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Dopo gli scioperi dei giorni scorsi, gli studenti raccontano qual è la loro idea di scuola in una serie di lettere il cui destinatario è il Ministro Bianchi, per il quale però i problemi non sono questi. it-IT Editoriale 2022-02-10T09:19:56+01:00
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Ritorno alla normalità e benessere psicologico: gli studenti raccontano la loro idea di scuola

Dopo gli scioperi dei giorni scorsi, gli studenti raccontano qual è la loro idea di scuola in una serie di lettere il cui destinatario è il Ministro Bianchi, per il quale però i problemi non sono questi.

Redazione Universo Scuola
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Le proteste degli studenti avvenute nelle ultime settimane hanno toccato diversi temi. In particolare:

Alla base, però, c'è la completa disattenzione delle istituzioni verso la scuola pubblica e i percorsi educativi degli studenti.

A questo proposito, il quotidiano la Repubblica ha raccolto le lettere di alcuni ragazzi che hanno l'obiettivo di raccontare la loro idea di scuola.

Il destinatario di queste lettere è il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, che proprio sul quotidiano aveva scritto agli studenti.

Formazione professionale e ritorno all'esame tradizionale: le ricette di Patrizio Bianchi

Nei mesi scorsi abbiamo spesso descritto il rapporto del Ministro Bianchi con la scuola, fatto di proclami e belle parole ma spesso seguito da pochi fatti concreti.

Nel parlare della sua idea di scuola, infatti, Patrizio Bianchi ha spesso riconosciuto gli sforzi del Governo per:

  • dare più risorse grazie al PNRR;
  • permettere la didattica in presenza, anche con scelte controverse;
  • bandire nuovi concorsi per il personale scolastico.

Tuttavia, dalle argomentazioni del Ministro prevale una visione secondo cui tutto è positivo e i problemi della scuola vengono da fuori. Ne è un esempio la sua lettera agli studenti pubblicata su Repubblica e che ha per argomento tutte le questioni di cui abbiamo parlato negli ultimi giorni.

Si parte dall'alternanza scuola-lavoro che dal 2018 è diventata PCTO, ovvero Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento. Laddove alcuni potrebbero vedere soltanto un cambio di nome, per il Ministro la nuova definizione serve a comunicare che le esperienze lavorative in azienda sono parte integrante del percorso educativo degli studenti. Non si tratterebbe quindi di un'alternanza fra scuola e lavoro ma di una più nobile formazione professionale.

Allo stesso tempo, Patrizio Bianchi si rivolge agli studenti lodando il ritorno a un esame di stato quasi "normale". Le due prove scritte - una di italiano e una di indirizzo, formulata dagli stessi docenti del consiglio di classe - servono per tornare alla normalità.

In ultima analisi, l'impressione è che l'idea che il Ministro ha della scuola sia diversa da come questa viene vissuta giorno dopo giorno, dall'inizio della pandemia in poi.

Una nuova idea di scuola, quella degli studenti che la vivono

A riportare le istituzioni sulla terra ci provano le lettere che gli studenti hanno inviato a Repubblica, dove non raccontano soltanto un'idea di scuola diversa da quella di Bianchi. In aggiunta, fanno anche un'analisi di quelli che sono stati gli ultimi due anni fra DaD, DDI, contagi, esami, problemi di salute psicologica.

Il ministro vuole esami "normali" in una normalità che non c'è

Si legge in una delle lettere al Ministro:
"Siamo stati strappati violentemente dalla normale didattica e catapultati in un mondo filtrato da uno schermo. La decisione di riproiettarci in una maturità "normale", come se tutto fosse passato, è una decisione da rivedere."
Gli anni della preparazione a distanza, dello scarso o nullo contatto tra studenti e con i professori hanno lasciato dei segni tangibili. Il primo è la mancanza di normalità, difficilmente raggiungibile con la mera predisposizione dì un esame più simile a quelli passati.

L'importanza del benessere psicologico degli studenti

Il secondo è quello della consapevolezza che la salute psicologica ha un ruolo fondamentale anche per gli studenti:
"Vorrei che si investisse sulla salute psicologica e sul benessere della persona, oltre che sull'edilizia scolastica: se non stiamo bene noi come possono pensare di poterci far vivere al meglio la scuola?"
E ancora, sui fondi del PNRR per la scuola:
"Parte di essi dovrebbero inoltre esser destinati all'offerta di sportelli psicologici: a causa della DaD e della pandemia lo stress, le difficoltà di concentrazione, i disturbi del sonno e alimentari sono aumentati. Serve uno psicologo fisso, garantito e accessibile in ogni scuola per tutti e tutte."
Emerge un quadro in cui gli studenti, i veri destinatari dell'istruzione, hanno una maggiore consapevolezza rispetto a quanto sembra trasparire dalle dichiarazioni del Ministro Bianchi.

Se non si investe in primo luogo proprio sui ragazzi, quale può essere il destino della scuola in generale? Avere più fondi per mettere a norma gli istituti, ristrutturare e ampliare le sedi scolastiche non può non andare di pari passo con la salute anche psicologica degli studenti.

I paradossi dell'alternanza scuola-lavoro

Peraltro, questo è un discorso che vale anche per i cosiddetti percorsi professionali, i PCTO ex alternanza scuola-lavoro che per Patrizio Bianchi sono fondamentali nella crescita dei ragazzi:
"per quanto riguarda l'alternanza sarebbe molto più formativo, anche dal punto di vista civico, dare un esempio agli studenti e alle studentesse spazi da riqualificare [...] per responsabilizzarsi ed esprimersi, sotto il controllo delle scuole."
Non la fornitura di lavoro gratuito per le aziende, ma percorsi veri dove alla formazione degli studenti si uniscono anche la riqualificazione degli spazi e la coscienza civica.

Soltanto in questo modo, da quanto si legge nelle lettere degli studenti, la scuola può diventare un ponte per il futuro e per la loro crescita. Un concetto di scuola tanto ideale quanto radicato nella realtà.

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