26 Gennaio 2021 News Commenti

L'obbligo di mascherine nella scuola primaria rimane: il TAR del Lazio rigetta il ricorso cautelare dei genitori

Gli alunni della scuola primaria sono tornati in classe in molte regioni già dall'indomani dell'epifania con le dovute misure restrittive imposte dal DPCM per prevenire la diffusione del Coronavirus e garantire la sicurezza dei locali scolastici. Tra le misure di tutela previste una in particolare si è rivelata alquanto indigesta tanto per i genitori degli alunni, quanto per gran parte dell'opinione pubblica che, in molte occasioni, è arrivata a stigmatizzarla quasi fosse una barbarie. Stiamo parlando dell'obbligo di indossare la mascherina per tutta la popolazione scolastica sia che si tratti di docenti, di personale ATA o di studenti dai 6 anni in su.

Il nuovo DPCM dispone che la mascherina in classe sia obbligatoria anche al banco e che, salvo le dovute eccezioni, debba essere indossata costantemente, con la possibilità di abbassarla per bere e in occasione di mensa o merenda. Per essere più chiari, le eccezioni sono costituite da casi di alunni con disabilità incompatibili all'utilizzo del dispositivo di protezione respiratorio, le attività didattiche musicali che prevedono il canto e l'utilizzo di strumenti a fiato e, infine, l'educazione fisica ma solo a condizione che si possa mantenere il distanziamento tra gli alunni almeno di 2 metri. Ricordiamo, inoltre, che chi fornisce le mascherine è la scuola stessa che, giornalmente, distribuisce agli alunni 11 milioni di dispositivi.

Qual è il punto allora? Essenzialmente, i genitori degli alunni della scuola primaria preferirebbero che per i loro figli l'utilizzo della mascherina non fosse obbligatorio, tesi non del tutto campata in aria visto che le indicazioni internazionali prevedono l'esenzione per i minori di età compresa tra 6 e 11 anni.

A tal proposito è stato presentato un ricorso cautelare al Tar del Lazio in cui alcuni genitori degli alunni della scuola primaria chiedevano la sospensione del DPCM 03/12/2020 nella parte in cui stabiliva quell'obbligo, introducendo le esenzioni o le circostanze di esenzione previste a livello internazionale.

Il presidente della I sezione del Tar, tuttavia, ha rigettato il ricorso e fissato la camera di consiglio al 10 febbraio 2021.

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