06 Maggio 2020 News Commenti

Come riaprirà la scuola a settembre? Ecco lo studio del Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino elabora un documento di 62 pagine con suggerimenti su come riaprire in sicurezza le scuole a settembre. Il rapporto si chiama "Scuole aperte, Società protetta" e fa parte del progetto "Imprese aperte, lavoratori protetti", frutto di uno studio condotto da esperti, professionisti, rappresentanti di imprese e organizzazioni.

IL DOCUMENTO

Il rapporto parte dal ruolo cruciale dell'istruzione nell'organizzazione dei tempi di vita e lavoro. Con riferimento alla didattica nelle scuole, l'ateneo torinese suggerisce:

  • classi dimezzate per assicurare il distanziamento degli alunni
  • pasti da consumare al banco anziché a mensa
  • didattica mista in presenza e a distanza anche a settembre.

Tra le altre proposte del rapporto emergono anche l'uso delle mascherine a partire dalle elementari. Per gli insegnanti è opportuno l'uso di maschere trasparenti sull'intera faccia che lasciano così trapelare il volto. Sarà indispensabile l'uso di dispenser con igienizzanti in tutte le classi e la continua sanificazione dei locali.

I NUMERI DELLA SCUOLA

Per sottolineare la centralità della scuola nella fase post lockdown, il Politecnico parte dai numeri. La scuola italiana coinvolge:

  • 8 milioni di studenti
  • 1,2 milioni di operatori che ogni giorno frequentano gli istituti scolastici statali
  • 950mila alunni dei paritari (più i 200mila docenti)
  • 140mila dei centri di formazione professionale (più i 20mila formatori).
  • più i nidi e le scuole dell'infanzia.

La riapertura di 40mila edifici scolastici comporta, spiega l'ateneo torinese, implicazioni anche per i trasporti, la viabilità e il lavoro. Pertanto vi è la necessità, sottolineata nelle prime parte del documento, di un Protocollo nazionale anche per l'istruzione come avvenuto per le imprese.

le proposte

Il cuore dello studio si concentra sulle misure da adottare per poter riaprire le scuole in sicurezza. Qui le proposte dello studio prevedono il distanziamento tra gli alunni e quindi tra i banchi, con posizionamento "a scacchiera", alternando posti pieni e posti vuoti e il dimezzamento, se possibile, dei presenti in ogni aula. A tal proposito il Politecnico suggerisce di non superare la quota di:

  • 10 alunni per classe nella scuola dell'infanzia
  • 15 alunni per classe nella scuola elementare

Per la scuola secondaria di I e II grado si prevede il dimezzamento del numero dei presenti in aula, che spesso raggiunge anche quota 30 alunni. Il suggerimento per le aree comuni invece è quello di separare l'ingresso e l'uscita da scuola e inserire dei divisori di plexiglass nelle aree di ricevimento del pubblico o nelle mense. Il documento propone, tuttavia, la consumazione dei pasti direttamente in aula tra i banchi onde evitare assembramenti non controllabili nei refettori scolastici.

DIDATTICA MISTA

Il dimezzamento delle classi comporta una turnazione che potrà essere giornaliera (es. 3 giornate in presenza e 3 in remoto su 6 settimanali, considerando il sabato incluso) oppure settimanali. Ciò significherebbe proseguire con la didattica a distanza anche a settembre. Qui il suggerimento è di potenziare gli sforzi per superare le difficoltà digitali in cui versano alcune famiglie e di semplificare l'assistenza tecnologica al fine di garantire al meglio il diritto all'istruzione per ogni studente italiano.

I BETA TEST

Le proposte dello studio verranno sperimentate nei prossimi giorni in 7 scuole del Piemonte (5 a Torino soprattutto tra nidi e scuole dell'infanzia). I cosiddetti "beta test" riguarderanno tutte le procedure organizzative: dai turni all'uso degli spazi e ai flussi di entrata e uscita per rideterminare le attività in rapporto alla tutela della salute.

Commenti

  • Nunzia 31/05/2020 - 01:13

    Grazie

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