08 Ottobre 2021 News Commenti

Il Ministro Bianchi vuole la filosofia negli istituti tecnici. Una proposta che divide. Le reazioni

Aprire gli istituti tecnici alla filosofia. Questa è una delle idee del Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi nell'ottica del piano riforme che interesserà la formazione tecnico-professionale in Italia.
Contrastanti le reazioni alla proposta, con un dibattito che sta infiammando il mondo dell'istruzione italiana.

Filosofia negli istituti tecnici. Una proposta concreta

Quella del Ministro non è solo una suggestione ma una proposta concreta. Fa parte della riforma prevista dal PNRR per gli istituti di formazione secondaria (Per saperne di più) e tutto potrebbe essere pronto già per l'estate.

Un cambiamento didattico che sarebbe una piccola rivoluzione ma che per certi versi appare necessario per andare a scardinare quella rigida separazione tra saperi umanistici e saperi tecnici che in Italia appare fin troppo marcata rispetto agli altri paesi Europei.

Le intenzioni del Ministro Bianchi sono infatti quelle di ridare lustro agli istituti tecnici, di riportarli al pari dei più elevati standard europei e di formare giovani studenti dalle menti sempre più brillanti e avvezze al pensiero logico.

Opinioni contrastanti. Tra scetticismo ed entusiasmo

Come forse ampiamente preventivabile, la proposta del Ministro dell'Istruzione ha generato opinioni contrastanti.

Perentoria quella di Massimo Cacciari. Il filosofo, ex Sindaco di Venezia ritiene ridicola l'idea, tirata fuori giusto per finire sui giornali. Per Cacciari, infatti, il provvedimento non avrebbe alcun peso specifico nel miglioramento della scuola e bisognerebbe anche capire come proporre lo studio della materia in un ambiente finora estraneo ad essa, se insegnando la storia della filosofia o elementi di logica.

Altri addetti ai lavori hanno mostrato pareri positivi. Luca Mori, filosofo e scrittore riconosce che lo studio della filosofia potrebbe rivelarsi inadatto alla proposta didattica del liceo tecnico, ma allo stesso tempo caldeggia il fatto che gli studenti siano coinvolti nella riflessione sui grandi temi dell'attualità anche se più avvezzi a una formazione tecnica.

Favorevole anche Ilaria Rodella ideatrice dei laboratori di filosofia per bambini "I Ludosofici". Per Rodella, infatti, la filosofia dovrebbe accompagnare lo studio di materie come la matematica e la fisica che storicamente da essa derivano, senza magari essere proposta come disciplina a sé stante.

Entusiasmo senza remore invece da parte del filosofo Umberto Galimberti, che estenderebbe la filosofia a tutti i cicli scolastici, a partire dalla scuola primaria. Gli fa eco Temo Pievani, laureato in filosofia della scienza, che mette in luce come lo studio della filosofia possa supportare lo sviluppo della competenza scientifica dei ragazzi.

È in ogni caso condivisa da tutti l'idea che l'inserimento della filosofia negli istituti tecnici dovrebbe prevedere un'apposita formazione per i docenti ma soprattutto il ritrovamento di una chiave di insegnamento adatta, che non sia una semplice trasposizione dei programmi dei licei in forma riveduta e corretta.

Il parere dei tecnici

Non solo voci di filosofi ma anche quelle, per lo più dubbiose, di chi già vive e manda avanti gli istituti tecnici.

Patrizia Marini, dirigente dell'Istituto Agrario "Sereni" di Roma sottolinea come in uno scenario di riforma didattica la priorità dovrebbe andare al ripristino delle ore tolte agli istituti tecnici con la riforma di dieci anni fa. Una situazione effettivamente paradossale se si pensa che all'istituto Agrario sono state rimosse la botanica e la meccanica.

Ancora più critica la posizione di Emanuele Contu dell' istituto "Puecher Olivetti" di Rho che si dichiara refrattario all'aggiunta di nuove materie. Secondo lui al centro della riforma dovrebbero andare trasversalità e permeabilità dei percorsi di studio. Criticata anche la scelta, secondo lui mortificante nei confronti degli studenti, di limitare la proposta agli istituti tecnici escludendo i professionali.

Commenti

  • Guido 08/10/2021 - 19:34

    Personalmente, credo che un giovane che scelga un indirizzo di scuola per raggiungere una completezza nel mondo tecnico industriale, sarebbe opportuno destinare molte ore di pratica presso realtà aziendale, per vivere da vicino mesi e mesi di pratica per il completamento tecnico. se non si sporca prima le mani di olio emulsionabile ed avere dimestichezza con bulloni o nel pianeta elettronico con manipolazione pratica di piastre elettroniche non si formerà mai un vero tecnico, poi dal colletto bianco in fabbrica. per essere un buon tecnico è fare tanta pratica già da studente degli ultimi due anni ad entrare in fabbrica e scorciarsi le mani. per la filosofia, materia bellissima la lascerei a coloro di altri indirizzi, ma non tecnici. guido crispo 74 anni ex tecnico della robotica presso la olivetti s.p. a.

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