25 Ottobre 2021 Docenti Commenti

Stipendi scuola: aumenti non oltre gli 85 euro lordi, sindacati chiedono di più

I contratti previsti per gli insegnanti sono in fase di rinnovo e, nonostante la situazione sia abbastanza chiara, i sindacati non demordono: è richiesto, infatti, un aumento in busta paga per raggiungere una retribuzione dignitosa e, soprattutto, al pari con il resto dei principali Paesi europei.

Retribuzione insegnanti in Italia: i dati Eurydice

È stato proprio l'ultimo rapporto Eurydice a focalizzare nuovamente l'attenzione sul nuovo CCNL: secondo i dati rilevati, emergono profondi divari negli stipendi di base degli insegnanti all'inizio della loro carriera, che variano dai 5mila agli 80mila euro lordi in base al Paese di riferimento. Il risultato è che in diversi Paesi, compresa l'Italia, anche gli insegnanti con un'importante anzianità di servizio hanno la possibilità di raggiungere aumenti di stipendio modesti e irrisori.

Ecco perché i contratti previsti per gli insegnanti assumono un ruolo da protagonista nel dibattito e i sindacati continuano a insistere affinché il profondo divario venga finalmente colmato.

Le richieste dei sindacati

Recentemente, il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, ha affermato che:
I contratti si fanno se ci sono i soldi per per rinnovarlo. Non basta la buona volontà. Di fatto il governo non si è concentrato per il rinnovo, fino a questo momento. Noi abbiamo un problema grande, il comparto scuola è il più povero di tutti. All'interno della Pubblica amministrazione ci sono 350 euro di differenza fra il personale scolastico e gli altri impiegati pubblici. Dobbiamo capire se il Governo vuole investire su scuola e università e ricerca. Vogliamo chiedere un incontro urgente al Ministro per capire quale sia l'intenzione del Governo
sollevando il problema e riportandolo alla luce. Al contempo, Lena Gissi ha sottolineato che:
la retribuzione media di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione è di 36.782 euro mentre il settore specifico della scuola può contare su una retribuzione media di 30.143 euro (esclusi i dirigenti). Vi pare ancora possibile? A noi no, è ora di mettere mano al differenziale delle retribuzioni tra la media della pubblica amministrazione e la scuola che risulta essere superiore ai 6.000 euro. Serve affrontare gli step necessari per arrivare al riequilibrio"
confermando la necessità di portare l'Italia allo stesso livello dei Paesi europei maggiormente avanzati. E aggiunge:
Abbiamo lasciato il governo giallo-verde che ci aveva garantito il rinnovo a tre cifre, impegno assunto anche all'epoca del ministro Fioramonti. Siamo al governo Draghi e le tre cifre non le abbiamo ancora viste. Invece abbiamo bisogno di discuterne. Non solo, vogliamo ottenere l'obiettivo nel successivo contratto del 2022-24 di superare i 300 euroA far notare come a stipendi più bassi, in Italia, corrispondano comunque impegni onerosi e importanti è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale Gilda degli studenti:non da oggi le retribuzioni sono tra le più basse dei paesi sviluppati mentre gli impegni di orario e il calendario scolastico sono equiparabili a quelli dei loro colleghi europei. Ad esempio: se le ore di lezione del docente italiano variano da 18 a 25 a seconda dell'ordine di scuola, il collega tedesco fa generalmente 22 ore ma di 45 minuti e quindi finisce per insegnare meno percependo una retribuzione doppiaSullo stesso argomento verte anche la dichiarazione della segretaria generale Snals Confsal, Elvia Serafini:
il personale della scuola viene sempre di più caricato di compiti aggiuntivi e di connesse nuove responsabilità ed ha dimostrato di saper adattare la propria funzione ad ogni circostanza e nelle condizioni più drammatiche, impiegando tempi di lavoro non riconosciuti, non quantificabili e non remunerati. Ora occorre dire basta! [...] Se non ci saranno adeguate assicurazioni sull'incremento delle risorse, lo Snals ritiene che non ci siano le condizioni per avviare alcuna trattativa per il rinnovo contrattuale.

Infine, anche il presidente del sindacato Anief, Marcello Pacifico, ricorda che mancano almeno 4 miliardi per poter recuperare il costo della vita negli ultimi 13 anni" e che " i prezzi al consumo sono saliti, ma gli stipendi sono rimasti fermi, nonostante il contratto firmato per il triennio 2016-2018 dopo quasi dieci anni di blocco contrattuale. Proprio per questo, Pacifico invita a redigere un nuovo contratto che preveda tutte quelle indennità ancora oggi negate a tutto il personale scolastico.

Risorse insufficienti: la conferma del DEF

Approvato nei giorni scorsi, le stime dell'ultimo DEF prevedono che al pubblico impiego saranno destinati circa 2 miliardi di euro che dovranno essere divisi tra più di 3 milioni di dipendenti pubblici. Esattamente com'era prevedibile,le risorse previste per i contratti pubblici si rivelano insufficienti, almeno al momento.

Per avviare il rinnovo contrattuale bisogna partire dal Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, sottoscritto il 20 marzo 2021: gli ultimi conteggi effettuati dai tecnici del governo e dai sindacati prevedono un aumento del 4,07% della retribuzione, ossia circa 107 euro medi mensili; a questi, però, bisogna sottrarre i 575 milioni utilizzati per l'indennità di vacanza contrattuale, l'elemento perequativo e i trattamenti per personale militare, polizia e vigili del fuoco.

In sintesi, all'istruzione dovrebbero toccare circa 1,8 miliardi che, a loro volta, dovrebbero garantire circa 87 euro lordi mensili comprensivi degli 11,5 euro circa dell'elemento perequativo.

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