18 Ottobre 2021 News Commenti

Come saranno gli esami di Stato 2022? Maxi-colloquio ancora possibile. Le valutazioni del Ministro

L'anno scolastico è appena iniziato ma il Ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi sta già cercando di trovare la formula giusta per gli esami di Stato 2022. Poche certezze al momento, se non quella riguardante l'inizio degli esami: 22 giugno alle 8:30, la data cerchiata in rosso sul calendario di migliaia di docenti e studenti.

Covid ed esami di stato 2022

Inutile dirlo che la forma che assumeranno gli esami di Stato nel 2022 dipenderà in larga parte da quella che sarà la situazione sanitaria durante l'anno scolastico.

I numeri sono attualmente incoraggianti e rispetto agli ultimi due anni scolastici, sembra meno probabile il rischio di interruzioni didattiche con conseguente ricorso alla Dad.

Questo potrebbe far pensare ad un ritorno al classico formato dell'esame di maturità con i due compiti scritti, con la seconda prova caratteristica in base al tipo di istituto e un colloquio orale finale.

Gli esami di stato durante la pandemia

Vale la pena ricordare come si sono invece svolte le ultime due sessioni di esami di maturità. A causa della pandemia, infatti, erano state abolite le prove scritte e tutto l'esame si incentrava su un elaborato assegnato dal Consiglio di classe entro la data del 30 aprile e consegnato dall'alunno entro il 31 maggio.

Gli studenti erano dunque chiamati a discutere l'argomento del loro elaborato per poi sostenere il "Maxi-colloquio", una prova multidisciplinare che si snodava attraverso:

  • Una discussione di un testo facente parte del programma di lingua e letteratura italiana
  • Una analisi dei materiali proposti dai docenti delle altre discipline (testi, immagini, spunti, progetti, documenti…)
  • Presentazione dell'esperienza svolta durante i PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento)

Cosa dice il Ministro dell'Istruzione

L'obiettivo del ministro Bianchi è quello di risolvere il nodo degli esami entro il periodo di Natale.
Come detto sopra sono poche le certezze al momento, ma dalle parole del Ministro traspare un convinto apprezzamento per la tesina.

Secondo il ministro, infatti, questa soluzione ha stimolato lo spirito di ricerca degli studenti italiani, che hanno risposto positivamente cimentandosi con successo nel lavoro proposto.

Sempre Bianchi ammette inoltre che l'intenzione è proprio quella di ripartire dall'esame dell'anno scorso piuttosto che semplicemente valutarlo come una parentesi legata al Covid.

Sarà dunque mantenuta la centralità di un elaborato preparato dello studente e portato da casa. Allo stesso tempo la riabilitazione delle prove scritte sarà oggetto di una importante discussione che dovrà riuscire a conciliare la loro eventuale necessità con ciò che comporterebbe da un punto di vista logistico e sanitario.

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