12 Ottobre 2021 News Commenti

Badge per i docenti. Perché è illegittimo e quali leggi lo vietano

Si torna periodicamente a parlare dell'eventualità di introdurre a scuola dispositivi marcatempo per controllare e regolare l'orario di lavoro dei docenti. Si tratterebbe in sintesi di attuare la stessa regolamentazione tramite badge elettronico prevista per il personale ATA.

Quest'iniziativa non ha mai trovato successo in quanto rimane contraria a quanto espresso dalla normativa che disciplina il mestiere del docente.

Badge per i docenti. Illegittimo per legge

Già con la Circolare ministeriale n. 4797 del 20 ottobre 1992 della Funzione Pubblica (si può trovare in Gazzetta Ufficiale del 28 ottobre 1992) veniva esplicitata l'illegittimità dell'applicazione di procedure di controllo automatizzato al corpo docente. Inapplicabile quindi l'utilizzo di un badge per certificare gli orari di entrata e uscita.

Anche il Decreto ministeriale n. 1707/04 riconosce come non legittima l'eventuale imposizione da parte del Dirigente scolastico di controlli degli orari tramite badge, negando il diritto di sanzionare i docenti su questa base.

La Corte di Cassazione ha inoltre sancito, con la sentenza n. 11025/2006 che il controllo dell'orario dei dipendenti pubblici deve derivare da una precisa fonte contrattuale o legislativa e non può dipendere assolutamente da un'iniziativa personale di una figura dirigenziale.

L'autonomia del Dirigente scolastico

Certo, il Dirigente scolastico gode di una certa autonomia decisionale e organizzativa in quanto in possesso di poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane (come da D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 25, comma 3). Inoltre, è dotato della capacità di adottare provvedimenti nella gestione delle risorse e del personale (come da art. 25, comma 4).

L'autonomia del Dirigente scolastico viene ulteriormente definita con il D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, dal D.Lgs. n. 59 del 1998, che ha integrato il D.Lgs. n. 29 del 1993 e da altre normative redatte nel corso degli anni. Nonostante ciò, la pretesa di controllare tramite badge l'orario di lavoro dei docenti rimane inappropriata.

Questo perché i poteri del Dirigente scolastico e i rapporti contrattuali tra esso e i suoi dipendenti devono essere uniformi alla legge o al Contratto Collettivo Nazionale.

Dal momento quindi che la legge non autorizza certi provvedimenti, qualsiasi ricorso al badge per i docenti diventa automaticamente non valido, rendendo di fatto nulle eventuali sanzioni inflitte al docente per inadempienza agli orari di lavoro riscontrate tramite meccanismo automatizzato.

Perché i docenti non devono usare il badge

Il controllo degli orari di lavoro tramite badge è uno standard per i dipendenti pubblici e trova in realtà applicazione anche nel mondo della scuola. Il personale ATA rappresenta uno di questi casi, in quanto regolarmente dotato di tesserino magnetico.

Perché allora i docenti fanno eccezione a questa misura? Il motivo è da ricercarsi nelle caratteristiche uniche che vanno a definire la loro professione.

I tempi che regolano il lavoro del docente sono infatti riconosciuti come variabili. Le sue mansioni non si esauriscono necessariamente né nella sede scolastica né tantomeno nelle ore di permanenza al suo interno.

Le attività propedeutiche all'insegnamento e funzionali alla prestazione del docente aggiungono quindi un grado di imprevedibilità maggiore, che renderebbe controproducente l'utilizzo di un badge.

Il registro elettronico come strumento di controllo

L'adozione del registro elettronico ha inoltre già fornito ai Dirigenti scolastici un modo per verificare la presenza e la puntualità dei docenti.

Il registro elettronico permette infatti di visionare in tempo reale se il docente ha firmato e quindi preso correttamente servizio nella classe spettante.

Secondo l'art.29 comma 5 del CCNL 2006/2009 il docente ha tra l'altro l'obbligo contrattuale trovarsi in classe cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni e di accompagnare l'uscita dalla stessa degli studenti.

Il badge elettronico, già illegittimo per legge, rappresenta dunque a maggior ragione uno strumento superfluo e ridondante per il monitoraggio del corretto svolgimento dell'attività lavorativa dei docenti.

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