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Docente tutor, pari dignità fra gli istituti e valorizzazione della figura dell’insegnante: la ricetta di Valditara per la scuola parte dal 1968 per ristabilire l’autorità dei docenti. I dettagli nell’articolo. it-IT Editoriale 2023-07-17T12:01:51+02:00
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Insegnanti meno autorevoli? Colpa del ‘68 per Valditara, che vuole ricostruire l’autorità dei docenti

Docente tutor, pari dignità fra gli istituti e valorizzazione della figura dell’insegnante: la ricetta di Valditara per la scuola parte dal 1968 per ristabilire l’autorità dei docenti. I dettagli nell’articolo.

Gianmarco Bonomo
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Durante una recente intervista a Libero, Giuseppe Valditara ha parlato della scuola italiana, dei suoi problemi e delle politiche previste dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per i prossimi anni.

Si tratta di una serie di dichiarazioni che possono aiutare a tracciare il percorso del MIM in relazione a questioni come:

  • la figura dell’insegnante dal 68 a oggi;
  • la perdita di autorità dei docenti;
  • il docente tutor istituito dallo stesso Valditara;
  • la ricerca di pari dignità fra i diversi indirizzi di studio.

La scuola fra le priorità degli italiani: per Valditara è un sentimento collettivo diffuso

In un recente sondaggio, l’Istituto Piepoli ha rilevato quali sono le priorità sulle quali gli italiani chiedono di agire al Governo Meloni. Se le prime tre questioni sono il lavoro, la salute e la lotta all’aumento dei prezzi, al quarto posto si afferma l’istruzione a pari merito con l’immigrazione.

Si tratta di un risultato che di per sé rappresenta una sorpresa. Di norma, infatti, l’istruzione di rado figura così in alto nelle priorità degli italiani. Nella sua intervista a Libero, il Ministro Valditara sostiene che questo cambiamento è il riflesso di un sentimento collettivo dovuto alla funzione della scuola italiana, luogo in cui si costruisce il futuro del Paese.

Allo stesso tempo, tuttavia, Valditara si sofferma sulla figura del docente e sulle sfide quotidiane legate all’insegnamento:

"Non basta fornire nozioni, bisogna farle assorbire, saper trasmettere messaggi educativi, far maturare un ragazzo."

Da questo punto di vista, il problema riscontrato dal MIM è ormai noto: la perdita di autorità dell’insegnante. Nella ricerca di modalità efficaci per gestire gli studenti e trasmettere i contenuti scolastici, la soluzione del Ministero consiste nel ristabilire l’autorità dei docenti.

Dal 1968 deriva una crisi di sistema: Valditara vuole reintrodurre l’autorità del docente

Uno dei segni che confermano una minore autorità dei docenti è l’aumento dei ricorsi al TAR contro le bocciature o per i bassi voti in pagella. Ne abbiamo parlato in un recente approfondimento, dove abbiamo riscontrato come l’alto numero di ricorsi non venga intaccato dalle sentenze del tribunale amministrativo, spesso a favore delle istituzioni scolastiche.

Per Valditara, il vecchio sistema è ormai destabilizzato dal 1968, con la messa in crisi del principio di autorità dei docenti e la promozione di una cultura superficiale e di facilità. Queste le sue parole:

Vedo le radici lontane del ’68 che hanno messo in discussione il principio di autorità in generale. Il ’68 ha portato anche il 6 politico, la promozione facile, tutto scontato e tutto semplice. Quello che era un messaggio ideologico ha lentamente fatto breccia ed è diventato un luogo comune di una certa cultura e di una certa società. Questi lasciti hanno incrinato l’autorevolezza del docente, noi dobbiamo reintrodurla come pilastro fondamentale.

Si inseriscono in questo quadro anche:

  • la riforma del voto in condotta voluta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito;
  • le nuove indicazioni sulle sospensioni, che per gli studenti sospesi dovranno prevedere attività all’interno della scuola e attività di cittadinanza solidale per sospensioni superiori a due giorni.

Si tratta, nella visione del Ministro Valditara, di strumenti concreti che rimettono al centro del discorso scolastico la cultura del rispetto verso regole e persone.

Docente tutor, istituti tecnici e risorse PNRR: la ricetta Valditara

Nel corso della sua intervista, Giuseppe Valditara è poi entrato nel merito degli “strumenti concreti” con i quali il suo Ministero intende risanare la scuola.

Il primo punto è proprio quello, di cui si è tantissimo parlato, del docente tutor. Al netto dei numeri deludenti sulla formazione appena iniziata, per Valditara il docente tutor è fondamentale per una scuola che sappia accompagnare gli studenti nel superamento delle loro difficoltà.

Inoltre, il Ministro ribadisce il progetto di dare pari dignità a tutti gli indirizzi di studio. Si tratta di un vecchio cavallo di battaglia di Giorgia Meloni che - nei mesi scorsi - ha anche portato all’istituzione del Liceo del Made in Italy. Se l’educazione tecnica e professionale può garantire agli studenti importanti sbocchi lavorativi, per Valditara è arrivato il momento di superare lo schema piramidale con il liceo classico al vertice.

L’ultima questione riguarda invece la spaccatura fra Nord e Sud Italia fotografata dalle prove INVALSI, le ultime così come quelle meno recenti. Per il Ministro si tratta di una frattura moralmente inaccettabile, che va contrastata a partire dalle scuole primarie del Mezzogiorno con

"più docenti in ogni scuola, tempo pieno per tutte queste scuole, una formazione specialistica per gli insegnanti, una retribuzione aggiuntiva per le attività extracurricolari che saranno chiamati a svolgere, coinvolgimento delle famiglie"

Sarà poi possibile investire risorse anche per gli altri gradi scolastici e il resto del territorio italiano.

Valditara e il futuro della scuola: promesse o solide basi?

Come abbiamo rilevato nei paragrafi precedenti, nel recente sondaggio dell’Istituto Piepoli la scuola rappresenta per gli italiani una delle priorità da affrontare. Lo stesso Valditara ha riconosciuto come, in parte, ciò è dipeso anche dall’aver parlato tanto dell’istruzione. Il problema qui è proprio questo: da mesi assistiamo a dichiarazioni quotidiane e continue sulla scuola che, tuttavia, di rado si trasformano in proposte concrete o concreti programmi per il futuro. Per esempio:

  • gli aumenti nelle retribuzioni ci sono stati, ma inferiori alle aspettative;
  • il docente tutor è stato istituito, ma con una serie di polemiche da parte degli stessi insegnanti;
  • si è parlato dello psicologo e dello sportello pedagogico a scuola, ma con nessuna iniziativa;
  • sono state promesse assunzioni, ma per il concorso straordinario ter non c’è neanche un bando.

E così via.

Riportare l’attenzione alla scuola, come fatto dal Ministro, ha un’importanza fondamentale. Allo stesso tempo, però, è vitale anche dare seguito alle promesse fatte con quelli che lo stesso Valditara ha definito strumenti concreti. E che di concreto, ancora, non hanno poi molto.

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Gianmarco Bonomo

Scrivo da sempre e, se contiamo anche i temi delle scuole elementari, anche da prima. Negli anni ho unito la mia passione per la scrittura a quella per i meccanismi della comunicazione, che ho tradotto nel mio lavoro di SEO Copywriter e autore in diversi campi. Mi piace approfondire le tematiche che riguardano il mondo della scuola e che vanno dai risvolti politici alla cultura, dagli approfondimenti normativi al racconto quotidiano delle novità scolastiche.

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