17 Settembre 2020 Normative Commenti

Piano di miglioramento nelle scuole: Tutto quello che c'è da sapere

Il Sistema di Valutazione Nazionale ha impresso nella scuola odierna nuovi modi di pensare, progettare, attuare e monitorare le attività volte al miglioramento degli standard qualitativi dell'offerta formativa e non solo. Ciò conferisce alle scuole una particolare autonomia organizzativa che viene messa in atto tramite documenti appositi. Uno di questi documenti sarà oggetto di approfondimento in questo articolo: il Piano di Miglioramento.

Che cos'è il piano di miglioramento scuola?

Il Piano di miglioramento della Scuola non è altro che un percorso che punta al raggiungimento degli obiettivi relativi alle priorità individuate nella sezione 5 del RAV. Il PdM è volto all'individuazione di una linea strategica basata sulla pianificazione e sul concetto del problem solving.
Per definizione esso è un un approccio dinamico orientato al coinvolgimento di tutta la comunità scolastica che si basa sulla dimensione didattica e sulla dimensione organizzativa gestionale.
Il PdM una volta redatto va integrato al PTOF e va aggiornato con la stessa frequenza.

Cosa dice la Normativa?

A livello normativo il PDM è istituito dal Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione o DPR n 80/2013 ma, a seguito dell'entrata in vigore della Legge n. 107/2015 o Buona Scuola, ha subito notevoli cambiamenti che hanno ridefinito i suoi obiettivi e la sua struttura.
Ai sensi della normativa attuale, dunque, partire dall'anno scolastico 2015/16 tutte le scuole sono tenute ad elaborare il PDM in maniera congrua agli obiettivi presenti nel RAV, indipendentemente dal fatto che si tratti di scuole statali o paritarie.
Inoltre, il MIUR con la nota n. 7904/2015, ha fornito indicazioni per quanto concerne l'orientamento e la stesura di tale documento.

Chi compila il piano di miglioramento?

Ad occuparsi del piano di miglioramento nella scuola sono:

  • Il dirigente scolastico
    il quale è anche il responsabile della gestione del processo di miglioramento e dei suoi contenuti;
  • Il nucleo interno di valutazione
    costituito per la fase di autovalutazione e per la compilazione del RAV

I quali dovranno mettere in atto una serie di azioni ed attività finalizzate a:

  • coinvolgere direttamente tutta la comunità scolastica, anche tramite la promozione di incontri e la condivisione di obiettivi e modalità operative relative processo di miglioramento;
  • valorizzare le risorse interne, individuando le competenze professionali idonee a mettere in atto le azioni contenute nel PdM;
  • invitare alla riflessione l'intera comunità scolastica progettando azioni, basate sulla condivisione di percorsi di innovazione, che introducano nuovi modi di intendere il miglioramento scolastico;
  • promuovere la conoscenza e la comunicazione anche pubblica del processo di miglioramento, evitando di assumere un atteggiamento di chiusura autoreferenziale;

Come progettare il piano di miglioramento?

Secondo Hopkins e Reynolds, per progettare un piano di miglioramento bisogna:

  1. Tenere alta l'attenzione sui risultati degli apprendimenti degli studenti;
  2. Aumentare la ricerca e la condivisione delle buone pratiche esistenti all'interno della scuola; Incrementare la consapevolezza del lavoro di squadra e della possibilità di collaborare con agenzie esterne e con il territorio;
  3. Far crescere l'attenzione alla creazione e raccolta di dati, sia quantitativi sia qualitativi, per documentare il processo di miglioramento;
  4. Coinvolgere l'intera comunità scolastica nel processo di miglioramento;

Sulla base di questi principi, INDIRE ha strutturato un modello utile per progettare il PDM che prevede interventi su due livelli:

  • il livello delle pratiche educative e didattiche;
  • il livello delle pratiche gestionali ed organizzative;

Il modello prevede 4 azioni fondamentali:

Ad ogni azione, articolata in più passi, corrisponde una sezione del Documento, di seguito offriremo una breve panoramica di ciascuna di esse.

Sez. 1 - Scegliere gli obiettivi di processo più utili alla luce delle priorità individuate nella sezione 5 del RAV

Questa prima sezione si compone di 3 passi:

  1. verificare la congruenza tra obiettivi di processo e priorità/traguardi;
  2. elaborare una scala di rilevanza degli obiettivi di processo;
  3. ridefinire l'elenco degli obiettivi di processo, i risultati attesi, gli indicatori di monitoraggio del processo e le modalità di misurazione dei risultati.

Sez. 2 - Decidere le azioni più opportune per raggiungere gli obiettivi scelti

In questa sezione i passi sono 2, ovvero:

  1. ipotizzare le azioni da compiere considerandone anche i possibili effetti negativi e positivi nel medio e nel lungo termine;
  2. rappotare gli effetti delle azioni ad un quadro di riferimento innovativo;

Sez. 3 - Pianificare gli obiettivi di processo individuati

I passi necessari per pianificare gli obiettivi di processo sono:

  1. definire l'impegno delle risorse umane e strumentali;
  2. definire i tempi di attuazione delle attività;
  3. programmare il monitoraggio periodico dello stato di avanzamento del raggiungimento dell'obiettivo di processo;

Sez. 4 - Valutare, condividere e diffondere i risultati alla luce del lavoro svolto dal Nucleo di Valutazione

In fine, ecco gli ultimi passi del processo, quelli relativi alla sezione 4:

  1. Valutare i risultati raggiunti sulla base degli indicatori relativi ai traguardi del RAV;
  2. Descrivere i processi di condivisione del piano all'interno della scuola;
  3. Descrivere le modalità di diffusione dei risultati del PDM sia all'interno che all'esterno dell'organizzazione scolastica;
  4. Descrivere le modalità di lavoro del Nucleo di Autovalutazione;

Visualizza il Modello PDM Indire

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