06 Ottobre 2021 Docenti Commenti

Formazione dei docenti neoassunti: le linee guida del Ministero

Il Ministero dell'Istruzione ha emanato la nota n. 30345 del 4 ottobre riguardante le indicazioni sul periodo di formazione e prova. I docenti interessati sono i neoassunti e quelli che sono stati immessi in ruolo.

La durata stabilita da Filippo Serra, Direttore del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, è di 50 ore complessive così suddivise:

  • 6 ore per gli incontri propedeutici e di restituzione finale ;
  • 12 ore per laboratori formativi o visite a scuole innovative ;
  • 12 ore per il peer to peer ;
  • 20 ore per la formazione online su INDIRE .

Il modello della formazione 2021/2022

La nota del Ministero ha innanzitutto confermato il modello in presenza e online dovuto in parte anche all'emergenza Covid-19.

Si tratta in realtà di un modello basato su diversi tipi di attività che, dall'anno 2015/2016, mira a includere:

  • attività formative sincrone;
  • osservazione reciproca dell'attività didattica;
  • rielaborazione professionale mediante piattaforma online INDIRE.

Di seguito, la tipologia delle iniziative di formazione.

Incontri propedeutici e di restituzione finale

Gli incontri propedeutici dovranno essere calendarizzati dagli USR a partire da Ottobre 2021, con indicazioni sulle fasi dell'intero percorso di formazione e sull'attività professionale.
Il consiglio del Ministero per gli incontri finali, invece, è quello di organizzare eventi di carattere professionale che evitino comunque ogni tipo di assembramento. Anche in questo caso, è opportuna una calendarizzazione adeguata.
Il tempo complessivo per gli incontri propedeutici e di restituzione finale è di 6 ore.

Laboratori formativi

I temi consigliati dal Ministero per i laboratori formativi di 12 ore sono:

  • gestione delle istituzioni scolastiche durante l'emergenza pandemica;
  • integrazione della didattica digitale, con metodologie e tecnologie;
  • inclusione sociale e dinamiche interculturali;
  • gestione della classe e dinamiche relazionali nei riguardi di fenomeni di violenza, bullismo e discriminazioni;
  • competenze relazionali e trasversali, le cosiddette soft skills;
  • innovazioni nella didattica delle discipline e motivazione degli studenti all'apprendimento;
  • educazione sostenibile e transizione ecologica.

Gli incontri si potranno svolgere in presenza o online , dovranno essere a piccoli gruppi e potranno adottare soluzioni differenziate, con moduli di durata variabile.

Visite a scuole innovative

A domanda degli interessati, e qualora le condizioni legate all'emergenza Covid-19 lo permettano, sarà possibile organizzare anche delle visite in presenza a scuole innovative . Si tratta, come da definizione del ministero, di:
strutture caratterizzate a una consolidata vocazione all'innovazione organizzativa e didattica finalizzata a favorire il confronto, il dialogo e il reciproco arricchimento
Anche in questo caso, la scelta sarà veicolata tramite gli USR e servirà per far conoscere ai docenti neoassunti o passati in ruolo contesti di:

  • applicazione concrete di nuove metodologie didattiche;
  • innovazioni tecnologiche;
  • applicazione della didattica digitale integrata;
  • efficace contrasto alla dispersione scolastica.

Il numero massimo di partecipanti consentiti è di 3000, suddivisi in base all'allegato presente nella nota ministeriale n. 30345 del 4 ottobre. L'attività ha invece durata di due giornate da 6 ore e può sostituire in toto quella dei laboratori formativi.

Peer to peer

L'attività di peer to peer non è altro che l'osservazione in classe con un tutor accogliente che si qualifica come "mentor" per gli insegnanti neoassunti.

Per un periodo di 12 ore, il Dirigente Scolastico individuerà un tutor da affiancare al docente con un modello simile a quello dei TFA universitari. Della formazione e dell'attestazione dell'attività dei tutor si dovranno occupare le relative iniziative prese dagli USR .

Formazione online sulla piattaforma INDIRE

L'attività online di 20 ore complessive non è da intendere come fine a se stessa, ma deve essere connessa con le parti in presenza, al fine di consentire:

  • la documentazione del percorso di formazione;
  • la riflessione sulle competenze acquisite;
  • la coerenza del percorso complessivo.

A questo proposito, la presentazione del portfolio professionale al Comitato di valutazione sostituisce l'elaborazione di ogni altra relazione.

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