10 Maggio 2022 Docenti Commenti

Da oggi, 10 maggio, parte l'iter del provvedimento della riforma reclutamento. Continua la lotta dei sindacati

Il decreto legge n.36 del 30 aprile 2022, già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è passato in mano alle commissioni riunione Affari Costituzionali e Istruzione del Senato della Repubblica. Il percorso prenderà il via da domani, martedì 10 maggio, dalle ore 15:30 e dovrà essere convertito in legge entro il 29 giugno 2022.

Il calendario dei lavori della Commissione Istruzione e Bilancio è così organizzato:

  • 10 maggio: provvedimento incardinato alla Commissione Istruzione al Senato;
  • 11 maggio: termine segnalazione soggetti da sentire;
  • dal 17 al 19 maggio: audizioni, parte in presenza e parte con memoria scritta;
  • 24 maggio: inizio discussione generale;
  • 26 maggio: termine emendamenti;
  • 1 giugno: verifica ammissibilità emendamenti;
  • dal 7 al 17 giugno: esame/discussione emendamenti con voto finale in Commissione.

Successivamente, il provvedimento arriverà a Palazzo Madama e, infine, alla Camera dei Deputati per l'approvazione definitiva.

Il provvedimento deve essere approvato entro giugno 2022

L'impegno assunto fin dall'inizio è che la riforma che interessa la carriera di tutti gli insegnanti si concretizzi ed entri in vigori entro il 30 giugno 2022. Questa dichiarazione si può leggere all'interno del dossier che accompagna il testo del decreto n.36 e che spiega le motivazioni di tale fretta nel modificare il reclutamento dei docenti bypassando totalmente il confronto con i sindacati che, nelle ultime ore, hanno contattato continuamente il Ministero dell'Istruzione per chiedere consistenti modifiche del testo formativo.

In prima linea troviamo Francesco Sinopoli, segretario Flc Cgil, che ha subito trovato contrapposizione in Valentina Aprea, della Commissione Cultura alla Camera che, facendo riferimento al PNRR, sottolinea come sia più difficile poter rimettere tutto in discussione.

Inoltre, tutte le questioni legate alla formazione non inficiano direttamente sulla carriera del docente, ma la riforma in generale ha come obiettivo la realizzazione di un nuovo modello collegato, a sua volta, a un ripensamento della riforma iniziale con l'intento di migliorare la qualità del sistema educativo.

Come la riforma dovrebbe migliorare il sistema educativo

Fatte queste premesse, è naturale chiedersi in che modo la modifica del sistema di reclutamento possa migliorare il sistema educativo. Queste le idee del Governo:

  • prevedere requisiti più rigorosi per accedere all'insegnamento;
  • limitare la mobilità, diventata ultimamente eccessiva;
  • valorizzare la valutazione delle prestazioni e della professionalità degli insegnanti.

Questo percorso, sempre secondo il Governo, andrebbe a completare un progetto iniziato nel 2021 che ha portato all'introduzione di procedure semplificative del concorso insegnanti ma che, ad oggi, vengono costantemente contestate per via dei numerosi errori rilevati nella formulazione dei quiz a risposta multipla, oltre che all'estrema difficoltà degli stessi.

Quindi mentre da una parte il dossier parla di introdurre requisiti più rigorosi, i sindacati chiedono, al contrario, di semplificare l'accesso all'insegnamento. Secondo le maggiori sigle, infatti, le prove previste sono troppe e ridondanti, mentre basterebbe prevedere semplicemente un concorso con prova didattica di simulazione di una lezione per poi essere subito assunti, precisa sempre Sinopoli.

La battaglia è ancora aperta da parte dei sindacati, che minacciano uno sciopero generale se il Ministero non presterà loro le giuste attenzioni.

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