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La lettera della madre finlandese in fuga da Siracusa ha generato molte polemiche. Bisogna però riflettere sui problemi della scuola italiana. Le testimonianze. it-IT Editoriale 2023-01-10T17:10:53+01:00
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Polemiche e considerazioni dopo la lettera della madre finlandese in fuga da Siracusa: i problemi della scuola italiana

La lettera della madre finlandese in fuga da Siracusa ha generato molte polemiche. Bisogna però riflettere sui problemi della scuola italiana. Le testimonianze.

Redazione Universo Scuola
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C'era da immaginarselo: la lettera della madre finlandese in fuga da Siracusa non è passata inosservata. Tantissime le polemiche e le considerazioni sul fatto. Il tenore dei commenti sulla scuola italiana non è piaciuto a molti, che hanno criticato la leggerezza nel giudicare della famiglia finlandese.

Non bisogna però farsi distogliere dal singolo caso della madre finlandese. La scuola italiana ha diversi problemi e l'occhio di uno straniero può essere a volte più oggettivo e più adatto a intercettare le criticità di un sistema che necessita di un miglioramento complessivo.

Il sindaco di Siracusa commenta la lettera della madre finlandese: aumentare le spese per la scuola

Uno dei primi a fare sentire la sua voce è stato Francesco Italia, sindaco di Siracusa. Il suo parere è equilibrato: Italia riconosce infatti la necessità di fare una riflessione importante sul sistema scolastico italiano, mettendo però da parte qualsiasi pregiudizio su docenti e istituti.

Molto spesso infatti i professori devono adeguarsi a contesti non eccelsi e lavorando per uno stipendio definito vergognoso. La scuola, continua Italia, ha bisogno di fondi, però non bisogna cadere nella facile tentazione di coinvolgere tutta una comunità in una critica.

Il sindaco difende sia le scuole che i docenti della sua città. Si rivela inoltre sorpreso dalla critica riguardo gli asili nido, in quanto le sette strutture pubbliche della città sono state tutte ristrutturate e riqualificate grazie ai fondi del Pnrr relativi all'edilizia scolastica.

Possibile si stesse parlando di una struttura privata, ma il sindaco puntualizza di non aver ricevuto nessuna segnalazione a riguardo. Il suo impegno comunque continuerà nei prossimi anni, con altri asili nido e scuole materne in costruzione.

Insorgono i sindacati. "Non bisogna parlare male della scuola italiana"

Meno concilianti i toni dei principali sindacati italiani. Rino di Meglio di Gilda ricorda che la scuola italiana conta circa 8 milioni di alunni: inutile dunque lanciarsi in critiche feroci sul sistema scolastico sulla base di:
"Uno o due finlandesi di cui non sappiamo nulla. La percentuale di persone che offendono scuola ed insegnanti ce l'abbiamo già in Italia. Non serve importare dall'estero" Giuseppe D'Aprile di Uil Scuola difende la scuola sottolineando come non serva metterla al centro di polemiche, in quanto struttura laica e libera. Il segretario del sindacato derubrica la questione a "Inutile strumentalizzazione sui social da parte dei genitori". Inoltre afferma che:
"Chi parla male della scuola italiana non fa altro che parlare male del proprio paese. Difendiamo la scuola statale e nazionale e più rispetto per chi vi lavora con tanto amore e passione"

Il parere di Mila Spicola (ex PD) sulla lettera della madre finlandese

Un parere interessante e articolato arriva da Mila Spicola, ex PD e oggi docente ed esperta di politiche educative. Spicola sottolinea infatti come sia importante attenzionare quanto detto dalla madre finlandese riguardo la "Non positività" dell'ambiente scolastico. Da un punto di vista pedagogico - e l'Italia ha una grande tradizione pedagogica - è infatti risaputo che un ambiente armonioso e sereno facilita l'apprendimento.

Il modello finlandese sembra spingere forte proprio su questo aspetto, con un ambiente estremamente favorevole all'apprendimento, figlio di un contatto continuo tra lavoratori della scuola e i dipartimenti universitari di pedagogia e didattica. In Italia manca invece questa continuità e solo i corsi di Scienze della formazione primaria approfondiscono questi temi, lasciando di fatto gli insegnanti della secondaria carenti proprio in merito all'aspetto didattico del loro lavoro.

Spicola sottolinea dunque l'importanza di rimettere al centro la didattica nella formazione del docente, così come era stato pensato con il FIT voluto sotto il governo Gentiloni e successivamente abbandonato. Non è questione di copiare la Finlandia, ma di declinare in modo "Italiano" l'esigenza di una formazione docenti che non metta in secondo piano l'aspetto didattico e pedagogico del mestiere dell'insegnante.

Una chiosa anche sul rapporto tra scuola e disturbi dell'ansia. Sono infatti in aumento i casi di adolescenti affetti da ansia e patologie di dipendenza correlate alle tante notifiche dell'app del registro elettronico. Gli studenti sarebbero schiacciati dal principio di prestazione, dai continui voti e dall'uso eccessivo di una valutazione sommativa che riduce tutto il percorso scolastico a un numero.

Spicola contro l'autonomia regionale

Spicola compie un'importante riflessione anche sulla questione dell'autonomia regionale, fortemente voluta dal ministro Calderoli. Fermo restando che i problemi della scuola non sono di carattere locale, in quanto i processi di formazione e selezione dei docenti sono nazionali, l'autonomia regionale andrebbe a peggiorare ulteriormente la situazione.

Se infatti la scuola italiana deve fare autocritica e migliorare, deve farlo a livello nazionale, trovando un nuovo modello comune, senza favorire discrepanze qualitative tra le regioni per fattori economici e territoriali. Ripensare la scuola, e farlo a livello nazionale è insomma un'esigenza che prescinde dall'insoddisfazione di una famiglia finlandese.

Il modello finlandese. Cosa può imparare la scuola italiana

Non bisogna infine dimenticare che la critica viene da una donna proveniente dal paese il cui sistema scolastico è stato riconosciuto come il migliore al mondo. Perché allora non provare a imparare qualcosa?

La Finlandia è dopotutto un paese che si è trasformato in appena 100 anni, divenendo da piccola realtà rurale, uno Stato all'avanguardia. L'istruzione ha in questo giocato un ruolo fondamentale come affermato dalla ministra dell'Istruzione Li Sigrid Andersson:
"Il nostro è un sistema che abbiamo costruito negli anni. Un secolo fa eravamo poveri, ora siamo all'avanguardia. Costruiamo la società del futuro partendo dalla base, cioè dall'istruzione e lo facciamo anche investendo molto sugli insegnanti. Sono preparati, competenti, hanno un buono stipendio e vengono rispettati per il ruolo che svolgono"Parole che fanno riflettere, specie se si pensa che la scuola finlandese si basa su valori quali inclusività, autonomia e valorizzazione dello spazio e del territorio che rappresentano oggettivamente delle criticità del sistema scolastico italiano.

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