21 Ottobre 2020 Dirigenti Commenti

Covid-19, entrano in vigore le misure del Dpcm 18 ottobre. Quali novità per le scuole

Entrano in vigore i provvedimenti presi dal nuovo Dpcm del 18 ottobre. Per quanto riguarda la scuola non cambia nulla ad eccezione delle scuole secondarie di secondo grado, le quali potranno adottare forme di flessibilità organizzative in caso di situazioni critiche o di particolare rischio comunicate dalle autorità sanitarie o dagli Enti locali. Il Ministero ha anche diffuso una nota ministeriale per accompagnare i Dirigenti scolastici nell'attuazione del Dpcm. Ecco nel dettaglio le misure disposte dal nuovo provvedimento del Governo Conte.

Nota ministeriale per l'attuazione del nuovo Dpcm

Il Ministero dell'Istruzione ha inviato ai Dirigenti scolastici la nota n.1896 del 19/10/2020, la quale fornisce ulteriori informazioni alle scuole per l'attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La nota è stata oggetto di una previa interlocuzione con i Sindacati di settore.

Scuola dell'Infanzia e Primo ciclo d'istruzione

Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado non ci sono novità. Per queste scuole, si legge nella nota, "nulla cambia, nella riconosciuta priorità di garantirne l'ordinato svolgimento in presenza dell'attività educativa e didattica, al fine di rispondere a precise motivazioni didattiche e a una esigenza sociale complessiva". Avanti con la didattica in presenza, dunque, attraverso il rigoroso rispetto delle norme di sicurezza stabilite.

Scuole superiori

Per quanto concerne le scuole secondarie, il Dpcm prevede che queste potranno adottare forme di flessibilità nella loro organizzazione solo ed esclusivamente "previa comunicazione al Ministero dell'istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali".

Dunque, a seguito della comunicazione delle autorità regionali, locali o sanitarie della situazione di criticità e di particolare rischio, riferita ad uno specifico contesto territoriale, e delle deliberazioni assunte in sede di Riunione di Coordinamento regionali e locali previste dal c.d. Piano scuola, adottato con il decreto del Ministro 26 giugno 2020, n.39, le scuole superiori adottano ulteriori forme di flessibilità:

  • incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata
  • modulando ulteriormente (rispetto a quanto già disposto da settembre) orari di ingresso e uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani
  • disponendo che l'ingresso a scuola non avvenga prima delle ore 9.00

Occorre ribadire, quindi, che le "situazioni critiche e di particolare rischio", rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali, sono le sole che giustificano una eventuale revisione dell'organizzazione scolastica, anche con riferimento all'ingresso posticipato alle ore 9.00, che deve essere disposto unicamente qualora ricorrano le condizioni sopra descritte. Salvo i casi suddetti, non è necessario modificare orari di entrata e uscita, orari settimanali dei docenti,turni delle mense, orari di esercitazioni e laboratori e tutto quanto sia collegato alla scansione temporale definita dall'inizio dell'anno scolastico.

Istituzioni Convittuali

Quanto suddetto vale, in parte, anche per gli istituti convittuali. La nota ministeriale specifica che nelle scuole secondarie di secondo grado presso le istituzioni convittuali:

  • le classi di soli convittori potranno mantenere l'orario di inizio delle lezioni già definito;
  • le classi ove solo una parte di studenti sia composta da convittori dovranno modificare l'orario di inizio delle lezioni, posticipandolo a partire dalle ore 9.00; i convittori attenderanno l'arrivo a scuola dei compagni, opportunamente vigilati dagli educatori.

La didattica digitale integrata resta complementare alla didattica in presenza

La nota ministeriale ribadisce un importante punto da tenere in considerazione nell'ipotesi in cui le scuole ricorrano alla didattica a distanza. Si legge nella nota:

"La didattica digitale integrata resta complementare alla didattica in presenza. Il Piano Scuola ha previsto l'esigenza di tutelare le specifiche situazioni degli alunni con disabilità o con altri bisogni educativi speciali, di cui va favorito l'apprendimento in presenza. Inoltre, anche nei casi di ricorso obbligatorio alla DDI, occorre che la comunità educante mantenga un contatto serrato con tutte le situazioni di particolare fragilità e offra, dove necessario, i necessari aiuti, al fine di garantire il prioritario diritto all'istruzione di tutti gli alunni".

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