06 Novembre 2020 Personale Ata Commenti

Scuola, lavoro agile per il personale ATA: cosa prevede il nuovo Dpcm

A seguito del nuovo Dpcm del 3 novembre, il Ministero dell'Istruzione ha inviato alle scuole la nota n.1990 del 5 novembre contenente le indicazioni per la corretta applicazione delle misure imposte dal nuovo decreto. Nella nota vengono fornite indicazioni anche per quanto riguarda il personale ATA e, nello specifico, per quanto concerne la loro attività lavorativa negli istituti scolastici.

Assistente amministrativo: lavoro agile tranne per le attività non espletabili a distanza

Il personale assistente amministrativo svolgerà la propria attività lavorativa, per quanto possibile, in modalità agile, ai sensi dell'articolo 5, comma 4, lettera a), del DPCM che, nello specifico prevede quanto segue:

il dirigente pubblico "organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile, e comunque in misura non inferiore a quella prevista dalla legge, del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità, compatibilmente con le potenzialità organizzative e l'effettività del servizio erogato"

Agli assistenti amministrativi che rimangono in presenza, perché impegnati su attività non espletabili a distanza, si applica l'articolo 5, comma 5, che dispone: "le pubbliche amministrazione dispongono una differenziazione dell'orario di ingresso e di uscita del personale".

Assistente tecnico: supporto all ddi e consegna di materiale tecnologico

Per quanto riguarda gli assistenti tecnici nella nota ministeriale si legge:
"Il personale assistente tecnico svolge la propria attività lavorativa a supporto della DDI, della didattica di laboratorio e degli adempimenti connessi alla consegna di materiale tecnologico".

Collaboratore scolastico, addetto alle aziende agrarie, cuoco, infermiere e guardarobiere

Per i collaboratori scolastici l'attività lavorativa continuerà in presenza solo qualora il dirigente ritenga tali attività indifferibili. Nella fattispecie la nota del Ministero dichiara:

Il personale collaboratore scolastico e il personale addetto alle aziende agrarie, cuoco, infermiere o guardarobiere che non possa svolgere la propria attività a distanza, continuerà a prestare servizio in presenza, fermo restando l'applicazione nelle "zone rosse" dell'articolo 3, comma 4, lettera i) del DPCM, che dispone che "i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza".

LAVORO AGILE PER I DIPENDENTI PUBBLICI

Con l'entrata in vigore del nuovo Dpcm il lavoro agile (smart working) diventa modalità principale di svolgimento del lavoro nel pubblico impiego. Il nuovo Dpcm infatti prevede che le P.A. assicurino le percentuali più elevate possibili di lavoro agile. A riguardo l'articolo 5, comma 3 del Dpcm dichiara:

"Le pubbliche amministrazioni, salvo il personale sanitario impegnato nell'emergenza, devono assicurare "le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l'effettività del servizio erogato" e "con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della Pubblica amministrazione". Sarà compito di ciascun dirigente garantire il massimo livello di smart working".

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