05 Giugno 2020 Docenti Commenti

Scuola, tornano i giudizi per gli alunni della scuola primaria

Alla Camera dei Deputati continuano i lavori per l'approvazione del Decreto scuola. Tra i molteplici punti del provvedimento uno in particolare riguarda la riforma del sistema di valutazione per la scuola primaria a partire dal prossimo anno scolastico. Il decreto infatti manda in pensione i voti in decimi e reintroduce i vecchi giudizi descrittivi. Un ritorno al passato apprezzato da molti.

Un ritorno al passato

La scuola torna indietro nel tempo, per l'esattezza al 1978, anno in cui con la riforma scolastica dell'allora ministro della pubblica istruzione Franco Maria Malfatti vengono introdotti i giudizi sintetici per gli studenti delle scuole elementari a scapito della vecchia pagella con i voti, considerati ormai obsoleti. Da allora la valutazione per gli alunni della scuola primaria è cambiata altre 8 volte. Oggi, dopo ben 42 anni la scuola si prepara a tornare nuovamente nel passato, mettondo da parte i voti in pagella e sostituendoli con giudizi sintetici. Questo è quanto previsto dal decreto Scuola che, oltre a prevedere nuovi concorsi per l'assunzione di migliaia di insegnanti e l'apertura delle graduatorie d'istituto, modifica nuovamente il sistema di valutazione della scuola primaria.

Un ritorno al passato voluto dalla ministra Lucia Azzolina, apprezzato anche da pedagogisti e docenti, tanto che molti avevano chiesto che venisse inserita nelle ordinanze per gli esami di maturità e scrutini di fine anno.

Valutazione scuola primaria: cosa cambia

Nel decreto legge che proprio in queste ore si trova alla Camera si parla semplicemente di "giudizi descrittivi", senza nessuna precisazione. Sarà il Ministero dell'Istruzione ad emanare un decreto attuativo ad hoc che specifichi come dovranno essere giudicati gli alunni delle elementari a partire dal prossimo anno scolastico. Le ipotesi sul tavolo sono varie. Un possibile sistema è quello con votazioni dall'ottimo all'insufficiente. Un'altra ipotesi è quella dei voti espressi in lettere (dalla "A" per l'ottimo alla "E" per l'insufficiente) introdotti negli anni '90 dall'allora ministra Iervolino.

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