. Il Comitato Tecnico Scientifico ha fortemente consigliato l'adozione agli studenti dai 14 anni in su, ai genitori e a tutto il personale scolastico docente e non docente, poiché costituisce uno dei punti chiave della strategia complessiva di prevenzione e monitoraggio del mondo della scuola. Ribadiamo che il download dell'app per la popolazione studentesca e per i docenti non è obbligatoria ma, come suddetto, è molto consigliata.

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