13 Ottobre 2021 News Commenti

Family Act al Consiglio dei Ministri: cosa prevede l’assegno unico universale

Dell'assegno unico universale destinato alle famiglie con figli si era parlato prima dell'estate, quando era prevista la sua partenza per l'inizio di luglio.

Il provvedimento è stato inserito nel decreto attuativo del Family Act che verrà discusso nelle prossime settimane nel Consiglio dei Ministri. Curato dal Ministero della Famiglia e dal Ministero dell'Economia, il bonus entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio 2022.

A quanto ammonta l'assegno unico per i figli

L'assegno unico universale è, nelle intenzioni del Governo, pensato come un incentivo per il sostegno fiscale delle famiglie. Al netto di ulteriori modifiche in CdM, peraltro improbabili, l'impianto ha ormai assunto una forma definitiva.

Il beneficio sarà erogato a nuclei familiari che hanno dei figli a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento dei 21 anni.
Entrando nello specifico, il bonus prevede un assegno mensile:

  • fino a 180 euro per ogni figlio minorenne, che salgono a 240-250 euro dal terzo figlio in poi;
  • con una maggiorazione per le madri fino a 21 anni o con figli disabili;
  • ridotto, ma comunque presente, per figli a carico della famiglia con età compresa fra 18 e 21 anni e che abbiano iniziato percorsi di studio o di lavoro.

Com'è normale, la cifra massima sarà riservata a nuclei familiari con ISEE più basso, con tutta probabilità fino a un massimo di 9000 euro. Tuttavia, si prevede una moderata scalabilità e anche assegni di 40-50 euro al mese per tutti gli ISEE da un certo valore in su.

I parametri precisi verranno chiariti nel Consiglio dei Ministri che discuterà il decreto attuativo del Family Act. Il costo per lo Stato ammonta a circa 20 miliardi di euro l'anno, finanziati:

  • dalla Legge di Bilancio dell'anno scorso;
  • dalle detrazioni IRPEF attualmente riservate ai figli a carico;
  • dalla soppressione di altre misure simili, come assegno di natalità e assegno per il nucleo familiare ANF.

A chi spetta l'assegno unico universale

Appare chiaro, visto l'ammontare e il finanziamento dell'assegno, che il Governo intenda creare una misura universale di sostegno per chi ha figli a carico.
Altrettanto universale vuole essere anche la platea dei beneficiari. Certo, è previsto un meccanismo di progressività in modo da erogare somme maggiori alle famiglie più bisognose, ma potrà accedere:

  • chi ha la cittadinanza italiana o di uno Stato UE;
  • un familiare di un cittadino italiano o europeo;
  • il titolare di un permesso di soggiorno o del permesso di soggiorno UE di lungo periodo;
  • chi ha un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca che sia almeno annuale.

Oltre a questi requisiti, i richiedenti dovranno pagare l'imposta sul reddito in Italia e in Italia dovranno avere residenza o domicilio. Sono ammessi anche i residenti per almeno due anni e coloro che hanno un:

  • contratto a tempo indeterminato;
  • contratto a tempo determinato di almeno due anni.

Buone notizie anche per i possessori di reddito di cittadinanza. L'assegno unico universale è considerata una misura di sostegno indipendente per chi lo percepisce, e sarà accreditata sulla carta RdC.

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