08 Dicembre 2020 News Commenti

Sciopero dipendenti pubblici 9 dicembre 2020: dalla scuola agli uffici pubblici ecco cosa rimarrà chiuso e perchè

Non si è arrivati ad un'intesa tra i sindacati e la Ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, perciò il 9 dicembre 2020 i dipendenti pubblici italiani faranno uno sciopero per il rinnovo del contratto e per richiedere un aumento degli stipendi ormai bloccati da molti anni. Di seguito analizzeremo le dinamiche e le motivazioni ulteriori dello sciopero, indicando quali sono i settori della pubblica amministrazione che aderiranno.

Chi ha proclamato lo sciopero?

A proclamare lo sciopero nel pubblico impiego sono state le seguenti organizzazioni sindacali:

  • Fp Cgil;
  • Cisl Fp;
  • Uil Fpl;
  • Uil Pa.

Quali settori del pubblico impiego aderiranno allo scioperto?

Lo sciopero del 9 dicembre riguarderà i comparti e le aree pubbliche di:

  • sanità;
  • trasporti;
  • funzioni centrali;
  • funzioni locali;

Questo vuol dire che anche il mondo della scuola incrocerà le braccia mercoledì. Tuttavia, i servizi minimi essenziali previsti saranno garantiti.

Sciopero 9 dicembre 2020: motivazioni

Oltre ai motivi indicati in apertura di articolo, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, indica le altre motivazioni che hanno spinto i dipendenti pubblici a scioperare, ovvero la richiesta di nuove risorse da investire anche in:

  • nuove assunzioni;
  • attività di formazione;
  • nuove forme di lavoro;

Nello specifico, il segretario generale spera in un confronto vero e proprio e dichiara che avrebbe preferito, da parte del governo, una convocazione prima della mobilitazione dello sciopero e non dopo.

Ma i 3,2 milioni di dipendenti pubblici che mercoledì sciopereranno hanno anche altre richieste, oltre all'assunzione e al rinnovo dei contratti chiedono:

  • la stabilizzazione dei precari;
  • la garanzia di una maggiore sicurezza;

Sciopero 9 dicembre 2020: le reazioni del Governo

Lo sciopero è nell'aria già da metà novembre e questo ha, senza dubbio, scatenato reazioni molto forti, soprattutto nella Ministra Dadone che ha più volte etichettato lo sciopero come "una scelta sbagliata". La ministra della Pubblica Amministrazione pone l'attenzione sui 3,8 miliardi stanziati dal governo per il rinnovo dei contratti pubblici, temendo per gli effetti che lo sciopero potrebbe sortire sul Paese che già si trova in una situazione alquanto delicata.

Il ministro dell'Economia Gualtieri, invece, aveva provato ad andare incontro alle esigenze dei sindacati, che aveva aperto alla possibilità di dialogo con le organizzazioni sindacali sui contratti per la Pubblica amministrazione.

I dati dell'osservatorio sui conti pubblici

Ad agitare ancora di più le acque arrivano i dati dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani secondo cui, nonostante il calo, gli stipendi dei dipendenti pubblici in Italia sono attaulmente in linea con quelle di molti altri paesi europei e, comunque, rimangono più alti di quelli del settore privato.

Tutto ciò è stato interpretato dai sindacati come uno dei tanti modi per screditare lo sciopero e hanno, a loro volta, fatto un confronto con paesi in cui i dipendenti pubblici godono di condizioni migliori rispetto ai loro colleghi italiani, si parla di paesi come:

  • Danimarca;
  • Irlanda;
  • Svezia;
  • Olanda;
  • Germania;

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