05 Aprile 2023 News Commenti

Rotazione dei Dirigenti Scolastici: i rischi di corruzione, fra le raccomandazioni ANAC e l'esempio del Friuli Venezia Giulia

Da diverse settimane si è tornato a parlare della rotazione dei Dirigenti Scolastici, soprattutto per la posizione favorevole di ANAC e Corte dei Conti.

La questione, che trova un riferimento nella Legge n. 190/2012, ha incontrato il parere contrario del Ministro Valditara, con un dibattito concentrato più sulle modalità della rotazione. Facciamo il punto della situazione, soprattutto in merito a:

  • proposte dell'ANAC;
  • esempio del Friuli Venezia Giulia;
  • rischio di contenziosi;
  • esempi di rischio corruzione.

Serve una rotazione ordinaria e periodica dei Dirigenti Scolastici: la posizione dell'ANAC

Sebbene le istituzioni scolastiche siano considerate a rischio corruttivo ridotto, l'ANAC raccomanda una graduale rotazione dei Dirigenti Scolastici.

Per l'Autorità Nazionale Anti Corruzione, infatti, si tratta di un fondamentale strumento di prevenzione che ha il compito di evitare collusioni, incrostazioni o pressioni esterne. Una rotazione dei Dirigenti Scolastici deve pertanto avvenire:

  • a seguito di una programmazione adeguata da parte degli uffici scolastici territorialmente competenti;
  • attraverso la definizione di una procedura di rotazione su base ordinaria e periodica;
  • mediante il coinvolgimento preventivo dei sindacati di categoria.

Da questo punto di vista, l'ANAC ha anche consigliato di adottare alcuni criteri. Per esempio, la pubblicazione preventiva delle sedi sottoposte a rotazione, ma anche l'acquisizione di candidature da parte dei dirigenti. A questa base, si potrebbe promuovere anche una rotazione verso l'alto, con l'accesso a fasce superiori e l'acquisizione di nuove competenze. Rimane invariato il raggio dell'ambito territoriale dei trasferimenti, che è di 50 chilometri rispetto alla sede di provenienza.

Rotazione ogni 9 anni e incarico rinnovabile per tre volte: il modello del Friuli Venezia Giulia

Nei riguardi della rotazione dei Dirigenti Scolastici, una soluzione potrebbe essere rappresentata dal modello Friuli Venezia Giulia. Nel Piano triennale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza, o PTPCT, per il triennio 2023-2025, si considera innanzitutto la suddivisione del percorso formativo:

  • nel primo ciclo, che dura 8-10 anni;
  • nel secondo ciclo, della durata di 5 anni.

Nel documento, si parte quindi dall'esempio di un istituto comprensivo che, volendo comprendere anche la scuola dell'infanzia, per il primo ciclo copre un arco temporale formativo di 11 anni. Come si legge:
"Per poter programmare, monitorare e verificare l'efficacia dei propri interventi in campo educativo e formativo è quindi necessario un termine medio-lungo, così come per costruire e consolidare una rete virtuosa di collaborazione col territorio [...]. Accertata la necessità dell'introduzione della misura della rotazione dei Dirigenti scolastici, si prevede quindi che la stessa dovrà avvenire ogni nove anni" Nove anni vengono ritenuti congrui, dalla giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, per permettere al DS di svolgere al meglio le sue funzioni. Dal momento che l'incarico dura tre anni, la giunta prevede che esso possa essere rinnovato per un massimo di tre volte.

Rotazione dei Dirigenti: il rischio di contenziosi e la poca chiarezza normativa

La rotazione dei Dirigenti Scolastici, benché consigliata da ANAC e Corte dei Conti ma applicata in ordine sparso da alcuni USR, potrebbe essere soggetta a contenziosi.

Nel settembre 2022 è stata depositata una sentenza del Tribunale di Lecce sul caso di una Dirigente alla quale, dopo 12 anni, non era stato rinnovato l'incarico dall'Ufficio Scolastico Regionale nella sede che aveva occupato. La motivazione era stata rintracciata in "specifiche esigenze in termini di finalità preventive della corruzione".

Secondo i giudici, che hanno accolto il ricorso della Dirigente, tale motivazione non era però riscontrabile nel mancato rinnovo dell'USR. Infatti, la legge del 2012 prescrive la rotazione negli ambiti in cui è più elevato il rischio che si commettano reati di corruzione. Allo stesso tempo, la stessa ANAC definiva la scuola come istituzione a basso rischio corruttivo.

Il paradosso deriva non solo dal contrasto fra queste due direttive, ma anche da un'ulteriore elemento. Dopo aver considerato la delibera dell'ANAC e la legge del 2012, bisogna anche ricordare che il Dirigente Scolastico è l'unica figura dirigenziale delle istituzioni scolastiche. Pertanto, è responsabile di attività che potrebbero portare a fenomeni corruttivi o che, comunque, sono a rischio corruzione.

Come si può immaginare, non è ancora stata trovata una soluzione univoca. Alcuni USR già procedono al non rinnovo degli incarichi nella sede precedente, mentre il Friuli Venezia Giulia ha optato per una risposta generalizzata, ma di compromesso.

Casi a rischio di corruzione del Dirigente Scolastico, per l'ANAC

La delibera n. 430/2016 dell'ANAC chiarisce quali possano essere i casi a rischio di corruzione riscontrabili all'interno del contesto scolastico. Nello specifico:

  • comunicare informazioni non corrette mediante il sistema informativo, in modo da favorire il reclutamento di particolari docenti o dipendenti ATA;
  • favorire il posizionamento nella graduatoria interna di istituto di particolari docenti o dipendenti ATA;
  • favorire particolari case editrici o editori;
  • impiegare irregolarità nella valutazione dell'apprendimento e del comportamento degli studenti con la finalità di avvantaggiare o penalizzare particolari studenti.

Proprio per questa ragione, sostiene l'ANAC, è necessario che si raggiunga uno stato di uniformità della rotazione dei Dirigenti Scolastici, su base nazionale e su decisione ministeriale.

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