02 Ottobre 2021 News Commenti

Le pensioni della scuola dopo Quota 100: le proposte dei partiti

Nelle prossime settimane, uno dei temi più dibattuti in Parlamento sarà quello relativo alle pensioni. Con la scadenza di Quota 100 a fine 2021 e il suo mancato rinnovo per il 2022, infatti, diventa fondamentale presentare delle alternative che siano sostenibili. Capire quale sarà la nuova riforma pensionistica del 2022 serve anche docenti e Dirigenti Scolastici, soprattutto in relazione ai requisiti per accedere alla pensione.
Da questo punto di vista, cerchiamo di capire quali sono le diverse proposte dei partiti.

La situazione attuale delle pensioni

A oggi, sono diverse le possibilità di pensionamento permesse dalle leggi italiane, anche nel caso dei docenti e del personale scolastico. La prima è ovviamente Quota 100, che può essere richiesta da chi ha maturato il requisito di almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi:

  • entro il 31 dicembre 2021;
  • nel corso del 2020, ma non si è ancora avvalso del pensionamento.

In entrambi i casi, il Ministero ha fissato i termini per la presentazione della domanda al 31 ottobre 2021, con l'eccezione dei Dirigenti Scolastici.
Le principali alternative a una Quota 100 ormai in scadenza rimangono:

  • il pensionamento anticipato, a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • l'APE sociale con uscita a 63 anni, ma soltanto per determinate categorie di lavoratori;
  • la pensione di vecchiaia, a 67 anni di età e 20 anni di contributi.

Pensioni: le proposte dei partiti

Dato ormai per certo il pensionamento di Quota 100, appare chiaro che l'obiettivo delle diverse forze politiche è evitare il ritorno alla Legge Fornero per la maggior parte dei lavoratori.
Tuttavia, come spesso accade in politica, se l'obiettivo di massima può anche essere lo stesso, divergono i modi per arrivarci. Al momento, sono quattro le principali proposte in discussione per il superamento di Quota 100.

La Lega, per esempio, spinge sul pensionamento anticipato da ottenere al raggiungimento dei 41 anni di contributi ma senza alcuna menzione agli anni di età.

Dal canto suo, Forza Italia vuole mantenere l'età anagrafica a 62 anni con 35 anni di contributi. Uniche due condizioni sono:

  • un importo non inferiore al 150% dell'assegno sociale;
  • una riduzione del 2% per ogni anno di anticipo sul limite di 66 anni di età.

Il Partito Democratico va in un'altra direzione e si concentra sull'APE sociale, da estendere ad altre categorie, e sull'Opzione Donna.

Queste le proposte dell'area di governo, ma anche dall'opposizione sono arrivate delle alternative a Quota 100.
Fratelli D'Italia ha infatti presentato una possibile riforma simile a quella di Forza Italia. Nello specifico, prevede un intervallo dai 62 anni ai 70 anni di età con almeno 35 anni di contributi. L'importo della pensione non potrà essere inferiore al 150% dell'assegno sociale, e le penalizzazioni avranno andamento decrescente per ogni anno sotto i 66 di età.

Ovviamente, queste diverse proposte dovranno confrontarsi con le decisioni del Governo e con il costo che la nuova riforma avrà sulle casse statali.

Lascia un commento

Torna su