10 Febbraio 2021 News Commenti

La proposta di Draghi sulla scuola: lezioni fino a fine giugno, docenti precari in cattedra da settembre e lotta all’abbandono scolastico

Nel programma del nuovo governo Draghi, la scuola si posiziona tra le priorità maggiori, sullo stesso livello della riforma della pubblica amministrazione, del fisco e della giustizia. Dai confronti con i gruppi politici emerge che l'ex numero uno della BCE ha una proposta sulla scuola che si erge su tre pilastri fondamentali:

  1. il recupero delle lezioni perse per colpa della DAD con prolungamento del calendario;
  2. la lotta all'abbandono scolastico;
  3. la lotta al precariato e le relative assunzioni di docenti.

Di seguito proveremo ad analizzarle per darvi un quadro più completo della situazione attuale e di quella dell'immediato futuro della gestione del Ministero dell'Istruzione.

Recupero delle lezioni perse: Scuola fino a giugno

Ne abbiamo ampiamente parlato nel nostro articolo di ieri, il punto che fa più scalpore nella proposta di Mario Draghi è proprio il recupero delle lezioni perse a causa dei problemi riconducibili alla didattica a distanza, ciò potrebbe sfociare in un prolungamento delle lezioni fino a fine giugno che, attualmente, sembra non piacere a molti. A dire il vero, quella di intervenire sul calendario era un'ipotesi, che tuttavia ha messo in stato di allarme l'opinione pubblica, facendo nascere da subito attriti con i sindacati e le associazioni di categoria, alcune delle quali ritengono che un ragionamento del genere manchi di rispetto agli sforzi fatti per assicurare il servizio scolastico nei periodi di lockdown con la modalità della didattica a distanza.

La lotta all'abbandono scolastico

Un altro punto focale, di storico interesse del Premier Incaricato, è la lotta all'abbandono scolastico che Mario Draghi vuole ridurre ai minimi termini. Questo vuol dire investire sui giovani e tenerli all'interno delle scuole con l'obiettivo di aumentare il numero dei laureati, in particolare di quelli che scelgono di affrontare un percorso di studi in facoltà di tipo scientifico. Questo sicuramente richiederà ingenti risorse e stanziamenti di fondi e una maggiore sinergia tra scuola, Università, ricerca e mondo del lavoro. Si tratta di un obiettivo ambizioso che potrebbe tramutarsi in realtà anche con i quasi 29 miliardi di euro derivanti dal Recovery Plan.

Assunzione dei Precari

Il potenziamento dell'organico docenti è stato un punto su cui si è battuta anche Lucia Azzolina ma, a differenza della precedente ministra che puntava tutto sui concorsi, Mario Draghi sottolinea l'impellente bisogno di risolvere il problema delle cattedre vacanti, fenomeno che si verifica specialmente a settembre, nella ripresa dopo le vacanze estive.
"Lavorare da subito perché a settembre tutte le cattedre siano assegnate e i docenti siano in classe dal primo giorno del nuovo anno scolastico".Queste sono le parole che Draghi avrebbe pronunciato, e la via più immediata per raggiungere questo obiettivo sembra la stabilizzazione dei precari con almeno 36 mesi di servizio, cosa che, tra l'altro, è richiesta anche dall'Unione Europea con la direttiva n°70 del 1999.
Anche su questo punto i sindacati hanno le loro opinioni e chiedono procedure semplificate e conferma dell'organico Covid, con relativi investimenti da destinare alla loro formazione.

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