17 Luglio 2018 Docenti Commenti

Come diventare insegnante di sostegno nel 2019: profilo, requisiti e mansioni

Per diventare insegnante di sostegno bisogna seguire un percorso che, negli anni, sta diventando sempre più complesso a causa dei cambiamenti che il Miur sta applicando grazie alla riforma della Buona Scuola.
Oggi tenteremo di scoprire passo passo delle nozioni utili ad inquadrare il profilo professionale del docente di sostegno, parlando dei suoi requisiti e delle sue mansioni stabilite dalla normativa, cercando anche di capire a quali alunni spetta l'insegnante di sostegno.

Profilo dell'Insegnante di Sostegno secondo la normativa

Chi è l'insegnante di sostegno? Si tratta di una particolare tipologia di docente introdotta nell'ordinamento scolastico italiano con la Legge n° 517 del 4 agosto 1977.
Per darne una definizione appropriata occorre dire che è il docente che svolge il ruolo delicato e difficile di far integrare all'interno dell'universo scolastico ragazzi con disabilità.
In ultima analisi possiamo dire che si tratta di un insegnante specializzato nella didattica speciale per alunni diversamente abili a cui occorronno competenze specifiche derivanti da specifici percorsi formativi, soprattutto alla luce dei cambiamenti introdotti con il D.Lgs n° 66 del 13/04/17.

Insegnante di Sostegno: A chi spetta?

L'insegnante di sostegno spetta a tutti quegli alunni in difficoltà che hanno bisogno di una particolare assistenza per essere integrati nel sistema scolastico.
Tali alunni vengono definiti alunni "certificati" perchè il loro grado di disabilità viene riconosciuto dalle Commissioni Mediche della ASL ai sensi della Legge n. 104/1992.
Riassumendo, ad avere diritto ad un insegnante di sostegno sono:

  • Alunni in stato di Handicap;
  • Alunni in situazione di gravità
  • Alunni autistici;
  • Alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento o DSA (Dislessia, Discalculia, Disgrafia ecc)
  • Alunni con Bisogni Educativi Speciali o BES (svantaggi socioeconomici, linguistici o culturali)

COME DIVENTARE INSEGNANTE DI SOSTEGNO nel 2019: REQUISITI E ABILITAZIONI

Il percorso per diventare insegnante di sostegno nel 2019 ha subito parecchi cambiamenti a seguito di:

Adesso i requisiti necessari sono diversi, e si differenziano in base all'ordinamento scolastico.

Diventare insegnante di sostegno nella scuola dell'infanzia e primaria

Il bando di concorso straordinario per insegnare nella scuola dell'infanzia e primaria è stato chiaro sui requisiti che deve avere un insegnante di sostegno ovvero:

  • laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo riconosciuto all'estero;
  • diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002;
  • 2 anni di servizio anche se non continuativi negli ultimi 8 anni scolastici;
  • titolo di specializzazione su sostegno;

Diventare insegnante di sostegno nella scuola secondaria

Gli aspiranti docenti di sostegno della scuola secondaria oltre al titolo di specializzazione su sostegno, ottenibile iscrivendosi agli appositi corsi di specializzazione che dovrebbero partire nei primi mesi del 2019, dovranno essere in possesso di uno tra i seguenti requisiti:

  • abilitazione per l'insegnamento;
  • laurea magistrale idonea all'accesso a una classe di concorso + 24 CFU;

Chi è in possesso dei seguenti requisiti potrà partecipare alle procedure del Concorso Docenti Secondaria 2019 e concorrere per i posti messi a bando per il sostegno.
Per i vincitori non sarà più previsto il percorso triennale FIT, ma dovrà sottoporsi al canonico anno di prova, superato il quale si verrà assunti direttamente in ruolo.

In ogni caso ricordiamo che è possibile esercitare la professione di insegnante di sostegno tramite l'invio della messa a disposizione.

Cosa fa un Insegnante di Sostegno: compiti e mansioni

Per capire cosa fa un insegnante di sostegno all'interno della classe bisogna definire qual è il suo vero ruolo, ovvero quello di mediatore tra l'alunno svantaggiato e il resto del gruppo classe.
Inserimento ed Integrazione sono dunque le parole chiave e i punti cardine a cui ruotano i suoi doveri e le sue mansioni.
Dunque, come fare a rivestire degnamente il ruolo di Insegnante di sostegno?
La risposta è semplice: facendosi carico dell'adempimento dei seguenti compiti:

Si tratta dunque di svolgere una serie di funzioni volte a creare un percorso formativo ottimizzato in tutto e per tutto con le esigenze dell'alunno, rivestendo spesso il ruolo di mediatore tra famiglia, scuola e specialisti nell'interesse del bambino o del ragazzo.
Gli obblighi e i compiti dell'insegnante devono ovviamente svolgersi all'interno di un orario di lavoro ben preciso che rispecchia l'orario di servizio dei normali docenti di ruolo all'interno della scuola, ovvero:

Scuola Ore di lavoro settimanali
Scuola dell'Infanzia 25 ore
Scuola Primaria 22 ore + 2 ore di programmazione
Scuola Secondaria di I grado 18 ore


Analizziamo adesso uno per uno gli obblighi e i compiti richiesti all'insegnante di sostegno:

Contitolarità

Il docente di sostegno è a tutti gli effetti un docente della classe in cui opera, di conseguenza ha diritto e dovere alla titolarità, nello specifico ricopre il ruolo di contitolare.
Per questo motivo a lui spettano i diritti e i doveri derivanti da questa posizione ovvero deve partecipare a:

  • Riunioni del consiglio interclasse;
  • Riunioni del consiglio di classe;
  • Riunioni di programmazione;
  • incontri con i genitori o i rappresentanti;
  • scrutini di tutti gli alunni della classe di cui è contitolare;

Gruppo di Lavoro sull'Handicap Operativo

Il Gruppo di Lavoro sull'Handicap operativo è un gruppo di professionisti che si riuniscono secondo appuntamenti fissati dal Dirigente Scolastico nel mese di ottobre.
Il docente di sostegno è tenuto a partecipare a questo gruppo ed è proprio qui che deve svolgere la funzione di mediatore per fare gli interessi dell'alunno e facilitarne l'inserimento nella classe.
All'interno del GLH l'insegnante di sostegno deve interfacciarsi e collaborare con gli altri membri che fanno parte del gruppo ovvero:

  • Coordinatore di Classe;
  • Segretario del Consiglio di Classe;
  • Genitori dell'alunno;
  • Specialisti che seguono l'alunno;

Alla fine dell'incontro del GLH il docente di sostegno ha il dovere di redigere un verbale dell'incontro che sarà conservato poi nell'ufficio del Dirigente

Incontri con i genitori

La funzione dell'insegnante di sostegno è cruciale anche nel rapporto con le famiglie dell'alunno.
Egli deve preoccuparsi di raccogliere tutte le informazioni necessarie, informandosi anche sulle esperienze pregresse del bambino e, in base ai dati raccolti, cercare di sforzarsi di valorizzarne il vero potenziale anche nell'ottica del raggiungimento di un livello di autonomia adatto nell'età adulta.
Egli deve riconoscere ed attivare le risorse della famiglia stessa per consentire l'applicazione di una strategia che coinvolga sia le istituzioni che la sfera affettiva del ragazzo, per seguirlo a 360° e mettere in atto una strategia educativa e formativa vincente ed efficacie.
Previa comunicazione al coordinatore di classe, il docente ha il diritto di convocare la famiglia dell'alunno, se lo ritiene necessario

Diagnosi Funzionale

Per diagnosi funzionale si intende il quadro completo e dettagliato delle difficoltà e degli svantaggi dell'alunno, volta a descrivere ed analizzare le sue compromissioni funzionali a livello psicofisico.
Essa viene redatta dall'insegnante di sostegno in concomitanza con un unità multidisciplinare formata dai vari specialisti che si occupano di tutelare la salute dell'alunno disabile o svantaggiato.
Essa deve contenere tutte le nozioni e i riferimenti utili per curare il Piano Educativo Individualizzato.
Nello specifico essa deve contenere elementi che stilano il profilo dell'alunno tenendo conto dei seguenti ambiti:

  • Ambito Cognitivo;
  • Ambito Affettivo/Relazionale;
  • Ambito Linguistico;
  • Ambito Sensoriale;
  • Ambito Motorio/Prassico;
  • Ambito Neuropsicologico;
  • Ambito Personale/Sociale;

Profilo Dinamico Funzionale

Tenendo conto dei dati raccolti nella Diagnosi Funzionale, l'insegnante di sostegno coadiuvato da un'unità multidisciplinare redige un documento in cui si riportano in modo analitico le possibili reazioni e i possibili progressi del bambino in relazione delle attività intraprese e di quelle da intraprendere.
Si tratta del Profilo Dinamico Funzionale che deve essere redatto all'inizio del primo anno di frequenza dell'alunno, aggiornato, messo in pratica e verificato tramite la stesura annuale del PEI.
Oltre al docente di sostegno i membri dell'unità multidisciplinare sono:

  • Medico Specialista nella patologia da cui è affetto l'alunno;
  • Specialista in neuropsichiatria infantile;
  • Terapista della riabilitazione;
  • Operatori Sociali dell'unità sanitaria locale.

Piano Educativo Individualizzato

Si tratta del documento in cui vengono descritti e riportati gli interventi integrati e interconnessi tra loro e previsti dal Profilo Funzionale Dinamico.
In esso si tiene conto di:

  • Progetti didattico-educativi;
  • Progetti riabilitativi e di socializzazione individualizzati;
  • Forme di integrazioni tra attività scolastiche ed extrascolastiche.

Tale documento viene redatto dall'insegnante di sostegno in collaborazione con:

  • operatori sanitari;
  • personale insegnante curricolare;
  • genitori.

VEDI ANCHE: Piano Educativo Individualizzato: cos'è, chi lo redige, cosa contiene Corso TFA specializzazione sostegno - bando, requisiti e posti disponibili

Commenti

  • Giulia 20/11/2018 - 15:21

    Buongiorno, sto svolgendo una supplenza come insegnante di sostegno in una scuola primaria. stavo pensando di fare qualche master per acquisire delle competenze che al momento non ho. tali studi permettono la partecipazione a un eventuale concorso per il posto di sostegno? grazie mille giulia

    Rispondi
    Redazione Universo Scuola 21/11/2018 - 09:16

    Salve,
    master e corsi di specializzazione, se riconosciuti dal miur, costituiscono sicuramente un requisito importante in vista di un concorso, oltre a permettere di acquisire punteggio in graduatoria.

  • Salvatore 20/11/2018 - 10:59

    Salve. sono abilitato nella cdc a046 e quest'anno sono in servizio come docente di sostegno ma senza specializzazione. da quello che ho letto potrei partecipare al prossimo corso di specializzazione sul sostegno senza i 24 cfu... giusto? grazie

    Rispondi
    Redazione Universo Scuola 21/11/2018 - 09:07

    Salve, il miur ha lasciato intendere che qualora nei 24 cfu si inseriscano anche crediti che possano valere per il sostegno, questi potranno essere ritenuti validi per il concorso, tuttavia si tratta di un'indicazione ancora vaga, bisognerà attendere conferme.

  • Anna 20/11/2018 - 09:51

    Buongiorno,ho un diploma magistrale abilitante all'insegnamento e sono in seconda fascia,con tali requisiti posso diventare insegnante di sostegno studiando?se è si dove devo rivolgermi?

    Rispondi
    Anna 20/11/2018 - 10:53

    Grazie,molto gentili.

    Redazione Universo Scuola 20/11/2018 - 10:49

    Salve,
    nel 2019 dovrebbe essere bandito un apposito concorso per insegnanti di sostegno, pubblicheremo maggiori informazioni sul blog non appena disponibili.

  • Anna 12/11/2018 - 19:55

    ......si sono pienamente d'accordo ....ma non mi sembra neanche giusto affidare gli incarichi di sostegno alla primaria a chi vent'anni fa ha conseguito un diploma magistrale ma nel frattempo ha fatto tutt'altro......io sono convinta di non avere le competenze giuste .....però (con un pò di orgoglio forse) mi sento di dire che ne ho di più rispetto a chi oggi questo ruolo lo ricopre in troppe scuole italiane ......

    Rispondi
  • Anna 10/11/2018 - 16:34

    .....quindi un laureato in economia non può diventare insegnante di sostegno?

    Rispondi
    Redazione Universo Scuola 12/11/2018 - 12:16

    Salve anna,
    per svolgere al meglio il ruolo dell'insegnante di sostegno occorre possedere delle competenze conseguibili tramite uno dei titoli o requisiti specifici di cui sopra.
    la laurea in economia è affine ad altri settori, quindi penso proprio di no.

Lascia un commento

Torna su