17 Febbraio 2021 Normative Commenti

Profilo di funzionamento: cos’è, cosa contiene, chi lo redige

La nuova normativa in materia di inclusione degli alunni con certificazione di disabilità si è evoluta negli ultimi anni, dando vita ad una vera e propria riforma del sostegno all'interno delle scuole, all'insegna di un maggiore dialogo e di una collaborazione più attiva tra famiglia, scuola e associazioni di riferimento. Tra le innovazioni figura l'obbligo di redazione di un nuovo documento, ovvero il Profilo di funzionamento. In questo articolo risponderemo alle principali domande sul documento spiegando cos'è, a cosa serve, chi lo redige e cosa contiene, in riferimento a quanto stabilito dalla normativa.

profilo di funzionamento: che cos'è?

Il Profilo di Funzionamento, il cui acronimo è PF, è un elemento introdotto dal decreto di revisione del Decreto Legislativo n°66 del 2017 e, come anticipato, è un documento fondamentale nel settore del sostegno e dell'inclusione degli alunni disabili. Nello specifico è un documento redatto successivamente all'accertamento della condizione di disabilità dello studente secondo i criteri di Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute o ICF. Dalla sua redazione dipende la predisposizione del PEI o Piano Educativo Individualizzato.

profilo di funzionamento: a cosa serve?

Lo scopo primario del PF è quello di sostituire la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale o PDF, assorbendone le funzioni. Nello specifico, il profilo di funzionamento serve a:

  • Rendere possibile la redazione del Piano Educativo Individualizzato e del Progetto Individuale;
  • Promuovere la collaborazione tra i genitori dell'alunno e la scuola;
  • Descrivere lo stato e l'evoluzione delle condizioni di funzionamento della persona in ogni grado di istruzione.

Quando entra in vigore il profilo di funzionamento?

Il profilo di funzionamento nasce con il D.lgs 66/2017, ma entra in vigore sostituendo effettivamente la diagnosi funzionale e il profilo dinamico a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Chi redige il profilo di funzionamento?

Il PF va redatto a seguito della presentazione della certificazione di disabilità da parte dei genitori, a doverlo compilare è l'unità di valutazione multidisciplinare che si compone di:

  • medico specialista o esperto della condizione di salute dell'alunno;
  • neuropsichiatra infantile specializzato;
  • terapista della riabilitazione;
  • assistente sociale o rappresentante dell'Ente locale di competenza;
  • rappresentante dell'amministrazione scolastica (preferibilmente docente nella scuola dell'alunno);
  • genitori dell'alunno disabile.

Cosa contiene il profilo di funzionamento?

Il profilo di funzionamento contiene tutti gli elementi che concorrono alla realizzazione dell'incluisione e dell'integrazione dell'alunno, ovvero:

  • L'indicazione delle "condizioni di funzionamento" dell'alunno disabile;
  • L'indicazione delle competenze professionali necessarie;
  • L'elenco delle misure inclusive personalizzate da mettere in atto;
  • Le risorse strutturali raccomandate.

profilo di funzionamento: ogni quanto l'aggiornamento?

Si tratta di un documento dinamico che cresce insieme all'alunno a cui fa riferimento, di conseguenza è necessario che esso venga aggiornato tempestivamente in occasione di:

  • passaggio al grado di istruzione successivo (a partire dalla scuola dell'infanzia);
  • sopraggiungere di nuove condizioni di funzionamento dell'alunno.

Profilo di funzionamento: Normativa di riferimento

Di seguito, forniamo un elenco di tutti i riferimenti che compongono il quadro normativo in vigore e che regolano il profilo di funzionamento:

  1. Legge 30 dicembre 2018 n.145;
  2. D.lgs 13 aprile 2017 n.66;
  3. D.lgs 13 aprile 2017 n. 62;
  4. Legge 13 luglio 2015 n.107;
  5. Nota del 4 agosto 2009 n. 4274;
  6. DPR 24 febbraio 1994;
  7. Legge 5 febbraio 1992 n. 104.

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