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Nuove polemiche sul tiro a segno nella scuola. Se l'opposizione critica il Governo e la destra fa quadrato, per il campione olimpico Campriani il tiro a segno sviluppa intelligenza emotiva it-IT Editoriale 2023-02-08T12:03:23+01:00
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Insegnare a sparare a scuola: il centrosinistra critica Fratelli d'Italia, ma per alcuni potrebbe essere una buona idea

Nuove polemiche sul tiro a segno nella scuola. Se l'opposizione critica il Governo e la destra fa quadrato, per il campione olimpico Campriani il tiro a segno sviluppa intelligenza emotiva

Redazione Universo Scuola
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Nel pieno delle polemiche sui PCTO nella base militare di Sigonella, il quotidiano La Stampa ha riportato le dichiarazioni di Giovanbattista Fazzolari sull'introduzione del tiro a segno nelle scuole.

In seguito, il senatore di Fratelli d'Italia ha smentito mentre il direttore della Stampa Massimo Giannini ha confermato tutto. Ciò, unito alla gravità della questione, è bastato ad alimentare un nuovo fiume di critiche verso la maggioranza di governo.

E non solo dalla politica.

La destra ama troppo le armi: l'accusa di M5S, Partito Democratico e Sinistra Italiana

Il primo partito ad accusare il Governo è il MoVimento 5 Stelle, con le parole dell'ex sottosegretaria all'istruzione Barbara Floridia.

Secondo la senatrice M5S, le dichiarazioni di Fazzolari vanno chiarite al più presto e smentite tanto da Valditara quanto dalla premier Meloni.

Non usa mezzi termini Irene Manzi, del Partito Democratico, che accusa:
"La passione della destra per le armi è incontenibile, ma almeno evitino di coinvolgere i ragazzi. Si occupassero di trovare risorse per l'istruzione invece di educare milioni di studenti a sparare."
Nelle sue parole, la deputata del PD non vuole mancare di rispetto alla disciplina sportiva del tiro a segno. Al contrario, punta il dito contro le proposte di un Governo che già ha una scrivania piena di problemi da risolvere. Sulla stessa linea anche Sinistra Italiana. Il segretario Nicola Fratoianni traccia infatti un collegamento diretto fra l'alternanza scuola lavoro nelle basi militari e le parole di Fazzolari sull'introduzione del tiro a segno a scuola. Per Fratoianni, si tratta di una vera e propria
"propaganda bellicista che non ha ragion d'essere nel nostro Paese, segnato dalla strage infinita dei femminicidi e dalle stragi insensate che si susseguono periodicamente."
Il vero problema, per Sinistra Italiana, è che da un lato circolano troppe armi mentre, dall'altro, sanità e istruzione affondano.

Fratelli d'Italia difende Fazzolari, ma Salvini frena: lasciar perdere il tiro a segno a scuola

Forse non informato della replica di Giannini a Fazzolari, il Ministro dell'Istruzione e del Merito Valditara non ha neanche voluto commentare quelle che definisce "notizie infondate". Non è così per i suoi compagni di Governo.

Ester Mieli, senatrice di Fratelli d'Italia, accusa direttamente la sinistra di aver fabbricato fake news dal nulla, senza alcun contenuto politico. E il collega deputato Paola Frassinetti ribadisce lo stesso punto, condito dal rammarico per le modalità con cui la sinistra avrebbe diffuso notizie false. Peraltro, dimenticando che La Stampa è il quotidiano di riferimento dei moderati. Quale che sia la verità, la difesa a oltranza di Fratelli d'Italia non stupisce più di tanto e si inserisce nel normale botta e risposta politico.

A stupire è invece la (non) presa di posizione di Matteo Salvini a favore della sua maggioranza. Secondo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti:
"Con tutto l'amore e il sostegno al tiro sportivo, ai poligoni e per chi ha passione, lascerei perdere l'educazione al tiro, porterei nelle scuole l'educazione stradale."

A scuola già dilagano violenza ed esasperazione: le parole dello psichiatra Paolo Crepet

Le critiche alla proposta di insegnare a sparare nelle scuole non sono arrivate solo dalla politica, dicevamo. A intervenire è stato infatti anche lo psichiatra Paolo Crepet, che afferma:
"Trovo quest'idea molto preoccupante. La conferma che non si è consapevoli di ciò che accade nelle scuole, dove esasperazione e violenza sono dilaganti. Anche se il tiro a segno è una disciplina olimpica, non è questo il punto della discussione."
Nella ricostruzione dello psichiatra, la questione non riguarda tanto l'insegnamento del tiro a segno negli istituti scolastici, quanto la mancata consapevolezza del ruolo dell'istruzione. Soprattutto in un contesto in cui la violenza già è presente.

Per Crepet, introdurre il tiro a segno vorrebbe dire incoraggiare l'uso della pistola già a partire dalla scuola, quando sono altre le materie importanti da insegnare.

Il tiro a segno è anche crescita mentale: la posizione del campione olimpico Campriani

Diverso è invece il punto di vista di Niccolò Campriani, campione olimpico di tiro a segno, che parla della questione da un'altra prospettiva. In una lettera al quotidiano La Repubblica, infatti, Campriani ragiona sul grado di superficialità del dibattito politico, che in automatico associa al tiro a segno a scuola l'idea della violenza. Per il campione olimpico, con le polemiche sul tiro a segno
"si rischia di equiparare, agli occhi dei ragazzi, il tiro sportivo olimpico - com'è ad esempio quello con le pistole e la carabina ad aria compressa - con i fucili d'assalto stile Rambo che vediamo purtroppo nei mass shooting negli Stati Uniti. Mescolare le due cose non permette di fare un dibattito sensato."Nelle sue parole, si rischia di dimenticare tutta la dimensione meditativa e di crescita mentale che si accompagna a una disciplina sportiva come il tiro a segno. Inoltre, i due concetti di sport e scuola non possono che essere legati e procedere insieme nella formazione dei ragazzi.

Campriani conclude sostenendo che il dibattito sulla proposta di Fazzolari si è incentrato da subito sulle armi. Ma, continua,
È sbagliata la prospettiva: bisognava partire dall'importanza di integrare il curriculum scolastico con attività che sviluppano intelligenza emotiva, e il tiro sportivo, così come tante altre attività, può farlo.Parlare di armi finisce per rimandare la questione, molto più importante, su come combinare il percorso accademico e l'attività sportiva.

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