31 Dicembre 2019 Docenti Commenti

Mobilità docenti, come funziona? Requisiti, Vincoli, Fasi, Preferenze, Precedenze,Titoli, Punteggio

La nuova Ordinanza Ministeriale n. 182 ha avviato la mobilità 2020/2021 per il personale docente, educativo e ATA. Tutte le norme che regolano la mobilità sono previste dal CCNI mobilità 2019/2022, il quale disciplina le procedure di mobilità per l'anno scolastico 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022. In questo articolo vi daremo tutte le informazioni utili che riguardano la mobilità dei docenti al fine di comprendere meglio come funziona.

mOBILITà docenti: requisiti

Tutte le disposizioni relative alla mobilità si applicano ai docenti della scuola infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado titolari di un contratto di lavoro a tempo intederminato. Il personale docente può presentare, anche contemporaneamente, domanda di mobilità territoriale e domanda di mobilità professionale.

Per la mobilità professionale, che ricordiamo si suddivide in passaggio di ruolo e passaggio di cattedra, i docenti devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • possesso della specifica abilitazione;
  • superamento dell' anno di prova.

Per la mobilità territoriale non esistono requisiti specifici poiché si terrà conto dei posti disponibili e del punteggio ottenuto dopo aver presentato domanda.

VINCOLO di permanenza: PER CHI SCATTA?

Per quanto riguarda i docenti, tuttavia, occorre valutare gli eventuali vincoli di permanenza che possono sorgere in determinati casi che non permettono di presentare domanda di mobilità. Vediamo, con riferimento l'art. 1 dell'Ordinanza Ministeriale chi non può fare domanda:

  • Non può presentare domanda per il triennio successivo il docente che a seguito di domanda volontaria (territoriale e/o professionale) ha richiesto una preferenza puntuale di scuola e l'ha ottenuta nei movimenti 2019/2020.
  • Non può presentare domanda per il triennio successivo il docente che a seguito di domanda volontaria (territoriale e/o professionale) ha richiesto, nel corso della I fase, una preferenza con codice di distretto sub-comunale ed ha ottenuto il movimento nel 2019/2020 su una scuola ivi compresa;
  • Non può presentare domanda per il triennio successivo all'interno dello stesso comune il docente che a seguito di domanda volontaria ha richiesto, nel corso della II fase, il trasferimento da posto comune a sostegno e viceversa ed ha ottenuto il movimento nel 2019/2020;
  • Non può presentare domanda per il triennio successivo all'interno dello stesso comune il docente che a seguito di domanda volontaria ha richiesto, nel corso della III fase, la mobilità professionale ed ha ottenuto il movimento nel 2019/2020;
  • Non può presentare domanda per i quattro anni successivi (vincolo di permanenza quinquennale sulla istituzione scolastica) il docente DDG 85/2018 individuato con DM 631/18 immesso in ruolo in data 1.09.2019;
  • Non può presentare domanda il docente DDG 85/18 individuato per il 3° anno FIT nell'a.s. 2018/2019 che ha prorogato il periodo di prova ovvero in caso di valutazione negativa dello stesso.

Tali vincoli non si applicano in caso di soprannumero o esubero. In questi ipotesi, il docente è chiamato a presentare domanda di trasferimento, in assenza della quale il movimento è disposto d'ufficio. Anche i docenti già titolari di contratto FIT nell'a.s. 2018/2019 e confermati in ruolo nell'a.s. 2019/2020 ad esito positivo del percorso di formazione e prova, possono presentare domanda di mobilità territoriale.

Deroghe al vincolo di permanenza

Sono previste alcune deroghe ai vincoli di permanenza suddetti. Vediamo quali sono:

  • Non si applica il vincolo di permanenza triennale (CCNI 2019/22 art.2 comma 2) ai docenti trasferiti d'ufficio o a domanda condizionata, né ai beneficiari di precedenze (art. 13 del CCNI) se la scuola ottenuta come preferenza puntuale è situata in altro comune o distretto sub comunale rispetto a quello indicato per la precedenza;
  • Sono esclusi dal vincolo di permanenza quinquennale (DDG.85/2018 immessi in ruolo a.s. 2019/20 compresi coloro che sono stati individuati con DM 631/18) i docenti che beneficiano di applicazione della L.104/92 art.33 comma 5 (diritto di scelta della sede per assistenza al disabile grave) o comma 6 (diritto di scelta della sede da parte del lavoratore disabile in situazione di gravità) purché i fatti siano sopravvenuti successivamente al termine di presentazione della domanda di partecipazione al concorso (26 marzo 2018).

fASI DELLA MOBILITà

La mobilità è suddivisa in tre distinte fasi:

  1. Fase comunale: trasferimenti tra scuole dello stesso comune di titolarità;
  2. Fase provinciale: trasferimenti tra scuole di comuni diversi della stessa provincia. In questa fase sono compresi i trasferimenti da posto comune a sostegno e viceversa anche nello stesso comune;
  3. Fase interprovinciale e mobilità professionale: trasferimenti e passaggi di cattedra e di ruolo in scuole di una provincia diversa rispetto a quella di titolarità. Passaggi di cattedra e di ruolo nella provincia di titolarità.

I movimenti, cioè i trasferimenti e i passaggi, sono disposti secondo l'ordine delle fasi con la prevalenza della mobilità provinciale su quella interprovinciale. In ogni provincia, sono disposti prima i trasferimenti rispetto ai passaggi di cattedra e ai passaggi di ruolo.

PREFERENZE ESPRIMIBILI

Tutti i docenti potranno esprimere fino ad un massimo di 15 preferenze sia per i trasferimenti che per la mobilità professionale. Si potranno esprimere preferenze di:

  • scuola
    chiamata anche preferenza analitica, specifica o puntuale;
  • comune, distretto, provincia (anche per più province)
    Queste 3 tipologie sono chiamate preferenze sintetiche.

Per quanto riguarda i trasferimenti e i passaggi non sono valide le preferenze coincidenti o comprensive della scuola di titolarità del docente al momento della presentazione della domanda. In pratica non si può indicare la propria scuola di titolarità nelle preferenza analitica e nelle preferenze sintetiche.

Scuola di titolarità

Ricordiamo che dal 1° settembre 2019 la titolarità dei docenti sarà solo su scuola. Infatti, con il nuovo CCNI 2019/2022 viene abolita la titolarità su ambito territoriale a partire dall'a.s. 2019/2020 comportando anche l'eliminazione della chiamata diretta da parte del dirigente scolastico. Per tutti i docenti con incarico triennale provenienti da ambito territoriale o in servizio con assegnazione provvisoria o utilizzazione, la scuola di titolarità diventa quella in cui è stato stipulato l'incarico triennale.

PRECEDENZE

Nelle operazioni di mobilità si applica il sisteme delle precedenze. L'art. 13 del CCNI 2019/2022 elenca le diversa tipologie di precedenze molte delle quali fanno riferimento alla nota Legge 104 del 1992. Vediamo in sintesi quali categorie di precedenze sono previste:

  • Disabilità e gravi motivi di salute: personale scolastico non vedente o emodializzato;
  • Personale trasferito d'ufficio negli ultimi otto anni richiedente il rientro nella scuola o istituto o comune di precedente titolarità;
  • Personale con disabilità e personale che ha bisogno di particolari cure continuative;
  • Assistenza al coniuge o al figlio con disabilità; Assistenza da parte del figlio referente unico al genitore con disabilità; Assistenza da parte di chi esercita la tutela legale.
  • Personale coniuge di militare o di categoria equiparata
  • Personale che ricopre cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali
  • Personale che riprende servizio al termine dell'aspettativa sindacale di cui al c.c.n.q. sottoscritto il 7/8/1998

Dunque nel caso in cui il personale si trovi in una delle suddette categorie avrà diritto alla precedenza. Il sistema delle precedenze si applica solamente nei casi di mobilità territoriale, fatta eccezione per la prima categoria (disabilità e gravi motivi di salute), che vale anche per la mobilità professionale.

posti DISPONIBILI

I posti disponibili per le operazioni di mobilità territoriale e per quelle di mobilità professionale sono determinati in base agli effettivi posti vacanti comunicati dagli usr all'inizio dell'anno scolastico a seguito di variazioni di stato giuridico del personale ovvero dimissioni, collocamento a riposo, decadenza, etc.

vALUTAZIONE TITOLI E PUNTEGGIO

Il punteggio spettante per la mobilità viene valutato sulla base degli elementi indicati nell'allegato 2 del CCNI, dove sono inserite le Tabelle di valutazione dei titoli che si suddividono in:

  • Tabella A per la mobilità territoriale suddivisa in 3 sezioni: anzianità di servizio, esigenze di famiglia, titoli generali posseduti;
  • Tabella B per la mobiltà professionale suddivisa in 2 sezioni: anzianità di servizio e titoli generali posseduti.

Nello specifico, nella sezione anzianità di servizio vengono valutati gli anni di servizio prestati sia in ruolo che in preruolo. Nella sezione dedicata alle esigenze di famiglia sono prese in considerazione diverse titpologie di titoli:

  • ricongiungimento al coniuge;
  • figli a carico;
  • figli che richiedono assistenza.

Infine, nella sezione dedicata ai titoli generali posseduti saranno oggetto di valutazione:

  • superamento di un concorso pubblico ordinario per l'accesso al ruolo di appartenenza;
  • diploma di specializzazione conseguito in corsi post-laurea;
  • laurea conseguita oltre al titolo di studio necessario per l'accesso al ruolo di appartenenza.

In ogni caso, sia per la mobilità territoriale che per quella professionale, nella valutazione dei titoli vengono considerati quelli posseduti entro il termine per la presentazione delle domande di mobilità.
VEDI ANCHE: Mobilità docenti: nuovo vincolo quinquennale per i neoassunti a partire dall' a.s. 2020/2021

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