07 Aprile 2021 News Commenti

Il ritorno a scuola sarà un rischio? I dubbi sulla sicurezza delle lezioni in presenza

Questa mattina è suonata la prima campanella dopo il periodo di vacanze pasquali per i più di 5 milioni di studenti che hanno ritorno in classe alle lezioni in presenza. A tornare non solo gli alunni delle scuole in zona arancione, ma anche quelli delle zone rosse in cui la DAD è disposta solo dalla seconda media in su. Oggi, 7 aprile 2021 si stima che il 66% degli alunni iscritti alle scuole statali e paritarie è tornato sui banchi, i 2/3 della popolazione scolastica studentesca italiana.

Un numero elevato che innesca dubbi e perplessità soprattutto nei sindacati che lametano un'effettiva mancanza di misure concrete a garanzia della sicurezza della popolazione scolastica, lamentele che risultano tutto meno che infondate se si pensa soprattutto alle zone rosse in cui l'indice di contagio è ancora alto.

L'associazione sindacale FLC Cgil in particolare, in un comunicato diramato nella giornata di ieri, manifesta un certo grado di delusione per l'operato del Governo Draghi e del Ministro Bianchi in particolare dai quali non è arrivata:

  • nessuna indicazione alle scuole per la realizzazione di un sistema di monitoraggio su scala nazionale;
  • nessuna scelta o decisione sui trasporti dedicati da utilizzare;
  • nessuna possibilità di ridurre il numero degli alunni o mettere più spazi a disposizione;
  • nessuna novità dal tanto celebrato "Piano Miozzo" relativo ai tamponi;
  • nessuna condivisione sui dati dei contagi a scuola.

Proprio sull'ultimo punto l'accusa del sindacato si fa pesante e si arriva ad affermare che
di fatto ad oggi il Governo e il Ministero dell'Istruzione non dispongono e non diffondono dati sui contagi a scuola e stanno operando scelte dettate più dalla volontà, che dalla consapevolezza.
L'andamento del piano della vaccinazione per il personale della scuola, nonostante sia un importante dato positivo, non sembra essere sufficiente a garantire le condizioni di sicurezza auspicabili per la riapertura. Inoltre, viene segnalata una mancanza di progettualità e, soprattutto, la ormai famosa disparità nella risposta delle Regioni, fattori che portano il mondo della scuola ad un sostanziale "niente di fatto", ad all'ennesima stagnazione nei problemi ormai vecchi di un anno con la solita mancanza di nuove soluzioni.

Dal canto suo, la sottosegretaria all'istruzione, Barbara Floridia, definisce il 7 aprile 2021 come un giorno importante, rassicurando l'opinione pubblica affermando che il ritorno a scuola non determina rischio per studenti e personale scolastico.
C'è uno studio recente - afferma la sottosegretaria - che certifica la bassa contagiosità in certe fasce di età.
Inoltre, secondo Floridia,
si è visto che quando le scuole vengono chiuse l'Rt non si abbassa e quando si riaprono non sale
Un'affermazione rassicurante, sì, ma che riconduce al dubbio sollevato dalle associazioni sindacali, ovvero: dove sono i dati?

Sarà l'andamento dei prossimi giorni a stabilire quale delle due parti aveva ragione in materia.

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