08 Ottobre 2021 News Commenti

PNRR e scuola: secondo i sindacati servono maggiori investimenti

Come già anticipato nella mattinata del 7 ottobre, la prima cabina di regia del Governo ha avuto come argomento quello dell'istruzione e dell'educazione. Il Consiglio dei Ministri ha affrontato alcune delle tematiche più importanti riguardanti l'universo scuola e ha chiarito come verranno stanziati i primi fondi del PNRR. Nonostante le buone premesse, tuttavia, la domanda è se basterà il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per risanare l'istruzione. Per questo, vale la pena analizzare le reazioni dei sindacati di categoria.

Quali sono gli investimenti per la scuola?

Dal cosiddetto Recovery Plan, l'Italia riceverà 18 miliardi di euro da poter investire sulla scuola, fra istruzione, università e ricerca. Di questi, il ministro Bianchi ha parlato di un investimento iniziale di 5 miliardi suddiviso in:

  • investimenti per la costruzione di nuovi asili nido e per il relativo personale;
  • realizzazione di nuove scuole, adeguate a modelli di sostenibilità e innovazione didattica moderni, e di nuove palestre;
  • riqualificazione degli spazi dedicati alle mense.

In particolare, quest'ultimo punto è parte di un'iniziativa più larga che mira a combattere la dispersione scolastica e che è oggetto di ulteriori bandi a medio termine.

Inoltre, la cabina di regia ha preannunciato interventi che dovranno andare a coprire anche i temi degli istituti tecnici e professionali, del sistema di orientamento e dell'istruzione tecnica superiore.

Il PNRR non basta: l'opinione della FLC CGIL

La scelta di iniziare la discussione sul PNRR dagli investimenti sulla scuola ha ricevuto il plauso delle associazioni sindacali. Tuttavia, ci sono alcune questioni sulle quali è la stessa FLC CGIL a mettere l'accento.

Al netto dei miliardi del Recovery Plan, infatti, la Federazione del Lavoratori della Cultura ribadisce che le riforme a costo zero e i fondi europei non possono risolvere da soli i problemi della scuola. Secondo il sindacato è necessario anche:

  • combattere la dispersione scolastica alzando il livello dell'istruzione e investendo per portare l'obbligo fino ai 18 anni;
  • adeguare le retribuzioni del personale scolastico agli standard europei e restituirgli una dignità che - nelle parole delle Istituzioni - ha sempre avuto;
  • aumentare almeno all'1% del PIL le risorse da investire nella scuola;
  • riordinare l'istruzione tecnica e professionale ma senza allinearsi acriticamente alle esigenze del sistema economico e produttivo.

Si tratta di nodi che non riguardano direttamente il PNRR e necessitano di fondi sbloccati dalla Legge di Bilancio per il 2022. Per questa ragione, saranno importantissimi gli appuntamenti delle prossime settimane, nelle quali si potranno avere aggiornamenti anche sul concorso straordinario abilitante e sul rinnovo del contratto scuola 2021.

Le aperture della ANP

Di diverso avviso rispetto alla FLC è l'Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola. Per il presidente Antonello Giannelli il PNRR rappresenta un potenziale punto di svolta per passare dalle parole ai fatti.

Il plauso va all'attenzione posta dal Governo agli spazi scolastici da mettere in sicurezza e ristrutturare, in modo da cominciare un risanamento dell'istruzione. L'ANP riconosce anche che i cambiamenti non possono avvenire subito ma sono senza dubbio un passo importante nella giusta direzione.

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