14 Aprile 2020 News Commenti

Coronavirus, Scuola: come partirà il nuovo anno scolastico?

La possibilità di una riapertura delle scuole a maggio sembra essere ormai svanita. La fase emergenziale dell'epidemia è ancora in corso e la curva dei contagi, anche se in lieve flessione, risulta ancora molto alta. Si lavora dunque per il nuovo anno scolastico e su come organizzare la scuola che ripartirà dopo l'estate. Le ipotesi e le voci sono tante ma nessuno è in grado di dare una risposta precisa in questo momento.

le ipotesi

Il Ministero dell'Istruzione sta lavorando al nuovo anno scolastico che inizierà a settembre. Diverse le ipotesi in cantiere tutte legate da un denominatore comune: evitare contatti e mantenere le opportune distanze di sicurezza.

Si pensa intanto a come garantire le condizioni minime di sicurezza: a tal proposito si ipotizza l'uso di un rilevatore della temperatura all'ingresso, lo scaglionamento all'entrata e all'uscita da scuola oltre che la garanzia di guanti e mascherine per tutti gli attori scolastici.
Assai più complesso sarà garantire la distanza minima di sicurezza di un metro, difficile da mantenere anche in strutture scolastiche adeguate.
Ed è qui che si ipotizza lo svolgimento di una didattica mista, un po' in presenza, un po' da casa. In alternativa si potranno fare dei turni, chi va al mattino e chi al pomeriggio, con opportuna pulizia e sanificazione dei locali prima di ogni turno.
Bisognerà anche contingentare l'accesso alle mense e agli spazi comuni, con la previsione di una ventilazione o aerazione continua dei locali e con l'esigenza di assicurare soste brevi e mantenimento della distanza di sicurezza. Possibile anche qui i turni a mensa per evitare affollamenti nei refettori degli istituti scolastici.

Scuola primaria e infanzia

Più difficile il distanziamento sociale per le scuole elementari dove risulta quasi impossibile pensare che gli alunni, ad esempio quelli di prima e di seconda, possano rispettare le norme di sicurezza per tutte le ore di lezione. Da questo punto di vista si pensa di sospendere il tempo pieno in modo da risolvere l'impossibile gestione del servizio mensa.

Per le scuole d'infanzia e i nidi i posti almeno in un primo momento andranno sicuramente contingentati dando la precedenza alle famiglie che più hanno bisogno, ad esempio garantendo la continuazione del servizio solo ai figli dei medici e degli altri lavoratori impegnati in servizi essenziali.

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