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L'istruzione rappresenta una parte fondamentale della cabina di regia sul PNRR del Governo Meloni: il punto sulle riforme attuate, su quelle da attuare e sui finanziamenti previsti it-IT Editoriale 2022-11-14T11:51:15+01:00
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Nuova cabina di regia sul PNRR: il punto sulle riforme ancora da attuare e sui finanziamenti per la scuola

L'istruzione rappresenta una parte fondamentale della cabina di regia sul PNRR del Governo Meloni: il punto sulle riforme attuate, su quelle da attuare e sui finanziamenti previsti

Redazione Universo Scuola
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Al netto delle beghe sulla questione dei migranti o quella dei rave, di certo non prioritarie, il Governo Meloni vuole velocizzare i tempi di attuazione del PNRR. Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari Europei con delega al PNRR, si confronterà il 15 novembre con gli altri ministeri al fine di definire le tempistiche precise.

Particolarmente importante sarà, a questo proposito, la questione dei finanziamenti al settore istruzione. Gli obiettivi sono diversi e tante sono anche le riforme da attuare: facciamo il punto della situazione.

PNRR e istruzione: il nuovo reclutamento dei docenti e il piano Scuola 4.0

Al fine di rispettare gli impegni presi in ottica PNRR, il Governo Draghi aveva già approvato la riforma del reclutamento docenti e adottato il piano Scuola 4.0. Il nuovo reclutamento dei docenti, contenuto nel DL n. 36/2022 convertito con modificazioni nella Legge n. 79/2022, prevede:

  • un'elevata specializzazione nella didattica per l'accesso all'insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado;
  • una maggiore regolamentazione della mobilità degli insegnanti per favorire la continuità didattica;
  • una progressione di carriera che dipenda dalle prestazioni e dallo sviluppo professionale del docente.

Allo stesso tempo, il piano Scuola 4.0 deve articolarsi su due binari paralleli. Da una parte, c'è la trasformazione di 100 mila classi in ambienti di apprendimento che siano connessi e integrati con le tecnologie digitali, fisiche e virtuali. Dall'altra parte, invece, c'è la creazione in tutte le scuole del secondo ciclo di laboratori per le nuove professioni digitali.

Come si può dedurre, l'obiettivo nel medio periodo è quello di attuare una transizione digitale del sistema scolastico italiano.

Orientamento, STEM e sovraffollamento delle classi: le riforme in programma per la scuola

I tempi stringono però per le riforme da attuare nel secondo semestre del 2022, nel rispetto delle scadenze per la terza rata del PNRR.

I provvedimenti da emanare sono:

  • la riforma dell'organizzazione del sistema di istruzione in relazione al numero di scuole e al rapporto studenti/docenti;
  • la riforma del sistema di orientamento con lo scopo di ridurre il tasso di abbandono scolastico;
  • il rafforzamento del sistema dell'istruzione tecnica e professionale, anche con l'adozione di nuovi curricula;
  • nuove attività, metodologie e contenuti che rafforzino e sviluppino le competenze STEM, digitali e di innovazione in tutti i cicli di istruzione.

Come preventivabile, soltanto alcune di queste riforme sono state concretamente attuate. La Legge di Bilancio 2022 è intervenuta sulla riduzione degli alunni per classe e, allo stesso tempo, è stata approvata la riforma degli ITS.

Procedono invece i lavori per la riforma dell'istruzione secondaria tecnica e professionale, mentre si attendono ancora novità per l'orientamento e per il dimensionamento della rete scolastica.

Vediamo nello specifico a che punto sta il Governo Meloni con i lavori sulle riforme scolastiche.

Istituti tecnici professionali e orientamento

Insieme a quella degli ITS, la riforma degli istituti tecnici e professionali vuole allineare i curricula alle competenze richieste dal tessuto produttivo italiano.

Nelle intenzioni del Governo, i provvedimenti dovranno armonizzare i programmi di formazione con le necessità dei territori e, in questo modo, incoraggiare il tasso di occupazione.

D'altro canto, la riforma dell'orientamento avrà l'obiettivo di regolamentare l'orientamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Fra le previsioni, c'è anche la realizzazione di una piattaforma digitale di orientamento con l'offerta formativa tanto delle università quanto degli istituti tecnologici superiori.

La vera sfida in questo caso è però l'integrazione del percorso di istruzione obbligatoria con quello universitario e con il mondo del lavoro.

Nuovo sistema scolastico e riforma degli ITS

Il dimensionamento della rete scolastica e la riduzione del numero di studenti per classe sono gli obiettivi della riforma del sistema scolastico.

Le esigenze non sono soltanto didattiche ma fanno riferimento anche all'inferiore tasso di natalità, che impone di ripensare la scuola nella sua interezza.

Parallelamente al sistema universitario, i nuovi istituti tecnologici superiori dovranno invece lavorare in sinergia con le imprese, gli atenei, i centri di ricerca e gli enti locali.

Lo scopo qui è quello di fornire una più ampia offerta formativa nel rispetto delle esigenze del tessuto produttivo italiano. Queste le sei aree di operabilità della riforma:

  • efficienza energetica;
  • mobilità sostenibile;
  • nuove tecnologie della vita;
  • nuove tecnologie per il Made in Italy;
  • tecnologie innovative per il patrimonio culturale e attività connesse;
  • tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Ripartizione dei finanziamenti del PNRR nelle diverse aree scolastiche

Non di sole riforme è fatta l'istruzione, si potrebbe dire, ma anche di una ripartizione dei finanziamenti previsti dal PNRR. Lo stanziamento complessivo è di quasi 32 miliardi di euro, di cui 17 andranno esclusivamente alla scuola e verranno così suddivisi:

  • 3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell'infanzia, con 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni e 600 miliani per la fascia 3-5;
  • 800 milioni di euro per la costruzione di 195 nuove scuole innovative dal punto di vista architettonico, strutturale e sostenibile;
  • 400 milioni di euro per potenziare il tempo pieno attraverso l'incremento delle mense scolastiche, la costruzione di nuovi spazi e la riqualificazione di spazi esistenti;
  • 300 milioni di euro per l'aumento dell'offerta formativa sportiva, con costruzione di nuove palestre e riqualificazione di palestre esistenti;
  • 710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole.

Di tutte queste voci, una parte consistente dei finanziamenti del PNRR per la scuola andrà al Mezzogiorno, con percentuali che variano dal 40% fino a oltre il 50%.

Cabina di regia del Governo per il PNRR e delegazione UE in Italia

Cosa attende quindi il Governo Meloni?

Della volontà del Ministro per gli Affari Europei di attuare una cabina di regia con gli altri ministri abbiamo già parlato in introduzione. Il piano di Raffaele Fitto è confrontarsi con i colleghi almeno una volta a settimana e ricevere una fotografia precisa della situazione.

Nel frattempo, è attesa per dicembre una delegazione di tecnici della Commissione Europea. L'obiettivo è quello di valutare le proposte di integrazione al PNRR ventilate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Altrettanto importante sarà anche il rispetto delle scadenze per l'erogazione della terza rata, sul quale l'Unione Europea attende ancora notizie certe.

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