11 Maggio 2022 News Commenti

Riforma reclutamento docenti: l'ex Ministra Azzolina accusa Bianchi sui tagli all'organico docenti

Sembrano non fermarsi le polemiche sulla riforma del reclutamento docenti approvata in CdM e ora attesa in Parlamento per la conversione in legge. Da una parte, si sono già mossi i sindacati, con uno sciopero il 6 maggio e un altro atteso per il 30 maggio. Dall'altra parte, arrivano anche le bordate dell'ex Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, che si concentra nello specifico sui futuri tagli nella scuola.

Bianchi come Tremonti e Gelmini: le accuse dell'ex Ministra Azzolina

La frase incriminata di Patrizio Bianchi è quella che riguarda la questione del tasso di natalità, con la prospettiva di ridurre, nei prossimi anni, il numero delle classi "per aumentarne la qualità".
Azzolina si rivolge direttamente all'attuale Ministro:
"Caro Ministro, lei non deve diminuire il numero delle classi ma il numero di alunni per classe. Solo così potrà combattere la dispersione scolastica e garantire una didattica di maggior qualità."A margine di queste affermazioni, ci sono diversi elementi collegati fra loro. Nel 2020 Patrizio Bianchi, appena nominato leader della task force a supporto del Ministero per la pandemia, diceva di riaprire le scuole ma diminuendo il numero di studenti per classe.

Al contrario, oggi, si prospettano tagli di circa 10 mila insegnanti a partire dal 2026. La conseguenza è che il numero di alunni per classe non cambia, mentre diminuiscono i docenti.

Il rischio, come si può vedere, è che le parole di Bianchi sull'"aumentare la qualità" servano soltanto a giustificare i tagli all'organico nel prossimo futuro. Azzolina conclude associando le parole dell'attuale Ministro dell'Istruzione alla riforma Tremonti-Gelmini, una stagione che la scuola dovrebbe essersi lasciata alle spalle:
"Bianchi progetta nuovi tagli. Dopo le belle parole sull'importanza della scuola, dopo il dramma della pandemia, la soluzione è tagliare i docenti e il numero delle classi? Ma veramente?"

Minore natalità il vero problema dell'Italia: le parole del Ministro Bianchi

E proprio il Ministro Bianchi non ci sta, e anzi rivendica tutto quello che il Governo Draghi ha fatto per la scuola, dall'approvazione del PNRR alla riforma del reclutamento docenti.
Queste le sue parole:
"nonostante una caduta demografica notevole, che è il vero problema del Paese, tutte le risorse che da qui al 2026 sono legate alla minore natalità rimangono nella scuola: manteniamo il numero di insegnanti e la numerosità delle classi per introdurre anche una parte di attività di scienze motorie"Il quadro appare abbastanza delineato quindi, tranne per il dettaglio che il Ministro dell'Istruzione ha confermato l'assenza dei tagli, ma soltanto fino al 2026.

Non si accenna nulla ai posti che verranno persi da quell'anno in poi, né alla riduzione dei fondi per la carta annuale del docente. In entrambi i casi, i finanziamenti serviranno proprio per incentivare i docenti alla formazione continua prevista dalla nuova riforma.

La coperta è corta, e l'impressione è che Bianchi da una parte eviti il riferimento ai tagli del Governo, mentre dall'altra spera nella discussione in Parlamento per:

  • trovare risorse aggiuntive o alternative;
  • finanziare diversamente il nuovo reclutamento;
  • evitare i tagli alle cattedre e, se possibile, anche alla carta del docente.

Vedremo se davvero andrà così.

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