13 Dicembre 2019 Docenti Commenti

Mobilità docenti: nuovo vincolo quinquennale per i neoassunti a partire dall' a.s. 2020/2021

Il Decreto scuola recentemente approvato alla Camera e adesso all'esame del Senato, ha introdotto una norma che modifica la disciplina in tema di mobilità dei docenti. In particolare, tutti i docenti che saranno immessi in ruolo a partire dall'a.s. 2020/2021 saranno soggetti al vincolo quinquennale e pertanto potranno presentare domanda di mobilità solamente dopo aver prestato servizio per 5 anni. Approfondiamo la nuova norma nel dettaglio.

Mobilità docenti: cos'è e come funziona

I docenti possono presentare domanda di mobilità volontaria che può essere suddivisa in territoriale e professionale. Con la mobilità territoriale si intende il trasferimento da una scuola ad una altra mantenendo però la stessa classe di concorso per cui il docente è titolare. Invece, quando parliamo di mobilità professionale ci riferiamo alle due categorie seguenti:

  • Passaggio di Cattedra,
    con il quale il docente fa richiesta di una classe di concorso diversa da quella di titolarità appartenente però allo stesso grado di istruzione;
  • Passaggio di Ruolo,
    con il quale si intende: il docente che fa richiesta di un ordine o grado di istruzione diverso da quello di titolarità; il personale ATA che fa richiesta per passaggio ad altro profilo professionale.

Tutti i docenti che presentano la domanda di mobilità devono possedere i requisiti necessari tra i quali gli anni servizio maturati nella prima scuola di titolarità che, con la nuova disciplina, saranno pari a 5 anni.

La nuova normativa

Il comma 17-octies dell'articolo 1 modifica da 3 a 5 anni scolastici l'obbligo di permanenza nella scuola di titolarità per tutti i docenti neoimmessi destinatari di nomina a tempo indeterminato a decorrere dall'anno scolastico 2020/2021.
Dunque tutti i docenti che saranno immessi in ruolo con contratto a tempo indeterminato potranno chiedere trasferimento, assegnazione provvisoria, utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella sede di prima nomina.
Rispetto all'attuale normativa, che prevede attualmente un blocco triennale di permanenza in una provincia, si allunga il periodo di permanenza che non terrà più conto della provincia, ma della scuola di titolarità, con l'allungamento da 3 a 5 anni.

Vincolo quinquennale: a chi si applica?

La nuova norma verrà applicata a tutti i docenti della scuola primaria e infanzia e ai docenti della scuola secondaria. Precisiamo che, per la scuola secondaria, il docente è già tenuto al vincolo quinquennale nella scuola dove ha svolto il periodo annuale di prova, nella medesima tipologia di posto e classe di concorso. Inoltre, Il blocco quinquennale è esteso anche:

  • al personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado che supera il periodo di formazione e di prova del concorso straordinario secondaria;
  • al personale docente ed educativo immesso in ruolo, su propria istanza, in territori diversi da quelli di pertinenza delle rispettive graduatorie qualora residuino posti vacanti e disponibili. (CALL VELOCE e fascia aggiuntiva)

In definitva, la nuova norma è estesa a tutte le immissioni in ruolo di qualunque graduatoria disposte a partire dall'anno scolastico 2020\2021, assumendo in questo modo carattere generale.

NESSUNA DEROGA AL VINCOLO QUINQUENNALE

Le nuove disposizioni non sono derogabili dai contratti collettivi nazionali. in questo modo il MIUR evita che le norme, come avvennuto in passato, siano soggette a deroghe attraverso i contratti collettivi stipulati con le organizzazioni sindacali. Rimangono in vigore i regimi previsti per il personale docente immesso in ruolo antecedentemente all'anno scolastico 2020/2021 il quale non sarà soggetto ai nuovi vincoli previsti dalla norma.

Lascia un commento

Torna su