09 Novembre 2019 Docenti Commenti

Scuola: arriva la sugar tax nel 2020. Cos’è e come funziona negli altri paesi?

Inizia al Senato l'iter parlamentare della manovra 2020. Al suo interno numerose misure che interessano ambiente, lavoro, fisco, pensioni per un importo complessivo pari a circa 30 miliardi di euro. La maggioranza, tuttavia, non sembra coesa su molti punti, tra questi l'introduzione della tassa sulle bevande zuccherate, la cosiddetta sugar tax. Vediamo in dettaglio la proposta italiana e le misure già adottate sul tema in Europa e nel mondo.

Sugar tax: la proposta del governo

Nelle aule di Palazzo Madama si discute sulla prossima legge finanziaria che dovrebbe intervenire in molti temi sui quali le forze di governo non sembrano essere completamente d'accordo. Tra le cause dei dissidi vi è anche la sugar tax o più comunemente, la tassa sullo zucchero. Inizialmente prevista anche per le merendine, oggi la proposta rimane confinata esclusivamente ad alcune tipologie di bevande analcoliche zuccherate, anche se non si conoscono attualmente i parametri e le modalità con cui sarà applicata. Voluta fortemente da Conte, Di Maio e dal ministro Fioramonti che ha dichiarato "la tassa sullo zucchero non si tocca", la nuova imposta anti-Coca cola non sembra trovare l'appoggio del gruppo di Italia Viva e soprattutto di Renzi che si è dichiarato scettico sulla sua introduzione. Contrari alla proposta anche la Lega, che però aveva presentato una proposta simile nel 2018 quando si trovava al governo con il Movimento 5 Stelle.

Cos'è la sugar tax?

Giuridicamente l'imposta sullo zucchero mira ha imporre un prelievo fiscale su tutte quelle bevande contenenti un determinato quantitativo di zuccheri al loro interno. La tassa ha generalmente diverse finalità:

  • disincentiva l'acquisto di alimenti che possono danneggiare la salute del corpo umano
  • contribuisce a reperire risorse finanziarie attraverso il prelievo
  • mira ad ottenere un risparmio sulle spese derivanti dai costi sanitari relativi a patologie come il diabete e l'obesità

Sugar Tax: Le motivazioni

Tra i numerosi problemi che affliggono le società e i governi di tutto il mondo, la questione relativa all'alimentazione è sempre attuale e di non facile soluzione. Tra i vari argomenti sul tema, l'eccessivo uso di zuccheri negli alimenti rappresenta un problema che può causare obesità e patologie correlate come il diabete e le malattie cardiovascolari. Proprio l'obesità è un argomento che interessa sempre più i giovani e al riguardo non mancano i moniti delle grandi organizzazioni internazionali come l'Oms o l'Unicef. Proprio quest'ultima, nella persona del responsabile italiano Francesco Samengo, ha dichiarato che in Italia "la percentuale di bambini e giovani sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è del 36,8%, con un aumento del 39,1% rispetto al 1990". Si tratta dunque di una vera e propria emergenza che l'Italia si appresta a fronteggiare, con la speranza che tali misure possano essere funzionali ad un mutamento positivo nelle abitudini alimentari dei cittadini italiani.

Sugar tax: soldi per scuola e docenti

Nelle intenzioni dell'esecutivo non vi è solo la lotta all'obesità infantile e alla cattiva alimentazione. Il neo governo mira a reinvestire nella scuola e nella ricerca le risorse derivanti dall'applicazione della nuova imposta. Oltre a questo, una parte verrà destinata agli incrementi salariali dei docenti che ormai da anni aspettano un significativo aumento degli stipendi in linea agli standard europei. Nelle intenzioni del ministro Fioramonti le entrate ottenute dalla sugar tax, unitamente ai fondi stanziati nella prossima manovra, dovrebbero portare un incremento salariale di circa 100 € lordi per ogni docente. Sembra però che questa promessa difficilmente verrà mantenuta poichè le risorse inserite in bilancio alla voce scuola risultano esigue e le stime previste dai proventi dalla nuova tassa non sembrano essere particolarmente considerevoli.

Sugar tax: come funziona in Europa e nel mondo

In molte parti del globo la sugar tax esiste già da tempo. Vediamo in sintesi dove si trova e come funziona

Regno Unito

La Soft drinks industry levy, ovvero la tassa sulle bevande analcoliche o poco alcoliche con zuccheri aggiunti, è entrata in vigore il 6 aprile 2018. Il prelievo è di 18 pence (0,20 €) /l per bibite con un contenuto variabile da 5 a 8 grammi di zuccheri per 100 ml, mentre se il contenuto supera gli 8 grammi per 100 ml l'importo sale a 24 pence (0,27€) /l. La sugar tax inglese sembra funzionare. Diverse aziende infatti stanno iniziando a modificare i livelli di zuccheri dei propri prodotti

Francia

La sugar tax francese è stata introdotta nel 2012. Il 1° luglio 2018 è entrata in vigore una nuova versione che prevede un'imposizione di 0,045 €/l per una bevanda con il 4% di zuccheri, 0,135 €/l per una bevanda con il 10%, mentre per una con il 15% il sovrapprezzo è di 0,235 €/l. Successivamente all'introduzione, le vendite di bevande zuccherate in Francia sono diminuite, interrompendo una crescita costante che si era avuto negli anni.

Norvegia

Nel paese scandinavo la tassa sullo zucchero esiste già dal 1922. Nel gennaio 2018 è stata aumentata fino a 4,75 corone (0,49 €) /l. È applicata sia alle bevande zuccherate artificialmente sia a quelle contenenti zuccheri naturali.

Messico

In Messico la sugar tax fu introdotta nel 2014 con lo scopo di ridurre il numero di pazienti affetti da diabete e altri disturbi cardiovascolari, dal momento che il paese americano registra uno dei tassi di obesità più alti al mondo. L'introduzione della tassa ha avuto come effetti la diminuzione del 5.5% negli acquisti di bevande zuccherate nel primo anno dopo il suo esordio e di un'ulteriore riduzione del 9.7% nel secondo anno.

Sudafrica

La Repubblica del Sudafrica vanta il primato di essere tra i dieci maggiori consumatori mondiali di bevande zuccherate. Ciò ha indotto il governo a introdurre una tassa sulle bevande zuccherate nel 2018. L'imposizione è 2,1 rand (0,13 euro) a grammo per ogni bibita che supera i 4 g di zucchero per 100 ml.

Stati Uniti

Nel Paese natale di Coca Cola non esiste una vera e propria tassa sulle bevande contenenti zucchero. Nonostante ciò, numerose città o territori hanno approvato l'imposizione di tasse sulle bevande zuccherate come soft drink o energy drink.

Paese Data di introduzione Tassa
Regno unito 2018 18 pence (0,20 €)/l per bevande con un contenuto variabile da 5 a 8 grammi di zuccheri per 100 ml
24 pence (0,27€)/l se il contenuto supera gli 8 grammi per 100 ml
Francia 2012 0,045 €/l per bevande con 4% di zuccheri,
0,135 €/l per una bevanda con il 10% di zuccheri
0,235 €/l per una bevanda con il 15% di zuccheri
Norvegia 1922 4,75 corone (0,49 €)/l
Messico 2014 1 peso messicano (0,05 €)/ l
Sudafrica 2018 2,1 rand (0,13 €) a grammo per ogni bevanda che supera i 4 g di zucchero per 100 ml

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