05 Ottobre 2021 Docenti Commenti

Assegnazione supplenze: il caos dell’algoritmo e la gestione degli USP

L'algoritmo per l'assegnazione delle supplenze è diventato ormai tristemente famoso per i suoi malfunzionamenti e le errate assegnazioni.

Da strumento perfetto per mettere insieme le cattedre a disposizione e le preferenze dei docenti, è diventato un ulteriore ostacolo alla semplificazione burocratica.

In particolare, colpisce ciò che sta succedendo in Sicilia, dove il caos delle assunzioni fa da contraltare ai proclami del Ministro dell'Istruzione Bianchi.

Caos supplenze: cos'è andato storto

L'algoritmo ha sulla carta un funzionamento molto semplice:

  • analizzare preferenze, sedi e tipi di supplenza prescelte;
  • inserire nel calcolo anche le posizione in graduatoria;
  • trovare la cattedra adatta fra quelle rese disponibili dai vari USP.

Tuttavia, così non è stato.

A Palermo e Catania, l'algoritmo ha effettuato ad agosto una prima serie di assegnazioni di supplenze, basate cattedre messe a disposizione e sulle preferenze dei docenti in graduatoria.

E fin qui tutto bene.

In seguito, quando gli USP hanno pubblicato un'altra lista di posti vacanti, l'algoritmo non è partito dall'inizio e quindi dai punteggi più alti. Al contrario, ha continuato dal punto in cui si era fermato durante la prima assegnazione, considerando come rinunciatari i profili scartati inizialmente. Di conseguenza:

  • docenti con un punteggio bassissimo si sono visti assegnare delle cattedre libere annuali e fino al termine delle lezioni;
  • docenti in cima alla graduatoria sono stati di fatto rimpiazzati e non potranno svolgere le supplenze che spettano loro.

A Siracusa, ci sono stati disagi simili, con l'algoritmo che però ha risalito la graduatoria ma saltando completamente alcune posizioni. A Catania, inoltre, i punteggi non erano neanche stati aggiornati dopo i dovuti controlli e le rettifiche.

Le responsabilità dell'algoritmo e quelle della scuola

Di fronte a questo ulteriore fallimento dell'algoritmo, alcuni Uffici Scolastici Provinciali hanno anche annullato la pubblicazione delle graduatorie, cercando di capire cosa è successo.

Al netto delle responsabilità che sono attribuibili all'algoritmo, tuttavia, molti docenti si chiedono quale sia il ruolo delle istituzioni regionali e provinciali. In particolare, ci si chiede cosa possa aver causato il ritardo nella richiesta per supplenze annuali da parte delle scuole.

Sono state queste ultime a trasmettere le necessità in ritardo? O è l'Ufficio Scolastico Regionale ad aver lavorato in maniera tardiva alle diverse richieste delle scuole?

Di certo c'è soltanto che le criticità dell'algoritmo si sono intrecciate con la gestione farraginosa delle richieste di supplenza.

Tuttavia, a farne le spese non sono soltanto gli insegnanti con un punteggio alto che non si vedranno assegnata una supplenza annuale.

A causa dei disservizi e degli errori umani, vengono danneggiati anche i docenti che - con punteggi fra 45 e 55 - avrebbero potuto aspirare alle supplenze brevi. In questo modo, si crea un effetto domino per cui:

  • l'algoritmo assegna i posti annuali a docenti con basso punteggio;
  • gli istituti assegnano i posti brevi a docenti con alto punteggio;
  • i docenti con punteggio medio perdono un anno, possibilità di avanzamenti in graduatoria e retribuzione.

Cosa succederà adesso?

Fermo restando che la situazione ideale non avrebbe mai comportato gli sbagli nell'assegnazione delle supplenze annuali, adesso rimane da capire cosa succederà.

L'esito più auspicabile è quello che si riesca a tornare indietro e assegnare le cattedre a chi ne ha il diritto, anche perché si prevedono ricorsi a pioggia.

Lo strumento dei decreti di rettifica alla GPS può soltanto arginare momentaneamente le problematiche create dall'algoritmo e dalla scarsa gestione delle richieste. A pagare il conto, come sempre, la classe dei docenti precari.

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