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Anche la Toscana contro il dimensionamento scolastico 2024/25. La regione fa causa al Governo contro gli accorpamenti scolastici fin qui previsti. it-IT Editoriale 2023-02-15T10:38:15+01:00
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Dimensionamento scolastico 2024/25: la Toscana fa ricorso al Governo insieme alla Campania. No ad accorpamenti scolastici

Anche la Toscana contro il dimensionamento scolastico 2024/25. La regione fa causa al Governo contro gli accorpamenti scolastici fin qui previsti.

Redazione Universo Scuola
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Continua a far discutere la questione del dimensionamento scolastico 2024/25. La Toscana si unisce al ricorso presentato dalla Campania e si schiera ufficialmente contro gli accorpamenti scolastici previsti dalla Legge di bilancio.

Nonostante le rassicurazioni di Valditara sulla bontà del provvedimento, il dimensionamento scolastico non convince politici e sindacati. Rimane da vedere che effetto avranno le proteste.

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, contro il dimensionamento scolastico

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha preso dunque una posizione che non lascia spazio a dubbi. Ricorso ufficiale al governo come già fatto da Vincenzo De Luca in Campania. Un no deciso agli accorpamenti che porterebbe, secondo i dati, a un taglio di 40 dirigenti scolastici.

Secondo Giani, che ha illustrato i contenuti della sua delibera insieme all'assessora all'Istruzione Alessandra Nardini:
"l'accorpamento di istituti pregiudica la stessa capacità di svolgere un servizio scolastico adeguato soprattutto nelle aree della Toscana diffusa, mettendo a rischio funzionalità ed efficienza"L'intento del ricorso è dunque preservare la scuola pubblica, un servizio essenziale che non può e non deve essere ridimensionato, specie in un momento in cui serve invece più qualità nei servizi offerti. Secondo Giani infatti, l'accorpamento delle scuole avrebbe effetti molto negativi, specialmente nelle zone a rischio di spopolamento.

La richiesta di Giani è infine quella di un investimento deciso nel settore dell'istruzione. Ma la Legge di bilancio ha comunicato un'altra intenzione: su 35 miliardi disponibili, appena 2 miliardi sono stati investiti sulla sanità e ancora meno sulla scuola. Eppure sanità e istruzione scolastica sono proprio due tra i settori più critici per l'Italia.

Il malcontento dei sindacati. Altre regioni contro gli accorpamenti?

Anche i sindacati guardano con preoccupazione al ridimensionamento scolastico. Flc Cgil ha stimato che sarebbe 200 lavoratori, ovvero 150 Ata e 50 insegnanti a rischiare una mancata ricollocazione con gli accorpamenti previsti in Toscana. Va inoltre considerato che molto dei lavoratori coinvolti andranno incontro a trasferimenti forzati.

Il sindacato afferma inoltre che:
"Non ci si può arrendere alla stima di 1,3 milioni di studenti in meno entro il 2034 a livello nazionale. Tanto più che così nasceranno plessi anche da 2.000 studenti magari in 4-5 Comuni diversi. Situazioni ingestibili"Non è da escludere che altre regioni si uniscano al ricorso. L'assessora Nardini ha infatti dichiarato che è in atto un fitto confronto tra gli assessori regionali in Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni.

Puglia ed Emilia Romagna sembrano ad esempio già intenzionate a unirsi al ricorso promosso da Toscana e Campania. Secondo Nardini non saranno casi isolati, perché è nell'interesse di tutte le regioni combattere gli accorpamenti, scaricando su di esse la tutela del sistema scolastico.

Valditara rassicura: con il dimensionamento scolastico non cambia nulla per gli studenti

Nel frattempo, ci pensa il Ministro Valditara a provare a spegnere le polemiche. Secondo il Ministro dell'Istruzione e del Merito infatti, il dimensionamento scolastico - contenuto nell'articolo 99 della Legge di Bilancio - non andrà a inficiare la vita degli studenti.

L'intervento previsto riguarderà infatti solo le dirigenze scolastiche, ovvero le strutture giuridiche, non quelle fisiche. I 40.466 plessi attualmente presenti in Italia rimarranno tali e gli studenti continueranno a frequentare le stesse strutture.

Cambierà invece il numero di scuole intese come istituti giuridici, nell'interesse di eliminare le reggenze. Ci saranno dunque meno dirigenti "Reggenti" a occuparsi di più scuole. Rimane però la sensazione che, nonostante le parole di Valditara, le regioni continueranno a opporsi al provvedimento.

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