22 Dicembre 2021 Dirigenti Commenti

La morsa della variante Omicron in Europa: l'Oms dirama l'allarme

La variante Omicron, col suo incedere rapido, stringe l'Europa in una morsa di contagi notevoli. La situazione preoccupa l'Oms che dirama l'allarme.

VARIANTE OMICRON: LA SITUAZIONE IN EUROPA

La variante Omicron corre, tanto più in Europa, dove in alcuni Paesi si registra un raddoppiamento del numero dei contagi ogni giorno e mezzo, "con tassi di trasmissione mai visti prima" - commenta Hans Kluge, direttore dell'Ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa. Danimarca, Portogallo e Regno Unito risultano le nazioni più colpite ma è necessario far scattare l'allarme - avverte l'Oms - poiché la contagiosa variante, individuata poco meno di un mese fa, è già stata registrata in molti paesi della Comunità Europea e potrebbe condurre ad una nuova mole di criticità, insostenibili per i vari sistemi sanitari nazionali.

Intanto diversi Paesi europei corrono ai ripari ed avviano le prime mosse e strategie per tentare di contenere la diffusione in occasione dei prossimi momenti di maggiore convivialità. In questi giorni, il cancelliere Olaf Scholz ha intrapreso una serie di decisioni stringenti volte alla riduzione dei numeri di persone nelle feste a porte chiuse e, più in generale, alla riduzione del numero di incontri tra persone in Germania. Chiuse poi le discoteche e assenza di spettatori alle manifestazioni sportive.

Con una previsione di 15.000 casi giornalieri attesi per la metà di gennaio, la Svezia richiama invece la propria popolazione allo smart working.

Anche in Danimarca, già dalla scorsa domenica, si assiste a diverse restrizioni: cinema, teatri e sale da concerto chiusi e ristoranti aperti ad orari limitati.

Infine, il Portogallo ha disposto la chiusura di bar e locali, ha proibito l'incontro di più di 10 persone la volta e ha imposto il ritorno allo smart working almeno fino al 9 gennaio 2022.

LA SITUAZIONE IN ITALIA: LA MONITORAZIONE DELLE SCUOLE

In Italia, invece, c'è grande attesa per la cabina di regia fissata dal Premier Mario Draghi in cui verranno discusse le strette da intraprendere nel nostro Paese.

Antionio Giannelli, presidente dell'Anp - Associazione Nazionale Presidi - intervistato, traccia il punto della situazione negli istituti scolastici italiani. Sebbene non si disponga ancora di dati ufficiali aggiornati, si hanno quelli di qualche giorno fa i quali riportavano 10mila classi in Dad su un totale di 400mila. Tuttavia, risulta chiaro che, malgrado "siamo ancora lontani dai numeri dell'anno scorso" la "situazione stia peggiorando, lo dicono i dati nazionali" - avverte Giannelli. In riferimento alle scuole, in particolare, dice: "credo che negli ultimi giorni il numero sia aumentato" ed anche i numeri legati alla didattica a distanza lievitano.

È importante spingere sui vaccini e sul Green Pass anche per gli studenti. Ma il problema restano le difficoltà a cui si va incontro, una su tutte, ad esempio, la tempistica. A tal proposito Giannelli dichiara "corretta" la posizione assunta dal ministero che sostiene di star valutando la proposta di inserimento di Green Pass anche per gli alunni. "Il problema è la tempistica", appunto, ha spiegato Giannelli, il quale ha aggiunto:
"Se noi diciamo da un giorno all'altro che diversi milioni di bambini-ragazzi devono vaccinarsi, in quanto tempo devono ottenere il Green pass? Se dobbiamo fare i tamponi a tutti, non abbiamo le strutture necessarie per farli. Se non si fa prima una stima realistica della capacità di smaltimento di queste misure e verifiche, si rischia di fare un buco nell'acqua. Se si dice che serve il Green pass e i ragazzi non fanno in tempo, che succede? Non vengono a scuola? Tutto ciò va coniugato con il tema del diritto allo studio. Non possiamo rischiare che milioni di ragazzi tornino in Dad". VEDI ANCHE: Aumento dei contagi, scuole chiuse a gennaio?

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