14 Luglio 2021 News Commenti

DDL Zan e Scuola: le opinioni contrastanti dei partiti politici

Sul palcoscenico politico Italiano non mancano occasioni di discussione tra i rappresentanti dei diversi partiti e, sul fronte scuola, dall'approvazione degli emendamenti del Decreto Sostegni Bis si passa al DDL Zan. La famosa legge contenente "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità" è attualmente al centro del dibattito, soprattutto per quel che riguarda la sua influenza sull'educazione dei bambini.

La disputa più accesa avviene, come al solito, tra PD e Lega. Sasso, sottosegretario all'istruzione, accusa i democratici di rifiutare qualsiasi apertura alla modifica del DDL, soprattutto in quegli elementi che, secondo la Lega, sono estremi e discutibili.

Sasso cita a sostegno della sua tesi il Vaticano e le analisi fatte da studiosi e costituzionalisti super partes, sottolineando come nemmeno queste voci autorevoli siano riuscite a far breccia nel muro alzato dal Partito Democratico attorno al testo del Decreto.

La Lega dice di condividere la volontà di difendere la libertà di amare e di punire chi la viola o la insulta, ma non accetterà di condividere un disegno di legge che preveda sanzioni e reclusione per chi "legittimamente vuole affermare che la famiglia è composta da un papà e da una mamma". Per quanto riguarda la scuola, nello specifico, secondo Sasso afferma che il Carroccio si schiererà contro il tentativo di far diventare le scuole dei "centri sperimentali per l'introduzione e la diffusione delle più estreme e radicali teorie gender." Della stessa opinione sembra essere Salvini che dichiara testualmente:
dai 10 articoli del ddl Zan prendiamo la parte più importante e togliamo ciò che ci divide: la parte su bambini e scuole. Dobbiamo approvare leggi oggettive, non quelle che lasciano libera interpretazione dei giudici"
Secondo la Lega, quindi, il DDL Zan lederebbe in qualche modo la libertà di pensiero degli italiani e l'orientamento culturale delle scuole. Tesi totalmente diversa è quella sostenuta da Floridia che afferma che
"Questo e gli altri disegni di legge contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo di cui discutiamo sono proposte di LIBERTÀ, non di indottrinamento, come qualcuno vuole far credere."

Lascia un commento

Torna su