02 Novembre 2022 News Commenti

Decreto Rave, è polemica fra Governo e opposizioni: riguarda solo i raduni o anche le manifestazioni degli studenti?

A pochi giorni dal giuramento del Governo Meloni scoppia la prima grande polemica, che ha come oggetto il DL n. 162/2022. Il provvedimento affronta diverse questioni, per esempio il Covid o l'ergastolo ostativo, ma a far discutere è la stretta sui "raduni illegali" e le ricadute che può avere anche sulle occupazioni studentesche. Facciamo quindi il punto della situazione sul Decreto Rave e sulle possibili conseguenze del nuovo reato e delle nuove sanzioni.

Reclusione da 3 a 6 anni e multa fino a 10 mila euro: le pene previste dal Decreto Rave

La polemica sorta intorno al Decreto Rave riguarda nello specifico il nuovo articolo del codice penale, l'art. 434-bis. Viene infatti introdotta nuova fattispecie di reato: Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l'ordine pubblico o l'incolumità pubblica o la salute pubblica.

Il reato punito è l'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da almeno 50 persone allo scopo di organizzare un raduno. Si legge nel testo del decreto:
"Chiunque organizza o promuove l'invasione di cui al primo comma è punito con la pena di reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000. Per il solo fatto di partecipare all'invasione la pena è diminuita."Inoltre, il nuovo articolo del codice penale dispone anche la confisca delle attrezzature servite o destinate a commettere il reato.

Contrasto ai rave o norma repressiva: le opposizioni accusano il Governo

Destinata a contrastare i cosiddetti rave party, chiarisce in una nota il Ministero dell'Interno, la norma non lede in alcun modo il diritto di espressione e la libertà di manifestazione. Il problema però risiede in alcune scelte lessicali e nella conseguente discrezionalità nell'applicazione dell'articolo 434-bis. Da questo punto di vista, il rischio è che vengano punite anche manifestazioni di dissenso, occupazioni studentesche e altre tipologie di raduno.

A tale proposito interviene l'Onorevole Scarpa del Partito Democratico:
"Il contrasto ai rave è una giustificazione assai maldestra per un testo in larga parte impreciso, che rischia di aprirsi a interpretazioni pericolose e arbitrarie con la previsione di pene altissime (fino a 6 anni di reclusione) comminabili in teoria anche a chi promuove una protesta a scuola, in un'università, in un luogo di lavoro o organizza una protesta in piazza."
Se per il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli la norma ricorda la Russia di Putin, Giuseppe Conte punta il dito contro le cosiddette "priorità" del Governo Meloni. Chi si aspettava un intervento contro il caro-bollette e il caro-prezzi, sostiene il presidente del MoVimento 5 Stelle, si ritrova un'esibizione muscolare di un governo repressivo.

A gettare fuoco sulle polemiche arriva peraltro anche il presidente delle Camere Penali Gian Domenico Caiazzo, che conferma la possibilità di ricorrere alle intercettazioni. Infatti, l'ascolto delle comunicazioni è ammesso per reati che prevedono pene superiori ai 5 anni. I rave, stando al nuovo decreto, arriverebbero a 6.

Il Ministro dell'Interno difende il Decreto Rave: nessun intervento in altri contesti

Di fronte alle critiche arrivate da più parti, e non solo dall'opposizione, Matteo Piantedosi punta i piedi e difende il nuovo articolo del codice penale.

Per il Ministro dell'Interno la norma contenuta nel Decreto Rave serve a contrastare raduni illegali come, appunto, i rave. Per quanto riguarda invece la discrezionalità nell'interpretazione di cosa possa costituire reato, queste le sue parole:
"Trovo invece offensivo attribuirci la volontà di intervenire in altri contesti, in cui si esercitano diritti costituzionalmente garantiti a cui la norma chiaramente non fa alcun riferimento. In ogni caso la conversione dei decreti si fa in Parlamento, non sui social."Appare quantomeno strano che si scriva un decreto per poi dire "in ogni caso ci sarà la conversione in legge". In ogni caso, il Ministro ritiene che il nuovo articolo porti a un allineamento con la legislazione degli altri Paesi europei.

Ma varrà anche per le occupazioni studentesche?

Decreto Rave: quali conseguenze per le manifestazioni studentesche?

A prima vista, le posizioni di chi sostiene il Decreto Rave e quelle di chi lo critica potrebbero apparire ideologiche. Da una parte si sostiene che riguarderà soltanto i rave party, dall'altra parte si avverte che potrà anche interessare altri fenomeni di aggregazione.

Tuttavia, è lecito chiedersi se manifestazioni come le occupazioni degli studenti possano essere trattate secondo quanto disposto dal nuovo reato.

Come abbiamo visto nell'esame dell'articolo, la norma parla di invasione arbitraria allo scopo di organizzare un raduno che sia pericoloso per l'ordine pubblico, l'incolumità pubblica o la salute pubblica.

Tecnicamente la definizione non riguarda l'occupazione di una scuola e, allo stesso tempo, risulta inapplicabile anche l'art. 633 del codice penale. Su questo punto è intervenuta la Corte di Cassazione, secondo cui:
"Non è applicabile l'art. 633 alle occupazioni studentesche perché tale norma ha lo scopo di punire solo l'arbitraria invasione degli edifici e non qualsiasi occupazione illegittima. [...] L'edificio scolastico, inoltre, pur appartenendo allo Stato, non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono dei semplici frequentatori, ma soggetti attivi della comunità scolastica"Il dubbio sembra risolto, perché anche quando viene impedito di partecipare alle lezioni si potrebbe ricorrere all'art. 340 del codice penale. Per avere una spiegazione esaustiva, sarà tuttavia necessario attendere la relazione illustrativa e, non ultima, la conversione in legge del Decreto Rave.

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