07 Ottobre 2021 News Commenti

Governo Draghi e PNRR: la prima cabina di regia è sulla scuola

È fissato per il 7 ottobre alle 11 il Consiglio dei Ministri che si occuperà di selezionare i primi ambiti di intervento del PNRR, il famoso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A sorpresa, ma non così tanto stando alle notizie sulla riattivazione di alcuni concorsi, Draghi parlerà di Scuola, Università ed Educazione.

Su cosa si concentreranno gli interventi del Governo?

A che punto sono i lavori per la scuola

Il Governo Draghi si presenterà al Consiglio dei Ministri con alcuni capitoli di spesa già avviati e con i programmi di riforma che dovranno essere previsti e attuati.

Partendo dai primi, è da rilevare un piano di investimenti di 700 milioni di euro per gli asili nido che, entro il 2026, vuole:

  1. avviare un bando per nuovi nidi e scuole dell'infanzia;
  2. garantire oltre 260 mila posti di lavoro;
  3. arrivare a un investimento complessivo da 4,6 miliardi di euro.

Le riforme, invece, interesseranno diverse figure del Governo, ognuna con competenze specifiche riguardanti istruzione e formazione:

  • Patrizio Bianchi, Ministro dell'Istruzione, sui piani di rilancio della scuola;
  • Maria Cristina Messa, Ministra della Ricerca e dell'Università, per valutare un aumento dei fondi per la ricerca;
  • Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, coinvolta nel piano per l'infanzia;
  • Mariastella Gelmini, Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomia, che dovrà gestire l'attuazione dei programmi di riforma nell'ambito regionale.

Riforma della scuola e PNRR: gli ambiti previsti

Stupisce, ma non troppo, che il primo Consiglio dei Ministri si occupi di scuola, università ed educazione. Che siano di estrema importanza è ormai un dato assodato, ma c'è un misto di curiosità e apprensione sui punti su cui si focalizzerà l'attenzione del Governo.
In particolare, oltre al piano per gli asili nido già avviato, si parlerà di:

  • scuola 4.0, con classi connesse e un piano di rilancio per le strutture di periferia;
  • linee guida per i partenariati pubblico-privato;
  • incentivi per gli investimenti nella ricerca.

Rientra nei programmi di riforma dell'esecutivo, quindi, anche la legge che dovrà regolare le lauree abilitanti e quella relativa ai concorsi per l'assunzione dei docenti.

In entrambi i casi, si cercherà di snellire le procedure di abilitazione e reclutamento degli insegnanti, così da limitare gli ostacoli burocratici, amministrativi e organizzativi.

Le parole d'ordine sono quindi semplificazione ed efficacia, se non altro per favorire la ripartenza dopo l'immobilismo delle istituzioni visto nell'ultimo anno.

Rinnovo contratto scuola e retribuzioni

Sebbene sia molto discusso, soprattutto in vista della scadenza del contratto 2019-2021 non ancora rinnovato, il tema delle retribuzioni non rientra nel PNRR.

Infatti, i finanziamenti dell'Unione Europea non hanno ricadute su contratti o stipendi. Per avere news sulle trattative fra sindacati e Governo, bisognerà attendere la Legge di Bilancio del 2022. Sarà possibile saperne di più nelle prossime settimane.

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