04 Giugno 2021 Docenti Commenti

Il 5 giugno 2021 i docenti sottoposti al vincolo manifesteranno a Ferrara

Domani, sabato 5 giugno 2021, alle ore 15:00 una delegazione di docenti darà vita ad una manifestazione nella città di residenza del Ministro dell'Istruzione, ovvero Ferrara. Si tratta degli insegnanti sottoposti a vincolo quinquennale che chiedono l'intervento urgente di Bianchi e di tutto il Governo Draghi per risolvere la loro situazione che li fa sentire vittime di un vincolo che va contro i principi della Costituzione Italiana. La delegazione ha redatto un documento da presentare al Ministro Bianchi esponendo chiaramente richieste e motivazioni, di seguito proveremo a fare la nostra parte per la diffusione di tale messaggio analizzando proprio quel documento.

Perché il vincolo è incostituzionale?

Secondo la delegazione dei docenti, il vincolo quinquennale o triennale violerebbe alcuni articoli della nostra Costituzione, in particolare:

  1. l'articolo 3;
  2. l'articolo 36;
  3. l'articolo 29;
  4. l'articolo 30.

vediamo nel dettaglio quali sono le motivazioni che hanno spinto i docenti ad affermare ciò.

Vincolo e articolo 3

L'articolo 3 della Costituzione Italiana sancisce l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e la loro pari dignità sociale, bandendo ogni discriminazione. Ecco, il vincolo quinquennale comporterebbe una disparità di trattamento tra gli immessi in ruolo negli anni precedenti e gli immessi in ruolo nel 2020, che non avrebbero possibilità di avvicinarsi ai propri cari, non prima di un quinquennio.

Vincolo e articolo 36

Nel documento si fa riferimento poi all'articolo 36, sottolineando il diritto del lavoratore a percepire una retribuzione tale da garantire a sé e alla propria famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La domanda della delegazione dei docenti è "come facciamo a farlo se spendiamo gran parte del nostro stipendio tra viaggi e affitti?"

Vincolo e articoli 29 e 30

In fine, il vincolo violerebbe anche gli articoli 29 e 30, i quali dovrebbero tutelare il diritto alla famiglia e il diritto dovere dei genitori di provvedere all'istruzione e all'educazione dei figli. La domanda è che si pongono in questo caso i docenti è semplice: Come si fa a provvedere al diritto dovere di contribuire all'istruzione e all'educazione dei propri figli, specie quelli in tenera età, stando lontani da loro per 3 o 5 anni? In questo modo i bambini sarebbero privati di uno dei loro genitori nella fase più delicata della loro crescita.

Altre motivazioni della manifestazione

Oltre a essere contrario ai suddetti articoli della Costituzione, il vincolo presenta una vasta serie di problemi collaterali da non sottovalutare; il tempo impiegato nelle ore di viaggio per raggiungere la scuola presso cui si è in servizio non è soltanto "tolto" alla famiglia dei docenti, ma a tutte le attività della sua giornata, comprese quelle di preparazione delle lezioni, di correzione delle verifiche e, più in generale, di pianificazione delle attività didattiche. Tempo che, inoltre, verrebbe tolto anche al riposo e al recupero delle energie del docente influendo sulla qualità del suo servizio. A fronte di ciò, i docenti analizzano anche le motivazioni per cui il vincolo, quinquennale o triennale che sia, debba essere applicato, sottolineandone anche qui l'inadeguatezza e la fragilità. Il vincolo, infatti, è stato voluto per assicurare la continuità didattica, ma non è sufficiente a raggiungere quello scopo.

Non resta che attendere la giornata di domani e conoscere il parere di Bianchi e del Governo sulla questione.

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