21 Ottobre 2021 News Commenti

Rapporto Eurydice su stipendi insegnanti: Italia tra gli ultimi in Europa

La retribuzione prevista per gli insegnanti in Italia è, da sempre, molto spigoloso: il corpo insegnanti si è sempre lamentato, infatti, degli stipendi decisamente esigui non solo a fronte del duro lavoro svolto, ma anche rispetto ai compensi ricevuti dai colleghi all'estero. E il nuovo rapporto della rete Eurydice, svolto proprio sugli stipendi e le indennità di insegnanti e capi di istituto in Europa, conferma l'Italia decisamente indietro rispetto alla media di tutto il continente. Nello specifico, il documento pone l'attenzione su composizioni e differenze nelle retribuzioni di insegnanti e capi di istituto di 38 sistemi educativi europei, analizzando:

  • gli stipendi di partenza degli insegnanti all'inizio della loro carriera;
  • le prospettive di aumento del loro stipendio;
  • le differenze tra i diversi livelli di istruzione.

Secondo i dati raccolti, le principali differenze riguardano le retribuzioni degli insegnanti a inizio carriera, che oscillano tra i 5mila e gli 80mila euro lordi; più è alto il PIL pro capito e maggiore si rivela lo stipendio medio annuo.

Confronto Italia - Europa: squilibrio evidente e preoccupante

A lanciare l'allarme, il confronto tra l'Italia e gli altri Paesi europei: lo squilibrio risulta evidente e, di conseguenza, preoccupante per tutti coloro che decidono di investire la propria vita nel mondo della scuola. Ecco i dati rilevanti:

In Italia, la retribuzione di un insegnante a inizio carriera oscilla tra i 22mila e i 29mila euro lordi annui, al pari di Francia, Portogallo e Malta, tenendosi ben distanti dagli oltre 50mila che si registrano in Danimarca, Germania, Lussemburgo, Svizzera e Liechtenstein e i 30mila/49mila rilevati in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia.

Ma non solo, dato che l'Italia resta indietro anche durante il corso della carriera: l'anzianità di servizio, infatti, non corrisponde a un aumento consistente di stipendio. Dopo 35 anni di lavoro le retribuzioni possono aumentare del 50% circa. Altro aspetto che va a sfavore dell'intero Paese riguarda il potere di acquisto degli insegnanti che, a causa degli aumenti degli ultimi anni, è rimasto più o meno invariato negli ultimi 5 anni.

Infine, l'ultimo dato colpisce i capi di istituto, il cui stipendio minimo di base è, in Italia, il doppio dello stipendio di un qualunque insegnante con 15 anni di servizio, al contrario della maggior parte degli altri Paesi europei.

Visualizza il Rapporto Euryridice

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