06 Novembre 2019 Docenti Commenti

Cellulare a scuola: normativa attuale per studenti e docenti. I pro e i contro

Il tema riguardante l'utilizzo del cellulare a scuola è stato per molti anni al centro del dibattito pubblico italiano e, ancora oggi, sembra essere lontano dal trovare una soluzione definitiva. Nel corso degli anni la normativa in materia è stata più volte modificata dai diversi governi e ancora oggi, nel 2019, la materia è oggetto di continue riflessioni politiche. Parallelamente si discute sui pro e i contro nell'uso degli strumenti tecnologici all'interno delle scuole, alla luce delle conseguenze che quest'ultimi possono generare nella salute del nostro organismo, oltre alle ricadute che inevitabilmente si hanno in tema di privacy.

Cellulare a scuola: normativa

Storicamente il divieto dei cellulari nella scuola fu introdotto da una circolare ministeriale dell'allora ministro Fioroni (D.M. 15 marzo 2007), con la quale si vietava l'impiego dei cellulari durante lo svolgimento delle attività scolastiche sia agli studenti che ai docenti pena la possibilità di sanzioni disciplinari nel caso di violazione.

Successivamente, nel 2017 il ministro dell'istruzione Fedeli introdusse alcune deroghe al divieto imposto dalla precedente circolare e a tal proposito pubblicò un decalogo contenente dieci punti per l'uso dei dispositivi mobili a scuola. Tali punti mirano a sostenere un "approccio consapevole" alle tecnologie digitali attraverso un uso "competente" e "responsabile" dei vari dispositivi messi a disposizione.

Il testo, tuttavia, non permette un esercizio incontrollato di questi strumenti, ma prevede la possibilità che ogni istituto adotti un regolamento autonomo per l'utilizzo dei dispositivi mobili al fine di semplificare l'adattamento di ogni scuola primaria, secondaria o universitaria all'impiego delle tecnologie all'interno delle attività didattiche giornaliere.

Infine, il tema dei cellulari a scuola è tornato in voga nella precedente legislatura sotto il governo Conte attraverso due disegni di legge di Lega e Forza Italia con primi firmatari rispettivamente il deputato Massimiliano Capitanio e la deputata Mariastella Gelmini. Le due proposte, contenute all'interno del pacchetto relativo all'introduzione dell'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole, miravano a vietare nuovamente l'uso dei cellulari a scuola salvo casi particolari espressamente previsti. Proposte che però sono state frenate e infine bloccate dall'ex ministro Bussetti, favorevole all'impiego didattico dei cellulari all'interno dei programmi scolastici.

I docenti possono utilizzare il cellulare?

Con riferimento al corpo docenti, la normativa attuale vieta l'utilizzo dei cellulari a quest'ultimi durante le attività di insegnamento. Il D. M. 15 Marzo 2017 prevede infatti che:

"Il divieto di utilizzare telefoni cellulari durante lo svolgimento di attività di insegnamento - apprendimento (...) opera anche nei confronti del personale docente, in considerazione dei doveri derivanti dal CCNL vigente e dalla necessità di assicurare all'interno della comunità scolastica le migliori condizioni per uno svolgimento sereno ed efficace delle attività didattiche, unitamente all'esigenza educativa di offrire ai discenti un modello di riferimento esemplare da parte degli adulti".

Una conferma arriva anche dalla giurisprudenza che si è espressa attraverso numerose sentenze che di fatto hanno sancito il divieto assoluto per i docenti di utilizzare il cellulare durante l'orario delle lezioni. In particolare, risulta esemplificativo il caso un'insegnante che aveva fatto ricorso al giudice a seguito di un provvedimento disciplinare ricevuto per aver risposto ad una chiamata durante l'orario di lezione.
La Corte d'Appello di Milano, con sentenza del 3 aprile 2019, ha ribadito che l'utilizzo del cellulare è vietato durante lo svolgimento delle lezioni scolastiche anche per il personale docente. I giudici hanno sottolineato che la condotta dell'insegnante si configura anche "come palese violazione delle norme interne delle Istituzioni Scolastiche e rappresenta condotta non consona alla funzione educativa del personale docente come delineata dalla Contrattazione Collettiva di settore".
Per l'insegnante, dunque, si è provveduto alla sanzione disciplinare della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.

Cellulari in classe: pro e contro

L'apporto dei dispositivi mobili e, più in generale, degli strumenti digitali all'interno degli insegnamenti scolastici è un argomento da tempo motivo di dibattito e di scontro. Ai sostenitori, che ritengono l'uso degli smartphone un'opportunità per migliorare l'apprendimento all'interno di una cornice scolastica vecchia e poco incline alla tecnologia si aggiungono gli oppositori, fedeli ad un sistema scolastico tradizionale che ritengono un modello "sicuro" da custodire gelosamente. Non mancano tuttavia posizioni più ibride, affezionate ad un modello classico di istruzione scolastica ma aperte e disponibili all'uso delle tecnologie in classe, cellulari compresi, solo se quest'ultime possono accrescere la formazione degli studenti.

Certamente, è ormai pacifico ritenere che la presenza dei dispositivi mobili nelle scuole può migliorare la formazione e la didattica degli studenti. Tuttavia, gli effetti derivanti da una cattiva gestione possono agire negativamente sulle loro carriere scolastiche. Sono ormai frequenti notizie di cronaca che riportano episodi di diffusione di foto e video sensibili all'interno dei luoghi scolastici che compromettono il diritto alla privacy. A ciò si unisce la continua ricerca scientifica che studia gli effetti negativi sull'organismo delle onde elettromagnetiche provocate dai cellulari. Si pone dunque la domanda, soprattutto nelle famiglie, se sia giusto utilizzare i cellulari nelle scuole. La risposta sarà probabilmente sì, ma occorre che vi sia una regolamentazione che ne limiti l'utilizzo nel tempo e specificamente alle sole attività didattiche che possono migliorare l'apprendimento dello studente, ovvero che si faccia di tutto per evitare l'uso improprio di tali dispositivi.

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