30 Marzo 2022 Docenti Commenti

Polemiche dopo le dichiarazioni di Bianchi sul concorso ordinario docenti. Le reazioni della politica

Non si fermano le polemiche sul concorso ordinario docenti per la scuola secondaria. Le recenti dichiarazioni del ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi hanno ulteriormente acceso il dibattito politico.

Il ministro ha infatti definito le modalità del concorso attualmente ancora in fasi di svolgimento come un qualcosa di ereditato dal passato; la frase, che è stata percepita come una mancata assunzione di responsabilità, è stata subito contestata da alcuni esponenti politici.

Il Movimento 5 stelle non ci sta. I quiz li ha voluti Bianchi

Voci di dissenso arrivano dai deputati pentastellati presenti in commissione Cultura. Secondo loro infatti, le modalità di selezione sono state avallate dal dicastero dell'Istruzione attualmente in carica, con il decreto n.73 datato 25 maggio 2021.

Viene ricordato anche come l'ex ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina avesse bandito i concorsi con un'articolazione che avrebbe previsto tre o quattro prove:

  • Una eventuale prova selettiva, in caso di eccesso di candidature rispetto ai posti messi a bando;
  • Due prove scritte, con domande a risposta aperta;
  • Una prova orale.

Secondo i deputati, questa modalità sarebbe stata più valida e inoltre la decentralizzazione delle sedi delle prove avrebbe garantito comunque tutte le norme di sicurezza legate alla situazione pandemica (decisamente più critica 2 anni fa).

Il M5S rivendica inoltre il merito dello svolgimento dei concorsi, in quanto proprio grazie al loro operato i concorsi vennero banditi.

In definitiva, al ministro Bianchi viene rimproverata una constatazione che non avrebbe riscontro nella realtà e una certa immobilità di fronte alla questione. La speranza del M5S è dunque che una volta archiviato questo concorso, dall'esito evidentemente problematico, il ministro voglia ritornare alla modalità concorsuale prevista (e anche bandita) durante il governo Conte II.

Concorso fallimentare, 90% di bocciati. La dura critica di Fratelli d'Italia

Anche dall'opposizione arriva una netta stroncatura del concorso così per come sta venendo svolto. La deputata Ella Bucalo di Fratelli d'Italia mette in primo piano l'eclatante dato riguardante i candidati che non hanno superato la prova. Il tasso di bocciatura del 90% è infatti da interpretare come la prova incontrovertibile di un fallimento totale.

Bucalo critica non solo la modalità, ma anche la qualità dei quesiti, giudicati incomprensibili e con alternative di risposta pensate per indurre all'errore. Una inadeguatezza metodologica che rende impossibile la corretta valutazione degli aspiranti insegnanti.

Secondo FdI bisogna ripensare il sistema di reclutamento per dare maggiore dignità ai futuri professionisti della scuola, sia per favorire il miglioramento del sistema scolastico italiano.

Tra le proposte il doppio canale per salvaguardare i precari con 36 mesi di servizio e modalità concorsuali che riducano al minimo l'impatto della fortuna sull'esito della prova.

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