07 Luglio 2022 Normative Commenti

Alunni svantaggiati: come realizzare un PDP per favorirne l'inclusione

In presenza di studenti che presentano uno svantaggio linguistico, culturale e/o socioeconomico, si fa riferimento al protocollo "Inclusione degli alunni in situazioni di svantaggio", che racchiude al suo interno una serie di indicazioni da seguire per facilitarne l'inclusione. Nello specifico, fornisce le linee guida per la messa in pratica di attività mirate all'apprendimento e all'integrazione in classe, attenendosi alla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 "Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica".

In cosa consiste lo svantaggio scolastico

Lo svantaggio scolastico può essere suddiviso in 3 macroaree:

  • socioeconomico, cioè legato a una particolare condizione sociale;
  • culturale, cioè collegato a difficoltà di inserimento in un contesto culturale diverso dal proprio;
  • linguistico, cioè riferito alla non conoscenza della lingua italiana.

Questa suddivisione, in ogni caso, non è del tutto esaustiva, dato che ogni studente può manifestare diversi bisogni educativi speciali, che possono essere di natura fisica, biologica, fisiologica, psicologica o sociale.

Di conseguenza, i vari BES devono essere individuati per poter attivare percorsi individualizzati e personalizzati che prevedano anche il supporto di eventuali strumenti compensativi e misure dispensative da utilizzare per il tempo strettamente necessario. Ciò significa che, a meno che non si abbia a che fare con uno studente affetto da undisturbo specifico clinicamente diagnosticato, le misure dispensative saranno transitorie. Una volta completato il processo di inserimento e inclusione, quindi, verranno abbandonate per privilegiare strategie educative e didattiche personalizzate.

Per capire meglio questo modus operandi, può essere utile questa distinzione tra:

ordinarie difficoltà di apprendimento possono essere rilevate in periodi transitori e temporanei
gravi difficoltà di apprendimento sono più durature e presentano maggiore complessità
disturbi di apprendimento hanno origine neurobiologica e sono permanenti

Detto ciò, bisogna sottolineare che per affermare di trovarsi di fronte a un alunno con BES è necessaria una diagnosi clinica, che riconosca il disturbo con base neurologica e carattere permanente.

Il ruolo del consiglio di classe

In presenza di un alunno con difficoltà ma sprovvisto di specifica certificazione L. 104/92 o L.170/10, il consiglio di classe può deliberatamente e autonomamente decidere se avviare o meno un piano didattico personalizzato (PDP). E non solo: può anche decidere se prevedere il supporto di eventuali strumenti compensativi e/o misure dispensative.

Questo sottolinea il vero valore del PDP, che deve essere inteso come uno strumento in più, un plus ultra che possa aiutare al meglio l'alunno rispondendo a esigenze specifiche.

Successivamente,è sempre il consiglio di classe a valutare se e quali bisogni educativi speciali abbia l'alunno e, una volta rilevati, è necessario elaborare una dichiarazione scritta e motivata.

Per far sì che allo studente, poi, venga garantito un percorso di continuità, i consigli di classe del primo anno della scuola secondaria di II grado dovranno attenersi ai piani didattici personalizzati elaborati precedentemente dai docenti della scuola primaria.

Nel caso in cui i nuovi insegnanti non dovessero confermali, sarà necessario verbalizzare e motivare la scelta e inviare una copia al docente Funzione Strumentale incaricato di occuparsi dell'inclusione di alunni con BES.

In tutto questo, sono altre le figure coinvolte: la famiglia dell'alunno, uno specialista e i servizi sanitari personali, che possono richiedere la predisposizione di un PDP che, i ultimo, dovrà però sempre essere attivato dal consiglio di classe.

Come attivare la didattica personalizzata

Ogni istituto scolastico può fare riferimento alla Legge 170/2010 8 e al DM 5699/2011 per ricevere tutte le informazioni necessarie e le linee guida per l'attivazione di una didattica personalizzata completa di strumenti compensativi e misure dispensative.

Più precisamente, qualora il consiglio di classe decidesse di procedere in tal senso, può:

  • indicare la situazione dell'alunno e le strategie individuate per il suo percorso di inclusione all'interno del verbale della riunione di riferimento;
  • predisporre un PDP seguendo tempistiche ben precise.

Per essere più specifici sulle tempistiche, ecco una tabella che le riassume nel dettaglio:

Scadenza Azione da compiere
entro fine settembre o i primi di ottobre il coordinatore effettua un colloquio con la famiglia per raccogliere le informazioni necessarie
ottobre i docenti si accordano per predisporre il PDP, da condividere con alunno e famiglia
novembre i docenti effettuano la stesura finale e la sottoscrizione del PDP
entro la fine del primo trimestre/quadrimestre i PDP vengono depositati in segreteria
durante il corso dell'anno scolastico il consiglio di classe lavora con lo studente e somministra verifiche sulla base del PDP
dopo lo scrutinio finale il coordinatore verifica, insieme al consiglio di classe, l'efficacia del PDP

Alcune richieste possono pervenire, da parte di famiglie, servizi sociali o altri specialisti, ad anno inoltrato (e quindi oltre il 31 marzo). In questi casi, non c'è il tempo necessario per predisporre un PDP che segua le linee guida di default, di conseguenza si fa riferimento alle indicazioni riportate all'interno del verbale e, un suo estratto, viene depositato in segreteria e trasmesso al docente Funzione Strumentale.

Le fasi del percorso di inclusione

Una volta prevista una didattica personalizzata e predisposto un progetto specifico di integrazione e inclusione, è compito della scuola:

  • monitorare l'efficacia degli interventi e degli strumenti;
  • applicare in forma transitoria strumenti compensativi e misure dispensative, prediligendo in ogni caso strategie educative e didattiche personalizzate con forma continuativa;
  • tenere conto delle indicazioni in merito allo svolgimento delle verifiche e degli esami di Stato fornite dal Ministero.

A oggi, è bene sottolineare che non è previsto l'utilizzo di misure compensative e dispensative durante l'esame di maturità per gli alunni con BES sprovvisti di certificazione.

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