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Svolta nella questione dei servizi nelle scuole paritarie a seguito dell’intervento di un Tribunale di Padova. Nessuna differenza tra mansioni e funzioni. it-IT Editoriale 2023-08-25T12:01:43+02:00
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Riconoscimento servizi nelle scuole paritarie: come cambia la questione dopo l’intervento del Tribunale di Padova

Svolta nella questione dei servizi nelle scuole paritarie a seguito dell’intervento di un Tribunale di Padova. Nessuna differenza tra mansioni e funzioni.

Simone Esposito
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La questione della possibilità di riconoscimento dei servizi prestati presso le scuole paritarie, ai fini della carriera nella scuola statale, è stata per molto tempo oggetto di discussione.

Mentre la Cassazione e la Corte Costituzionale si erano espresse negativamente in passato, un Tribunale di Padova ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia Europea, aprendo uno spiraglio per una possibile revisione della situazione attuale.

Servizi nelle Paritarie: il no di Cassazione e Corte costituzionale

Nel 2019, la Corte di Cassazione aveva infatti negato il riconoscimento dei servizi prestati presso le scuole paritarie ai fini della carriera nella scuola statale. La Corte ha sostenuto che il rapporto di lavoro tra il personale assunto presso i gestori delle scuole paritarie, ossia datori di lavoro privati, e quello reclutato nella scuola statale è fondamentalmente differente.

Di conseguenza il servizio professionale svolto presso una scuola paritaria non è equiparabile a quello svolto nella scuola statale. La Corte Costituzionale si era per altro già espressa allo stresso modo nel 2001, non equiparando il servizio prestato nelle scuole riconosciute come paritarie dalla legge 62/2000.

La recente svolta. La tesi del Tribunale di Padova

Inaspettatamente, il Tribunale di Padova ha riaperto la questione del riconoscimento dei servizi prestati presso le scuole paritarie. Il Tribunale ha infatti ritenuto sussistenti profili di possibile contrasto con il diritto comunitario e ha deciso di rimettere il caso alla Corte di Giustizia europea per una valutazione più approfondita.

Secondo il Tribunale, la disparità vigente tra i lavoratori che svolgono servizio presso le scuole paritarie e quelli impiegati a tempo indeterminato presso la scuola statale potrebbe costituire una violazione del principio di parità di trattamento, che è un elemento fondamentale del diritto dell'Unione.

Non calcolare il servizio svolto presso istituti paritari significa infatti penalizzare, da un punto di vista economico, i docenti che hanno svolto lì una parte della loro carriera. Le mansioni sono infatti le stesse dei colleghi che hanno lavorato presso la scuola pubblica. Il discrimine sarebbe solo il mancato superamento di un concorso per l’accesso alla pubblica amministrazione.

Per il Tribunale di Padova è quindi illecito il mantenimento di una disparità di trattamento giustificata sulla base delle diverse modalità di reclutamento delle due tipologie di scuole. Anche la diversa natura dei datori di lavoro non può essere motivo di asimmetria, a parità di mansioni svolte.

Cosa potrebbe succedere in caso di riconoscimento dei servizi svolti nelle paritarie?

Una possibile decisione favorevole da parte della Corte di Giustizia europea potrebbe aprire la porta a molteplici implicazioni per i docenti che hanno prestato servizio presso le scuole paritarie. La possibilità è infatti quella di revisionare la loro carriera integrando la valutazione dei servizi prestati presso le scuole paritarie. La conseguenza sarebbe un ricalcolo dell'intero trattamento economico percepito nel corso degli anni e il pagamento delle differenze retributive dovute, che in alcuni casi ammonterebbero a cifre considerevoli.

Tuttavia, al momento non vi è nulla di certo e il ricorso rimane solo un’ipotesi. In attesa che la Corte di Giustizia si pronunci, i docenti che potrebbero essere interessati dal riconoscimento dei servizi prestati potrebbero prendere in considerazione l'invio di una lettera al Ministero dell'Istruzione e del Merito per interrompere i termini di prescrizione e preservare i propri diritti.

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